Meteore ep01 – Alessio Bandieri, l’unico fallimento di Novellino

La scommessa di mercato persa dal tecnico irpino. Gliene hanno dette di tutti i colori: miope, raccomandato, inadeguato. Indimenticabile il gol subito col Monza.

Meteore ep01 – Alessio Bandieri, l’unico fallimento di Novellino

Il gol di Mazzeo

Stagione 1999-2000. Al San Paolo si gioca Napoli-Monza, per la seconda giornata del girone di ritorno. Una gara importante per gli azzurri di Walter Novellino che inseguono la promozione in Serie A dopo una stagione precedentemente vissuta all’insegna della mediocrità. A seguito di una discreta pressione, il Napoli passa in vantaggio al 27’ con la rete di Claudio Bellucci. Tutti esultano, si prevede una gara in discesa. Ma non si fa in tempo nemmeno a tornare con le immagini live che il Monza ha già pareggiato, nello sconforto generale. Mazzeo, calciatore brianzolo, decide di tirare direttamente da centrocampo, beffando il portiere del Napoli. Un portiere di nome Alessio Bandieri, forse il più tragico estremo difensore mai transitato al San Paolo in tantissimi decenni di storia. Ma procediamo con ordine.

 

Il mercato del Napoli nell’estate del 1999 è mirato esclusivamente ad un solo obiettivo: la promozione, dunque il ritorno nella massima serie. La vera rivoluzione riguarda il reparto arretrato, in particolare il ruolo del portiere. Batman Taglialatela viene infatti ceduto a titolo definitivo alla Fiorentina, mentre Luca Mondini approda in prestito alla Lazio. Così, gli azzurri sono “costretti” a rifare l’ossatura in quel ruolo. Decidono di confermare il giovane Ferdinando Coppola, ragazzo del vivaio, per avere un secondo portiere giovane. Come primo, invece, il tecnico Novellino suggerisce un estremo difensore del Venezia, Alessio Bandieri, che nelle due stagioni precedenti con il club veneto aveva giocato 6 partite prendendo 6 gol. Una scelta che non sembra convincere pienamente la società, la quale però decide di dare fiducia al suo allenatore.

Bandieri viene dunque acquistato per la gioia di Novellino, che sembra non vedere l’ora di poterlo schierare in campo. “Vi accorgete presto delle qualità di Bandieri”, spiegò. E in effetti il pubblico calcistico napoletano si rese subito conto di chi aveva davanti.

Il latin lover

Nelle prime 3 gare Bandieri si comporta tutto sommato bene, subendo un solo gol dall’ex Murgita. Poi però il suo rendimento inizia a diventare molto incostante. Paurose sono alcune prestazioni offerte nel corso della stagione: da citare, ad esempio, i 5 gol presi a Treviso e i 3 subiti in casa della Fermana. In questa specifica occasione Bandieri parò anche un rigore, per poi smarrirsi completamente nel pantano di alcune papere da antologia. Nel mezzo la famosa gara contro il Monza, nella quale il portiere riesce a prendere un gol da centrocampo assolutamente evitabile. A destare perplessità è anche una forma fisica non proprio impeccabile: Bandieri dà infatti l’idea di apparire piuttosto “tozzo” e non esattamente in forma e slanciato per interpretare quel determinato ruolo.

I tifosi sono scoraggiati, perché il numero 30 non riesce a dare minimamente sicurezza ad un reparto che invece necessiterebbe di sentirsi protetto. In quei mesi, peraltro, iniziano a circolare un paio di leggende metropolitane su Bandieri. A quanto pare, secondo alcuni tifosi, il portiere non sarebbe stato scelto da Novellino per via delle sue doti atletiche, bensì per quelle da latin lover: la figlia del tecnico, infatti, era legata sentimentalmente proprio a Bandieri, che dunque iniziò a passare per raccomandato.

Miopia e divisioni inferiori

Ma non solo: a quanto sembra, il ragazzo aveva a che fare con un problema abbastanza limitante a livello di miopia, che lo costringeva a giocare con le lenti a contatto. Non proprio il massimo per un calciatore che di ruolo fa il portiere.

Dopo una lunga serie di sconcertanti prestazioni, persino Novellino deve arrendersi all’evidenza dei fatti. Bandieri viene dunque brutalmente panchinato e al suo posto diventa titolare Ferdinando Coppola, che finisce la stagione da primo portiere. Il Napoli guadagnerà, come da obiettivo stagionale, la promozione in Serie A ma le strade della squadra e di Bandieri si divideranno immediatamente. Il ragazzo della provincia modenese verrà ceduto al Savoia, per poi proseguire la carriera in squadre come Modena e Padova, restando però nella dimensione delle categorie inferiori. Si ritirerà definitivamente nel 2015, dopo aver difeso i pali del Lama 80.

Il portiere rappresenta una delle pochissime note stonate di una stagione positiva per il club partenopeo. Sia nel passato che nel futuro – dunque nell’attuale presente – raramente si sono visti portieri così inadeguati nella mission di ricoprire un ruolo di primo piano nel Napoli. Specie per questo Bandieri – che con il club azzurro può vantare persino 9 clean sheet in carriera – verrà sempre ricordato dall’ambiente partenopeo con malcelata ironia, figlia di un’infelice scelta di mercato che, in realtà, parve essere solo una scelta di cuore di un padre di famiglia.

ilnapolista © riproduzione riservata
  1. Danilo Dugoni 3 maggio 2017, 13:17

    mi sembra esagerato continuare in questo modo a trattare un giovane che portato su una grande piazza.Prima aveva fatto tre ottimi campionati giovanissimo in B nel Modena.A Napoli non ha solo toppato, ha visto distrutta la suas carriera da commenti che andavano ben oltre lo sport, Vorrei che lo sport fosse migliore nel senso che se un giocatore non va lo si sotituisce senza il sadico bisogno di distruggerlo.

  2. In quel Napoli-Monza ero allo stadio con mio padre, che del gol di Mazzeo non se ne accorse neanche. 😀
    Un’altra delle voci che girarono in quel periodo era che Bandieri fosse il genero di Novellino, e che l’allenatore lo portasse con sé in ogni squadra per questo.

  3. Bandieri è stato il peggiore. Financo della buonanima di Mattolini.

  4. Enrico Pessina 9 aprile 2017, 12:25

    Però Mattolini resta insuperabile.

    • Io direi il più “superabile” dei portieri che abbiamo avuto…mitico Saponetta!

    • Povero Mattolini. In quel periodo frequentavo il biennio di ingegneria a Via Claudio e tutti i giovedì mattina si andava a vedere la partitella di allenamento, che all’epoca era al San Paolo a porte aperte. Vi posso assicurare che il giovedì Mattolini era un autentico fenomeno, parate strabilianti. Grandi aspettative poi puntualmente smentite la domenica.

Comments are closed.