Verona che contende il primato della pizza, gli anni e i bicchieri che non si contano mai

Napoli-Chievo giocata a tavola, tra (tanti) litri di vino e una pizza contesa. La descrizione di Giulietta e qualche consiglio su dove mangiare nel capoluogo veneto.

Verona che contende il primato della pizza, gli anni e i bicchieri che non si contano mai

 

Cibi condimentum esse famem”, Cicerone.

“’o Napule s’ ‘e magne dint’ ‘o campo e je m’ ‘e magne a tavola!”, Zì Tottonno Sisàl.

«Visti i risultati raggiunti dai nostri pizzaioli potrebbe essere divertente, e sicuramente appetibile, organizzare una sfida Veneto-Campania a colpi di impasti, ingredienti, fantasia, qualità, tutta Made in Italy». Sapete chi lo ha detto? Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando le anticipazioni della Guida 2017 del Gambero Rosso.

Così, ogni anno, da un po’ di tempo a questa parte, grazie al Gambero Rosso, c’è qualcuno che tenta l’impossibile operazione di sottrarre a Napoli un primato che fa parte della storia della città. Ora, ve li immaginate i tifosi del Chievo al seguito della squadra che arrivati a Napoli snobbano la Margherita sostenendo che, tanto, a casa loro sono abituati a mangiare la pizza gourmet segnalata dal Gambero? Il rischio c’è: essendo nota la smisurata passione per il vino e i superalcolici dei pronipoti dei Celti Cenomani, c’è da fidarsi poco delle loro papille gustative. Il vino buono è apprezzato a tutte le latitudini, ci mancherebbe. Ma sapete come si dice da quelle parti? Ani e goti mai contarli che significa: gli anni e i bicchieri non si contano mai. E a furia di non contarli, i bicchieri di vino, poi inducono a dire fesserie. Come quest’altra affermazione, sempre del governatore del Veneto: «La pizza è un fenomeno di livello ormai planetario, e anche qui siamo tra i più bravi».

Allora se vi dovesse capitare di andare dalle parti di Verona o per la partita di ritorno con il Chievo o anche per una gita o per affari, vi segnaliamo due locali, due pizzerie dove potrete gustare una pizza degna di questo nome e chi se ne frega del Gambero. Il primo è a Verona, in pieno centro, attaccato all’arena di Verona, si chiama Peperino. Classica pizzeria e cucina napoletana dove i gestori sono Daniela, veronese e Riccardo, napoletano. Il secondo locale è a Desenzano del Garda, a meno di 40 chilometri da Verona e merita sicuramente una visita, sia perché la località è carina, affacciata sul lago più grande d’Italia; sia perché qui c’è la pizzeria Vesuvio, dove la pizza parla napoletano. Il proprietario, Ciro, è un grande tifoso del Napoli e lettore de il Napolista. Se cliccate sulla sua pagina facebook leggete post come questo: “Cari amici il vostro pizzaiolo vi informa che da oggi la pizza salsiccia e friarielli con provola è disponibile tutti i giorni, non più solo il fine settimana. Baci e forza Napoli”. Perché per Ciro, il Napoli e la pizza preparata secondo la tradizione autentica, sono dei principi, dei punti di riferimento. E che prendiate la bufalina o la spettacolare pizza fritta, non resterete delusi e vi verrà voglia di alzarvi in piedi e brandendo il vostro angolo di impasto, di gridare “Forza Ciro! Forza Napoli!”.

In chiusura, una curiosità. Qualcuno, negli anni, si è fatto qualche problema morale a stare dalla parte di chi continuava a ricordare ai veronesi la reale identità di Giulietta. Ebbene, tanto per tranquillizzarvi, vi cito due proverbi antichi veronesi. Ci g’a ‘na bela mojèr no l’è tuta soa” (chi ha una bella moglie, non è tutta sua); “novantanove maridà fà zento bechi” (ogni novantanove sposi ci sono cento becchi). Se è vero che i detti antichi non sbagliano mai, è zoccola per davvero.

E adesso andiamo a tifare! Forza Napoli!

“Quella del calcio è l’unica forma di amore eterno che esiste al mondo. Chi è tifoso di una squadra lo resterà per tutta la vita. Potrà cambiare moglie, amante e partito politico, ma mai la squadra del cuore”.

Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista.
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