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Chiusa l’inchiesta biglietti-‘ndrangheta-Juventus: c’è un memoriale di Agnelli, nessun dirigente indagato

Nessun dirigente juventino indagato. Ci sono invece le due figure chiave: Dominello e Germani. Si apre un filone relativo alla finale di Champions.

Chiusa l’inchiesta biglietti-‘ndrangheta-Juventus: c’è un memoriale di Agnelli, nessun dirigente indagato
Andrea Agnelli

Si chiude con 23 indagati – nessun dirigente della Juventus – l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia sulle ramificazioni della ‘ndrangheta in Piemonte, in particolare – leggiamo sulla Stampa – “tentativi di infiltrazione della ’ndrangheta nella curva della Juventus, per controllare il business dei biglietti attraverso i rapporti tra i gruppi ultras e la società bianconera”.

Il titolo de La Stampa di oggi sull'inchiesta biglietti-'ndrangheta-Juventus

Il titolo de La Stampa di oggi sull’inchiesta biglietti-‘ndrangheta-Juventus

La Stampa scrive che agli atti è stato presentato un memoriale di Andrea Agnelli. E aggiunge:

C’è un altro fronte sul caso biglietti, oggetto di approfondimento dei magistrati, aperto dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Massimiliano Ungaro, «il lavandaio» della Gran Madre. Ha raccontato di una cospicua partita di tagliandi per la finale di Champions League del 2015 tra Juve e Barcellona giocata a Berlino «su cui il gruppo ha messo le mani». I verbali sono depositati in un’altra inchiesta (Big Bang) – sempre dei pm Toso e Abbatecola – sul clan dei fratelli Adolfo e Cosimo Crea. Sarebbero stati loro – secondo Ungaro – a gestire gli introiti di questi tagliandi da cui «guadagnarono 40 mila euro». «Erano biglietti omaggio procurati e venduti da uno esterno alla Juve».

Tra gli indagati, ci sono Rocco Dominello, figlio di un boss introdotto allo Stadium, figura chiave dell’inchiesta. E anche Fabio Germani, ex ultrà, accusato di essere il collegamento tra il club e la cosca. Come detto, non ci sono dirigenti juventini indagati.

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