La Rai e le partite di calcio: cronistoria di un rapporto tormentato

La telecronaca Cerqueti-Rambaudi non è la prima a finire nell’occhio del ciclone: da Marchisio a Failla, tanti i precedenti.

La Rai e le partite di calcio: cronistoria di un rapporto tormentato

Tre tweet fanno una prova: a Rai Sport resta una sola sciaans: Cerqueti-Rambo è solo la punta dell’iceberg, riviviamo le mirabilie delle telecronache Rai.

Telecronache fantastiche e dove trovarle

Ieri la semifinale dello Stadium fra Juve e Napoli sarà ricordata non solo per la discussa e discutibile condotta dell’arbitro Valeri, un posto se lo è ritagliato di diritto anche mamma Rai la cui redazione sportiva ha inanellato nuove e luccicanti perle che qualsiasi appassionato dovrebbe gelosamente custodire ogniqualvolta la depressione sportiva prendesse il sopravvento.

Il Napoli l’altro ieri ha affidato a Twitter il proprio disappunto nei riguardi della coppia in telecronaca che nell’occasione aveva le voci di Gianni Cerqueti e Rambo Rambaudi, lanciando un hashtag molto millenials per i nativi digitali, molto più puerile e non da società di vertice per coloro che proprio non si lasciano abbagliare dalla fascinazione digital.

La partita

Pronti-via dopo un prepartita pressoché inesistente – con il canale tematico del dtt lasciato ancora inopinatamente senza alcuno speciale che pure l’importanza della serata avrebbe richiesto – la prima delle grandi sfide in esclusiva inizia senza che vengano mostrate in grafica le due formazioni, per concedere qualche minuto in più alle considerazioni del nuovo acquisto stagionale Sconcerti (in viale Mazzini vige la massima old but gold). Appare fugacemente l’undici del Napoli (squadra in trasferta) ma non quello dei bianconeri sciorinato a voce in stile radio.
Tempo un quarto d’ora e si annuncia già lo sfavillante post-gara sui divani di Zona11 pm eppure le squadre sono ancora nella classica fase di studio. La diretta viene più di una volta interrotta bruscamente da brevi spot pubblicitari lanciati anarchicamente dalla regia contrapposta ad ogni forma di potere costituito compreso quello statale.

Tralasciando l’anacronismo dei messaggi pubblicitari a match in corso, oramai un’anomalia nella trasmissione di eventi calcistici, le telecamere preferiscono indugiare sul volto di Allegri piuttosto che sulle combinazioni in campo. E poi parsimonia nei replay, telecamera sulla sedici metri non pervenuta che certo non aiuta i telespettatori a fare luce su diverse chiamate degli assistenti, sia dall’una che dall’altra parte.

Il post è storia, con la staffetta surreale Mazzocchi-Reina nei panni di leader delle rispettive squadre, tanto da far fatica a distinguere chi da che cosa e non solo per la pelata. E con l’inviato negli spogliatoi Maffei che in un sussulto di fine carriera si immagina nel bel mezzo del Watergate ed impettisce nei confronti del ds Giuntoli non disposto ad un contraddittorio che tanto ricorda le prime uscite televisive dei grillini.

I magnifici precedenti

Gli ascolti della Tim Cup crescono (prima di Juve-Napoli tre dei cinque match più visti in tv quest’anno sono targati Rai), così come i “casi” mediatici.

Ancora prima del Napoli, fu già Marchisio a schierarsi contro Cerqueti reo in Inter-Juve della passata stagione di soffrire di vista “appannata”. Ci piace pensare che il centrocampista della Juve, ieri guarda caso non convocato, avrebbe ritwittato volentieri #SeGuardateLePartiteSullaRaiFateloSenzaAudio.

Ma prima di Cerqueti, a prendersi la ribalta fu Fabrizio Failla in un Fiorentina-Roma di Coppa. Violenza pura. E poi la violenza pura quasi non la scatenò nel collega Bisantis intento a raccontare un Fiorentina-Milan. Dopo il gol di Gonzalo Rodriguez per la Viola, Failla in estasi per il pareggio appena agguantato dai suoi gigliati si becca parole d’amore che inducono perfino la Digos ad intervenire in cabina per porre fine alle imbarazzanti “effusioni” in diretta.

Come dimenticare il gol fantasma di Estonia-Italia, qualificazioni ad Euro2012, con la nazionale azzurra addirittura in svantaggio? Si attacca, corner, tutti in area e puf. Parte lo spot ma quando si rientra in presa diretta il risultato è cambiato. L’Italia ha pareggiato: scusi chi ha fatto gol?

La storia potrebbe continuare a lungo e la storia per Nietzsche è un eterno ritorno, quanto lo scaricabarile di ieri – che accolla ad Infront prima e ad un broadcaster della Juventus poi – i problemi di trasmissione così come furono attribuiti alla regia cinese gli imbarazzi  nelle riprese della finale di Supercoppa 2015 fra Juve e Lazio in quel di Pechino. Difficoltà che non passarono certo sotto traccia.

Ma alla fine della fiera a noi piacerebbe chiudere così, perché in fondo è tutto un…

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  1. ci tengo sempre a sottolineare anche l’ottimo lavoro dei “ragazzi” della grafica, con schermate a video in stile anni ’80 realizzate con fatica su Amiga 500 (ultimo ritrovato tecnologico in RAI!). Gli ottimi lavori di sintesi in post partita (vi assicuro che l’ignoranza supera sempre la malafede in RAI), il meraviglioso apporto delle voci a bordo campo, la grazia estetica degli studi e delle sigle, la scelta sempre azzeccata di ospiti e commentatori (sempre de Roma, sempre ignoranti, sempre amici degli amici), la cura nel vestirsi e la modernità del linguaggio. Viva la Rai, un cordiale saluto a tutti

  2. Il discorso è che questi cercano pateticamente sponsor e auditel e lo fanno in modo ridicolo scimmiottando male le tv private, quando sarebbero la tv di stato. È un problema non di poco conto cosa è diventata la Rai non solo a livello calcistico.

  3. Luigi Ferrara 2 Marzo 2017, 13:27

    Ieri sera il telecronista (romanista?) aveva il tono della voce da servizio-su-rientro-salma-in-Italia nonostante la partita sia stata più che piacevole. E’ stata una scelta editoriale ? chissenefrega
    La Rai è un carrozzone vecchio e polveroso che è brava nel rassicurare il pubblico con fiction melense, cialtrone e soporifere ma in ambito sportivo mostra tutto il suo lato anacronistico.

    Che gli opinionisti vengano scelti tramite amicizie politiche è cosa nota, che non sappiano parlare in italiano anche , che siano la fiera della banalità pure ma che siano pure faziosi questo davvero è patetico.

    • Verissimo. Basti fare un rapido confronto dei decibel emessi e del tono assunto in occasione dei gol della Lazio rispetto a quando la Roma si è resa pericolosa.

      Ieri leggevo non ricordo dove, riguardo le proteste per la telecronaca di Juve – Napoli che “storicamente la telecronaca è sempre un po’ spostata per la squadra di casa”. Beh ieri di fatto la squadra di casa era la Lazio, teoria smontata.

      Ma comunque, al di là dei pressappochismi e dell’incompetenza dimostrata martedì, era davvero irritante la faziosità espressa in vari modi: gli “attenzione qui!” di Rambaudi quando il Napoli si faceva pericoloso (espressi col tono che si usa quando la Nazionale gioca contro squadre straniere o quando un’italiana è impegnata nelle coppe europee… tra due club Italiani, sul servizio pubblico, è quantomeno fuori luogo) oppure con gli elogi e sbrodolamenti alle abilità di Allegri o all’azzeccatissima mossa di inserire Cuadrado che era riuscito a spaccare la partita, a quanto pare, prima ancora di arrivare a toccare il primo pallone e di arrivare a sistemarsi sulla propria fascia di competenza.

  4. A questo aggiungerei i commenti pregni di contenuti tecnici da parte di Salvatore Bagni (uuuuuhhhh!) di qualche anno fa, e il bestemmione in diretta da parte di Trapattoni. W la Rai.

    • Roberto Flaminio 2 Marzo 2017, 16:02

      Vero, il Trap alla Germano Mosconi m’è sfuggito.
      Ad ogni modo se penso che ora la scena se la prende tutta quel narciso di Antinelli
      che si sente un rocker e ammicca alle sue groupie quando guarda in
      camera, mi viene il lacrimone a ricordare Carlo Paris da bordocampo, con le ultime che per giunta lo danno sul punto di affiancare Piero Marrazzo come corrispondente da Gerusalemme.

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