«Noi vogliamo vincere, noi dobbiamo vincere»: la “juventinizzazione” dei tifosi del Napoli

Napoli è altro, esiste per resistere. Vincere non è solo il motivo per cui si tifa, e ce lo dicono anche altre realtà: dalla Bologna povera del basket fino a Berlino, Colonia, Birmingham.

«Noi vogliamo vincere, noi dobbiamo vincere»: la “juventinizzazione” dei tifosi del Napoli

Anni fa lessi di come i tifosi della Fortitudo Bologna cantavano durante le partite delle loro squadra al palazzetto dello sport un coro che ritengo geniale: “Non vinciamo mai, non vinciamo mai!!!”. Per chi fosse poco addentro le cose del basket, Bologna era all’epoca ( alba del 2000) la capitale della pallacanestro italiana dove c’erano due squadre a contendersi il primato: la ricca e nobile Virtus Bologna che faceva incetta di titoli tricolore, e la proletaria e giovane Fortitudo, che si ritrovava spesso ad arrivare seconda ed a vedere vincere i concittadini virtussini. Ed allora i tifosi della stessa Fortitudo si inventarono quel geniale coro che non era affatto polemico o rabbioso, ma anzi stava a voler sottolineare che loro avrebbero continuato a tifare comunque, orgogliosi e fieri, pur senza collezionare scudetti ogni anno.

Questa storia mi è tornata alla mente in questi giorni di turbolenze in certi ambienti del tifo partenopeo, quelli del famigerato “Amma vencer’”, quegli ambienti che considerano un secondo posto e due coppe Italia dei fallimenti. Il modello tifoso “insoddisfatto perenne” o “incazzato cronico” ( scegliete voi la categoria in cui vi ritrovate meglio) pare essere molto in voga tra certi supporters partenopei in questa estate 2016, soprattutto nella categoria dei tifosi urlatori, quella minoranza molto rumorosa che grida alle radio o sfoga su facebook la propria rabbia contro presidente, società, stadio, stampa etc etc.

Vincere. Dobbiamo Vincere. Noi Vogliamo Vincere.

Ora, succede che mi capiti spesso per motivi familiari di passare tanto tempo fuori regione, in particolare tra Puglia e Basilicata. Sarà che è più forte di me, ma in occasione di tali soggiorni continua a colpirmi in maniera impressionante la quantità incredibile di tifosi della Juventus che incontro: a volte mi piacerebbe parlare con un tifoso del Bari o del Foggia, ma nada: più probabile imbattersi in Riccardo Scamarcio che lavora nell’uliveto. Ebbene, ho imparato sulla mia pelle di come il tifoso meridionale juventino guardi il tifoso napoletano, con un mix tra senso di superiorità e tenerezza: insomma come si guardano quei fricchettoni che sembrano usciti dagli anni 70’, quelli che ancora si ostinano a credere nella litania “tifo per la squadra perché in fondo difendo la città”. Grazie ai miei incontri con gli apolidi juventini sono sempre più convinto di cosa voglia dire oggi più che mai essere tifosi del Napoli. Direi che possiamo consideraci a tutti gli effetti ormai l’ultimo argine (forse insieme solo ai tifosi della Roma) al Pensiero Unico Nazionale che, come in un romanzo di Orwell, ci vorrebbe tutti uniti nel difendere i colori della italica nazione pallonara: l’azzurro? No, il bianconero.

Ebbene, subito dopo aver fatto le presentazioni del caso ed aver professato ognuno la propria fede calcistica, scatta puntuale la domanda classica del tifoso apolide juventino: Si, ma fondamentalmente che avete vinto voi del Napoli? Niente replico di solito io, come niente ha mai vinto il Bari, il Lecce, la Reggina o il Palermo, e forse niente vinceremo per i prossimi cinquanta anni, ma va bene lo stesso. C’è una sostanziale differenza però tra voi e noi: per quanto vi possa sembrare inconcepibile noi non abbandoniamo la barca solo perché non va a velocità supersonica: anzi noi la amiamo lo stesso, forse anche di più proprio perché non sarà sempre una fuoriserie, ma è la Nostra barca, la Nostra storia, la Nostra realtà. Poi rifletto un attimo e mi dico: ma come è possibile che proprio alcuni tifosi del Napoli utilizzino gli stessi argomenti, le stesse frasi proprie degli juventini?

Vincere. Dobbiamo Vincere. Noi Vogliamo Vincere.

Certo che vincere è bello, certo che vincere è importante, ma non è il motivo per cui si tifa, e nello specifico non è il motivo per cui si tifa Napoli. Le frasi “Vincere è l’unica cosa che conta” ( cit. Boniperti) o peggio ancora l’agghiacciante “La sconfitta è la morte” (cit. Conte) lasciamole a loro. Noi siamo altro. Rappresentiamo altro. Esistere e resistere. Continuare ad esserci mentre tutti gli altri (terroni) scelgono la strada comoda del carro vincente. Ecco perchè mi fa assurdo leggere del presunto pessimismo classico del tifoso del Napoli che si accontenterebbe del secondo posto, mentre “Nuie vulimm vencer”.

Ma chi? Ma quale pessimismo? Impariamo invece a volerci più bene, a non fare il gioco di chi gode a vederci divisi da dentro. Soprattutto riappropriamoci del sorriso, della consapevolezza della nostra forza senza cadere nel tranello di pensare di essere eccezionali e di meritare per diritto divino la Vittoria. Ci sono grandi città in Europa, come Napoli e a volte più di Napoli, le cui squadre non vincono quasi mai (Berlino, Liverpool, Valencia, Marsiglia, Amburgo, Colonia, Birmingham): eppure gli stadi di queste città sono pieni zeppi di tifosi, orgogliosi e fieri, a prescindere dagli allori in bacheca. 

Tifosi allegri, sorridenti, colorati. Eh si, proprio come quei fricchettoni anni 70.

Un Pullmino Wolkswagen di colore azzurro in giro per l’Europa. Che figata. Altro che Chrysler.

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  1. Con quella frase Boniperti intendeva semplicemente dire che gli almanacchi si ricordano solo di chi arriva primo e, quindi, non ci si deve mai accontentare del secondo posto. Naturalmente voi l’avete stravolta dandole un significato negativo. Ci sta.

    Poi, non capisco. Se Conta usa questi cliché della sconfitta = morte per caricare i giocatori è un poveretto. Se li usa Al Pacino in Ogni Maledetta Domenica (dove invita i giocatori a morire in campo) è un grande. Stranezze italiche…

  2. marco bonfitto 18 Agosto 2016, 9:25

    Io sono di Taranto ho 39 anni e, grazie a mio padre, ho tifato azzurro da prima di Maradona.Il mio primo Napoli era quello di Celestini Penzo e Cruscimanni, poca roba insomma. Eppure in questa tesi dell’accontentarsi perché abbiamo vinto poco non mi ha mai convinto.Se vediamo bene Napoli come città ha potenzialità economiche sorprendenti anche se nascoste.A pensarci bene Napoli è l’unica città con un bacino di utenza da metropoli a non doversi dividere tra più squadre:Madrid Milano Londra Torino Roma Manchester vedono club spartirsi i tifosi e quindi anche sponsor etc tra più club.A me pare un grande vantaggio da sfruttare! Con Milan e Inter in profonda crisi economica più di uno ha azzardato addirittura l’idea si fondere i 2 club per non disperdere sinergie.Vi assicuro poi che in Puglia i tifosi azzurri sono più numerosi di quanto crediate eppure ci sentiamo tifosi di serie B per colpa di questa società che non ha mai pensato ad iniziative per gli extracampani anche per riempire lo stadio.Solo le vittorie ci danno dignità e non ci fanno sentire inferiori nella nostra Nazione.Napoli, non va dimenticato, non è solo dei napoletani, ma di tutti quelli che la considerano ancora la loro CAPITALE.

    • E magari ce ne fossero di più di abitanti del sud che tirassero per l’unica squadra di livello che lo rappresenta, invece di sostenere la ndranghetus solo perchè ruba.
      Rispolvero un vecchio ma significativo striscione:
      “rinnegati poveri coglioni tifate le squadre di chi vi chiama terroni ”

    • Ferdinando Palermo 18 Agosto 2016, 11:49

      Grande!

  3. marco bonfitto 18 Agosto 2016, 9:15

    Io sono di Taranto ho 39 anni e, grazie a mio padre, ho tifato azzurro da prima di Maradona.Il mio primo Napoli era quello di Celestini Penzo e Cruscimanni, poca roba insomma. Eppure in questa tesi dell’accontentarsi perché abbiamo vinto poco non mi ha mai convinto.Se vediamo bene Napoli come città ha potenzialità economiche sorprendenti anche se nascoste.A pensarci bene Napoli è l’unica città con un bacino di utenza da metropoli a non doversi dividere tra più squadre:Madrid Milano Londra Torino Roma Manchester vedono club spartirsi i tifosi e quindi anche sponsor etc tra più club.A me pare un grande vantaggio da sfruttare! Con Milan e Inter in profonda crisi economica più di uno ha azzardato addirittura l’idea si fondere i 2 club per non disperdere sinergie.Vi assicuro poi che in Puglia i tifosi azzurri sono più numerosi di quanto crediate eppure ci sentiamo tifosi di serie B per colpa di questa società che non ha mai pensato ad iniziative per gli extracampani anche per riempire lo stadio.Solo le vittorie ci danno dignità e non ci fanno sentire inferiori nella nostra Nazione.Napoli, non va dimenticato, non è solo dei napoletani, ma di tutti quelli che la considerano ancora la loro CAPITALE.

  4. È insito nella natura del calcio il desiderio di vincere, solo dei tifosi malati mentali possono esistere senza desiderare o sognare di vincere. Comunque, qui c’è un unico vincitore, ed è De Laurentiis che con la scusa di “preferisco arrivare per 10 anni secondo anzichè vincere lo scudetto” e di “per me la Juve perde e il Napoli vince perchè il Napoli rispetta il fair play finanziario” si è portato a casa una ventina di milioni di compensi. I tifosi non devono desiderare di vincere e guai a parlare di vittorie. I tifosi del Napoli devono fare come i fricchettoni, spensierati, un pò coglioni, non avere ambizioni, mentre i soldi, i soldi veri, se li mettono in tasca eccome. Eppure l’idea del calcio, per come sono stati strutturati i sistemi di accesso alle coppe, è quella di permettere anche al tifoso di una squadra provinciale delle serie minori di sognare di poter accedere almeno per una volta alla possibilità di giocarsi un trofeo. Questa è l’essenza del calcio. Il sogno di un dentista di sconfiggere l’Italia ai mondiali. e mentre voi dite che il tifoso del Napoli deve diventare una specie di imbecille, felice di essere un perdente e privo di qualsiasi ambizione e desiderio, c’è qualcuno che ha ricevuto da questi imbecilli oltre 1,2 miliardi di euro senza creare nessun progetto.

    • Ma quelli mica sono tifosi, al massimo spettatori.

      • Marco Ovinda 18 Agosto 2016, 2:23

        e già, i veri tifosi sono quelli che esultano per gli scudetti dei bilanci, che godono a vedere i 20 milioni di compensi dati al cda più inutile della storia del calcio (mai visto papà, mammà e ‘e criature, e mammà e ‘e criature non fanno niente di niente). Quelli sono i veri tifosi, che non disturbano, non chiedono, non sognano, pagano e arrizzano a vedere gli altri vincere perchè “io preferisco arrivare 10 anni secondo che vincere lo scudetto”.

  5. Ennesima caricatura (ormai ne pubblicate una al giorno) del tifoso “critico”. O si tifa come dite voi (con garbo e educazione, accontentandosi dei risultati ottenuti, e andando al San Paolo in pantofole e vestaglia) oppure si fa parte di un branco di decerebrati.

  6. Sono andato a rileggermi cosa scriveva max gallo a settembre 2015. L’articolo era l’ennesimo capo di accusa alla città e ai sui tifosi che non avevano capito Benitez (a scanso di equivoci, non sono mai stato contro Benitez) e gli avevano impedito di crescere e vincere a lui e alla società.
    E questo è quello che diceva il grande max gallo a settembre di un anno fa (Napoli es una ciudad que no tiene una mentalidad ganadora):
    *Sacchi ha detto il vero, ahinoi. Siamo stati una nuvola passeggera nell’olimpo del calcio. Abbiamo vissuto un solo giorno, come le rose. E viviamo solo di ricordi. Passato Maradona, siamo tornati alla nostra realtà, alla nostra dimensione. E guai se arriva qualcuno che desidera portarci in alto. Non ce la facciamo, non reggiamo la tensione. Diventa il nostro peggior nemico, perché per vincere bisogna avere pure un cuore robusto. E noi non ce l’abbiamo.”
    Oggi come allora seppur a parti invertite ovviamente é sempre colpa dei tifosi.

  7. Caro Damiano perdonami ma l’articolo non dice davvero niente. Cioè, sarebbe perfetto se stesi parlano del Sassuolo, Chievo, Udinese, Empoli, ma già se parli di Genoa, Fiorentina, e quindi Napoli il ragionamento non sta più in piedi. Ed aggiungo, col Napoli non sta affatto in piedi. Nella sua semplicità il “difendo la città” racchiude la difesa di un sopruso vecchio oramai 200 anni e che puntualmente si ripete. A me non interessa niente vincere rubando, non è nel mio essere. Non interessa nemmeno vincere ad ogni costo. Sono concetti troppo lontani dall’essere Napoletano. Che non è ‘a pizz, ‘o mandulin, ‘o sole e ‘o mare…. Tifare per il Napoli è tifare per noi stessi. Per i clichet che ci portiamo addosso, purtroppo a ragion dovuta a volte, ma che solo noi abbiamo il diritto di stamparci addosso. Il “lavali col fuoco” lo invoco ogni giorno quando vedo i roghi tossici nella mia terra dei fuochi, e chiamo “terrone” ogni napoletano che vedo calpestare la mia dignità con la loro volgarità ed arroganza. Ma lo posso fare io, che sono nato quì, che amo questo posto. Per questo io tifo Napoli. E per questo non posso essere d’accordo te.

  8. Decidetevi: volete il calcio-poesia (e allora perché non dovremmo imprecare per il tradimento di Giudain?) o il calcio moderno? Volete il tifoso pittoresco (con le curve a 40 euro?) o il tifoso pacato (che allora segue la squadra solo se vince)? E la mentalidad ganadora va d’accordo col pulmino Volkswagen? Ridicoli!

  9. Vincere e’ il sale di una competizione. Il fine ultimo

  10. Uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro del napolismo… (perché il napolista terraterra è chiattillo, ma il napolista evoluto è radical-fricchettone)

  11. Avete rotto le palle

    • @g67longobardo 17 Agosto 2016, 16:21

      Non si capisce il tuo commento ma credo ke ti sia definito da solo complimenti

  12. @g67longobardo 17 Agosto 2016, 16:08

    La domanda che porgo a francesco è . “quando vinceremo il campionato?”io da tifoso consapevole e non più terrone simpatico devo dire MAI e lo dico con la rabbia di chi è stanco di aver un bel gioco ,arrivare secondo con 82 punti,aver vinto coppette del nonno e super coppa rica .La società calcio napoli non rappresenta la citta di Napoli anche perché credo che le vittorie riportate dalla città (turismo,commercio,musei a cielo aperto)senza nessun merito del talebano de Magistris, siano il frutto di una rivoluzione sociale di uomini e donne ke meriterebbero di vincere il campionato almeno ogni due anni!abbiamo il diritto di vincere cari de Laurentiis ,de Magistris e se non siete capaci lasciati i vostri incarichi perché caro francesco noi dobbiamo vincere per continuare a credere ke napoli è cambiata e che gli juventini meridionali si vergognino anche loro delle sconfitte ma quelle vere !!forza Napoli e viva Napoli

  13. Salve a tutti. Premetto sono napoletano di fede juventina, ma non voglio entrare in polemica con nessuno e neppure voglio creare flame. Ho iniziato a leggere il Napolista tramite un amico tifoso del Napoli. Vorrei soltanto puntualizzare qualcosa scritto nell’articolo. Tifo Juve da che avevo cinque anni,mio padre abbonato del Napoli da trenta mi porta a vedere Napoli Juve (fini’ 1-1) e io mi innamorai di quella squadra. Era il Napoli appena prima di Maradona, successivamente mi sono fatta l’adolescenza nello strapotere del Napoli(Maradona e Careca, noi Zavarov e Rui Barros)mai mi e’ venuto il desiderio di salire sul carro del vincitore come molti fecero.Idem dicasi per la serie B del 2006. Tutto questo papello per dire che non tutti tifano Juve perche’ vince sempre, ma a volte da bambini si viene folgorati da una maglia e ti rimane appiccicata addosso, volente o nolente. Quanto a difendere la citta’ come si dice nell’articolo, credo ci siano modi molto piu’ seri per farlo che non sbandierare una fede calcistica. I tifosi organizzati di tutte le squadre in genere fanno piu’ danno che altro all’immagine delle citta che rappresentano. Spero di aver contribuito alla discussione.Saluti

    • Anselmo Martini 17 Agosto 2016, 18:38

      Quindi per lo “sportivissimo” autore dell’articolo sei apolide e pure traditore 😉

  14. Preoccupatevi della vostra di juventinizzazione, ormai siete il tuttosport del napoli, il tuttopapp.
    Con la differenza che tuttosport si guarda bene da insultare chi gli da pure a mangiare, tra le altre cose.
    Ridicoli

  15. Seguo il Napolista dalle prime uscite, ne ho apprezzato l’iniziale contributo, ho constatato sorpreso il progressivo scivolamento, mi rammarico della linea attuale. Alle menti acute che giá so come mi commenteranno (“e vattenne ‘a n’ata parte”; “mica te lo ha ordinato il medico di stare qua”; “non è che rosichi perchè magari vorresti dirigerlo tu?”) anticipo che, fino a quando mi sará possibile, intendo resistere, perchè mi sembra che la posta in gioco sia – relativamente – importante, almeno per chi ha a cuore le sorti del Napoli. Non mi pare che la categoria di tifosi che il Napolista si ostina a raffigurare come macchiette sia composta di gente irragionevole, incompetente, squilibrata o, peggio ancora, “pericolosa”. Si tratta, invece, di persone che, apprezzando quanto è stato finora fatto, ritengono – dati alla mano – che ci sarebbe stata, e certamente c’è oggi, la possibilitá di provare ad ottenere qualcosa in più. E si pongono criticamente rispetto a tale inerzia (come è giusto e del tutto naturale che sia), cercando risposte al riguardo. Quelle risposte che al Napolista di oggi non sembrano interessare, proprio come ai “fricchettoni anni 70” non interessava partecipare alle assemblee ed alle discussioni.

    • Nunzio Schioppo 17 Agosto 2016, 13:52

      Ozio, a volte mi domando ma come si permettono questi arrogarsi di articoli contro il tifoso che si spreme il mazzo sia tifando ovunque nel mondo seguendo la squadra, che economicamente. Ma come si permette questo individuo che ha definito i tifosi fricchettoni anni ’70. Forse lui si crede migliore? Questo, a figura di merda dell’articolo è peggio della solfa rubentina che inquina questo Sito, dove non hanno palle, nemmeno per cacciarli. ARRIFET!!pseudopennaiolo

    • Quel “qualcosa in piu'” di cui parli e’ soggettivo.
      Per me, considerati i risultati raggiunti sin qui e le risorse disponibili, non ci puo’ AL MOMENTO essere di piu’.
      Sono contento, gioisco, godo, mi incazzo quando perdiamo, ma un attimo dopo guardo avanti e continuo a considerarmi piu’ che soddisfatto, anche perche’ di una cosa sono sicuro: continuando cosi’ forse non vinceremo mai se non per sbaglio o fortuna, ma almeno non falliremo piu’ e restermo sempre ai livelli alti del calcio italiano ed europeo.
      Non vedo perche’ per questo io debba essere considerato un lecchino di ADL, una pecora, un fesso che si fa gabbare…
      Infine (mia personalissima opinione) credo fermamente di fare parte di una stra-grande maggioranza di tifosi del Napoli, ivi compresi coloro che ogni tanto per giusta causa hanno qualcosa da ridire sulla societa’ o su chi la gestisce.
      Coloro invece che criticano da mane a sera, incessantemente 24/7, monodirezionalmente e monotematicamente secondo me sono una minoranza (per fortuna), che sembra molto piu’ grossa di quello che e’ perche’ fa un casino immenso e per questo attrae attenzione.
      Penso che Il Napolista si rivolga a quest’ultima minoranza quando fa ironia o tende a stigmatizzarne i comportamenti.

      • Di questo dovremmo serenamente discutere: risorse disponibili e relativo utilizzo. Chi continua a rappresentare il Napoli come un club di seconda fascia rispetto alle grandi “potenze” del nord non dá una corretta informazione. Il Napoli è la prima societá italiana per liquiditá, con un’elevata capacitá d’investimento in strutture e in calciatori. Ed è, beninteso, gran merito di De Laurentiis, ma anche di noi tifosi che, con la nostra partecipazione, determiniamo le condizioni perchè la societá benefici dei cospicui introiti dei diritti televisivi. Finora la SSC Napoli ha escluso sistematicamente investimenti strutturali. Sentendomi parte della “famiglia”, mi duole che almeno una casa dove accogliere gli ospiti non sia stata acquistata in questi dodici anni e provo sempre un certo disagio misto ad invidia a vedere i collegamenti televisivi dalle sedi e dai centri sportivi delle altre societá. Ma queste, dirá Lei, sono questioni secondarie. Ammettiamolo, e parliamo solo degli investimenti in calciatori, i quali possono essere precipuamente finalizzati ad incrementare il patrimonio o a conseguire risultati sportivi. Naturalmente, le due connotazioni non sono inconciliabili tra loro, potendosi conseguire entrambi gli scopi con acquisti azzeccati. La SSC Napoli ha speso molto in calciatori, ma non è riuscita a conciliare i due obiettivi avendo conseguito risultati sportivi modesti rispetto agli investimenti effettuati, che invece hanno reso moltissimo in termini patrimoniali. Cercare di capirne le ragioni non significa mirare allo sfascio, ma solo porsi criticamente rispetto a scelte che incidono su interessi che trascendono quelli di una mera impresa privata. Perchè se non si riconosce che una squadra di calcio è un “bene” che appartiene ad una comunitá di persone, non si riuscirá mai a coglierne la straordinaria bellezza.

    • Mirko Valdicuori 18 Agosto 2016, 1:25

      Cercano soltanto di scatenare i click. Per questo ci toccherà abbandonarli del tutto.. non credono in quel che scrivono. È tutta strategia, come ADL che finge di voler comprare Icardi..

  16. Bellissimo articolo.

  17. Seguo il Napoli da tanti anni e non ricordo una squadra così brillante dai tempi di Vinicio e del Napoli di Maradona che perse lo scudetto contro il Milan. Perciò, secondo me tutto questo sommovimento del noi vogliamo vincere nasce dal naturale senso di antipatia e, a volte, ribrezzo che trasmette il presidente e non da una presunta mutazione genetica dei tifosi. Devo ammettere, a malincuore, che il presidente ha operato imprenditorialmente bene, ma, lo confesso, mi sta ampiamente sui cosiddetti.

  18. Ma io trovo che sia umano che, dopo aver conseguito due secondi posti e mancando lo scudetto ( non la copps Italia) da 26 anni, si desideri a questo punto vincere. Se no che ci siamo arrivati a fare li in alto, per pittare le capozzelle d’angelo? A quelli che criticano e anzi odiano la cultura del dover vincere prego di guardare le facce degli olimpionici quando hanno vinto la medaglia di cartone.

  19. “Amma vencere”? Non va bene. “Difendo la città”? provinciale, nemmeno va bene. “In un mondo che….”? Autoreferenziale. Cori pro o contro il giocatore x? Non si usano più. Fateci sapere voi come supportare la squadra, magari passando per un correttore di cori e striscioni autorizzato dalla SSC Napoli o da Il Napolista. Però tenete presente che generalmente allo stadio si usano concetti forti e concisi eh, non si può fare uno striscione o fare un coro con “ingoiamoqualsiasicosa perchèeravamofallitieAureliocihasalvatifacendoilmiracoloinunacittàcolPILpiùbassod’Europa alloracosavogliamopretendereoral’importanteècheabbiamoibilanciapposto”

  20. sedicieundici 17 Agosto 2016, 12:00

    Io li odio i tifosi del “Devi vincere” e del “Voglio vincere”.
    Ma voi avete DAVVERO ROTTO I COGLIONI con questo indecoroso click-baiting. E attenzione, ho cliccato qui solo per farvelo presente. L’articolo ripete a grandi linee la solita solfa che ci propinate da anni.
    Lo dico per il vostro bene. Avete la fama di essere persone serie. Ma con queste continue provocazioni rischiate di rovinare il lavoro serio di anni e una reputazione costruita con articoli ragionati, ponderati e argomentati. Si può essere aziendalisti senza rompere le palle ogni santo giorno sulla menata del popolino rozzo e volgare .
    Eccheccazzo.

  21. Raffaele Sannino 17 Agosto 2016, 11:57

    Di questa assurda divisione tra chi è pro e chi è contro,non se ne può più.I tifosi del Napoli dovrebbero stare tutti dalla stessa parte,cioè la squadra.Tutto il resto non conta.Il proprietario può piacere o meno,ma nessun commento potrà obbligarlo a vendere.Idem per il mercato,bisogna farselo piacere.L’unica forma di protesta è quella di non foraggiare (nel proprio piccolo) la società,se non si è d’accordo con la sua politica.Io ,ad esempio, non ho speso i 30 euro per le pay per wiew.Da bambino ero tifoso e mi accontentavo della radio…

  22. Stiamo scherzando o cosa? Un altro paia di articoli e avrete istituito tutti i dogmi dell’UNICOVEROTIFOSO secondo il ilnapolista. Io tifo Napoli da quando avevo 4 anni, la prima partita allo stadio è stata un mediocre 0-0 col Torino in un pomeriggio di pioggia e fango con zero tiri in porta ma sono ancora qua a tifare . A tifare Napoli non le singole persone , che siano higuain o dela. Chi critica (il presidente non la squadra per cui si continua ad andare allo stadio finché le finanze lo permettono) lo fa perché vede continue promesse rinnegate, perché vede la possibilità di fare di più o anche solo semplicemente perché dela gli sta sulle scatole, fatti suoi perché,se permettete. Io Napoli Milan la vedrò dai distinti per tifare al contrario di qualcuno qui che invece aspira solo ad un posto sul canale TV del Napoli …a proposito, ennesima promessa a vuoto del beneamato presidente ?

  23. Ernesto Cirillo 17 Agosto 2016, 11:46

    Aggiungerei che il Napoli gioca il più bel calcio d’Italia. Ci siamo divertiti moltissimo la scorsa stagione e ci divertiremo questa. Si tifa per amore della città e dei nostri colori. La mia idea è che ci facciamo sempre prendere in giro, condizionare e manipolare dal giornalismo sportivo che, in generale, come quello classico, è fazioso. Al netto di Higuain che ha voluto andar via, vedo una squadra rinforzata nei reparti dove era necessario intervenire, con una organizzazione di gioco ottima e che può solo migliorare. FIDUCIA

  24. Francesco Porciello 17 Agosto 2016, 11:33

    Ancora una volta un articolo che, senz’altro con garbo, inneggia all’omologaZione del tifoso. È triste che in una città che più di altre dovrebbe capire il concetto di “libero pensiero” si continui invece a desiderare una tifoseria composta di pecoroni che pensano, scrivono e tifano a comando. Questo è il più grande limite del Napolista e chi ne apprezza la pseudo linea editoriale recente. Io e tanti come me tifiamo Napoli da sempre e lo faremo fino all’ultimo giorno di vita. Lo abbiamo fatto in C, in B e quando non si vinceva un cacchio (ho 46 anni) e continueremo a farlo anche se non si vincerà mai più niente. Ma non ci rispecchiamo nella demagogia del Volkswagen celeste e dei simpatici perdenti perché non perderemo mai la speranza di vedere i nostri colori primeggiare… Provate a rispettarci, questa si che sarebbe una novità… Io rispetto tutti i tifosi del Napoli, dai vari premi Nobel che scrivono qui agli analfabeti che non riescono a scrivere una frase di senso compiuto… Tifare la stessa squadra in modo diverso si può fare, basta avere rispetto reciproco, chissà se lo capirete mai….

    • Se avessi letto il tuo commento prima avrei evitato di scrivere…
      Quoto tutto, anche l’età !

    • Eccerto! secondo te a Francesco Damiano ( come al sottoscritto e a moltissimi altri) , non interessa vincere. Lui ti sta dicendo che non è la cosa più importante.

      • Francesco Porciello 17 Agosto 2016, 13:19

        Ciro perdonami ma temo tu abbia frainteso il senso di ciò che ho scritto. Io voglio essere libero di tifare come meglio credo e allo stesso modo rispetto chi tifa in maniera diversa da me. Da casa, allo stadio, alla radio, chi vuole vincere, chi vuole guidare il Volkswagen, chi vuole idolatrare AdL… Siamo qui per confrontarci, non per primeggiare… Uniti nella diversità dall’amore per il Napoli, senza autoproclamati maître à penser che ci spiegano come dobbiamo essere… Capisci la mia idea??

        • Ci mancherebbe se non rispetto il tuo modo di tifare. Stiamo tutti sulla stessa barca , dopotutto. L’unica cosa che dissento dell’articolo è quando si fa riferimento ai tifosi juventini meridionali che “guardano il tifoso napoletano, con un mix tra senso di superiorità e tenerezza: insomma come si guardano quei fricchettoni che sembrano usciti dagli anni 70’..” Io invece credo l’incontrario. Non hanno una squadra locale per primeggiare e praticano il più anticosport nazionale di questo “paese” : il salto sul carro dei vincitori. Proprio perchè ci invidiano il nostro fortissimo senso di appartenenza identitaria a quei colori . Loro no , loro li prendono in prestito…

    • Rispetto la sua idea pero preferisco più questi articoli dove viene criticato (giusto o sbagliato che sia) il tifoso lamento e che l’omologazione dei giornali e delle TV dove noi tifosi napoletani siamo catalogati come degli “Auriemma che si lamentano solo che credono di essere tifosi di un club a livello della Juve e che appena arriva un giocatore forte lo esaltiamo per poi essere traditi”.

      Portiamo questa nominata e non mi piace.
      Ti faccio un esempio.
      Ora c’è la nominata che dal Napolo i giocatori forti “fuggono”.
      Dalla Juve invece vogliono andare e rimanere.

      Per me é falso.
      A parte vidal,Morata,Tevez,Pirlo etc. c’è l’esempio piu lampante di Hamsik e Pogba.

      Tutti e due arrivati giovanissimi.
      Hamsik caccia a calci in culo Raiola, Pogba lo asseconda perche se n’è voluto andare da Torino.

      Ora a noi tolti Lavezzi, Cavani e Higuain invece chi di forte se n’è andato da Napoli in 10 anni?
      Nessuno.
      Eppure portiamo questa nominata.

      • Francesco Porciello 17 Agosto 2016, 13:30

        Vincy, a parte che non essere d’accordo sul vincere con un soprannome come il tuo… 🙂 A parte la pessima battuta diamoci del tu per favore, siamo tutti fratelli dal sangue azzurro… Auriemma, Alvino e gli altri a libro paga delle Pay TV cosa vuoi che dicano? Io credo che in linea di massima non possiamo competere con la Juve è la squadra negli ultimi anni è andata molto bene… Ciò detto, un paio di volte nell’ultimo decennio, come durante l’ultimo campionato, ci siamo andati vicini e la società se ne è palesemente fottuta di provarci. Siamo davvero tutti sicuri che saremmo falliti in un paio d’anni come molti scrivono se ci avessimo provato con un paio di innesti seri?? Almeno per poter dire “ci abbiamo provato”… Tutto qua, io mica pretendo uno scudetto ogni due tre anni o boiate simili

        • Il mio commento volgeva più sul fatto che non mi piace essere omologato come “un pulcinella” a causa di alcuni tifosi e pseudo giornalisti-tifosi.
          Comunque io credo che ADL stia facendo bene.
          Le 2 volte che siamo arrivati secondi l’abbiamo fatto quando:
          -2011: tolto l’ultimo grande mIlan che vinse lo scudo le altre fecero a gare a chi faceva peggio (inter Juve roma etc.). Di certo il Napoli non era da secondo posto
          -2016 : Grandissima stagione del Napoli partito in sordina,grazie ad un allenatore preparato,una rosa che gia si conosceva (a parte l’acquisto di hysaj gli altri gia giocavano insieme da 2 anni) e un Higuain che ha fatto un anno da pallone d’oro (chissà se si ripeterà).
          Comunque sia nemmeno quest anno potevamo lottare per lo scudetto.
          La Juve ha dimostrato una forza impressionante e sinceramente, 1 CC (l’unica vera pecca del Napoli dell’anno scorso) avrebbe portato i 10 punti di più rispetto al girone di ritorno?
          Non credo che un CC avrebbe portato 10 punti in più.

          Al momento la serie A é come la bundesliga:
          non saranno le altre a Vincere il campionato ma la Juve/Bayern/PSG a perderlo.

          • La Juve ha vinto col Napoli grazie ai rincalzi che il Napoli non aveva adeguati. Metti un ottimo centrocampista nell’ultima mezz’ora di Juve-Napoli e vedi come va a finire. E già con una vittoria a Torino non fai tre punti ma ne sposti sei e passi da -9 a -3. Non ci voleva uno sforzo sovrumano a gennaio, bastava fare le cose per bene e prendere un giocatore vincente, non per forza un giovane. E non sarebbe stata la Juve a perdere lo scudetto ma il Napoli a vincerlo con una prova di forza a Torino. Ma tutto fa brodo pur di lappare e slurpare.

          • La Juve ha un fatturato 3 volte quello del Napoli.
            É normale che abbia una rosa più ampia.

            Finalmente ADL e sembra pure i tifosi hanno capito che nin serbe a niente strapagare solo uno (Higuain) e poi dover stringere la cinta per la restante parte della rosa.

            Speriamo che da oggi in poi il Napoli non compri più giocatori come Higuain

          • Marco Ovinda 18 Agosto 2016, 2:16

            perchè la juve ha un fatturato il triplo di quello del Napoli? nel 2011 il fatturato del Napoli e quello della Juve erano vicinissimi con la differenza che la Juve era in lerdita e il Napoli in attivo. La Juve ha sviluppato un progetto, ha acquisito management professionale (ufficio marketing oltre 30 persone), ha investito in strutture (stadio, centri sportivi), ha fatto una politica molto aggressiva sulle giovanili (e quante plusvalenze fanno fare le cessioni di giocatori di seconda fascia alle squadre di B e di bassa serie A? ogni anno si muovono decine di calciatori), ha scelto sponsor di altissimo livello, inoltre è andata a prendere giocatori di altissimo livello a parametro zero (Pogba e Pirlo). Grazie a quello che De Laurentiis non ha fatto, la Juve ha fatto crescere il fatturato e il Napoli è rimasto fermo. Inoltre, nonostante le differenze di fatturato, la scorsa stagione a gennaio bastava prendere quel paio di giocatori giusti per abbassare il gap con la Juve e giocarsela a Torino. Non si è fatto nulla, non si è programmato nulla, a 4 giorni dall’inizio del campionato siamo in alto mare quanto a rosa. E voi state a parlare di differenze di fatturato? Se ci sono la colpa è di chi non ha fatto nulla, sta fermo allo stesso fatturato strutturale da 5 anni e va avanti a botta di cessioni importanti. Anzi, adesso comincia a mettere le clausole un pò a tutti quelli con cui può fare luride plusvalenze (luride perchè non reinveste in calciatori tutti i soldi che incassa): Zielinski, Hysaj, Milik, sembra che toccherà anche a Koulibaly e Insigne. E cosa fai se in una sessione di mercato ti sottraggono tutti i calciatori importanti? È inutile discutere con voi. Vi eccitate sessualmente a venire trattati una chiavica da De Laurentiis. Ormai vi arrampicate sugli specchi e trovate scuse sempre più ridicole. E se domani De Laurentiis dovesse fare il contrario di quello che avete detto ieri, voi continuereste a difenderlo adattando le vostre sciocchezze ai cambiamenti.

          • Stai paragonando fichi e mele.

            La Juve e Napoli avevano un fatturato simile nel 2011 perche il Napoli gia giocava in UCL mentre la Juve aveva appena ottenuto un settimo posto.

            Mentre il Napoli gia era al massimo del suo potenziale la Juve no.

            La Juve ha circa 20 mln di tifosi.
            Il Napoli 5.

            É normale che la Juve possa avere più margini di crescita.

            É come se io avessi un negozio in periferia(Napoli) e tu avessi un negozio in centro (Juve) e vorresti paragonare l’incasso di un giorno (2011) quando in centro non c’è nessuno e in periferia c”è la festa del paese e quindi più gente.

            Alla lunga il mio negozio guadagnerà sempre come quello in centro?
            No.

          • ma che sciocchezze. la Juve ha portato i fatturati a più del doppio perchè ha varato strategie aziendali vincenti, mentre il napoli è stato fermo e non ha cambiato nulla (stiamo ancora fermi al cda con papà, mammà e ‘e criature). Ma voi siete bravissimi a trovare scuse e alibi per De Laurentiis. Qualsiasi cosa faccia, trovate sempre una scusa pronta. Quadri aziendali: non pervenuti. Stadio: non pervenuto. Strutture sportive: non pervenute. Strutture per le giovanili: non pervenute. Scouting per le giovanili: non pervenuto. Rete di osservatori per i calciatori professionisti: non pervenuta. Sede societaria di proprietà: non pervenuta. Seconda squadra promessa in Inghilterra con Reja manager: non pervenuta. 100% delle entrate derivanti dalle cessioni reinvestite in calciatori: non pervenuto.
            Siete solo degli squallidi lappatori e slurpatori.

          • Fammi un solo esempio (non ne chiedo 10) di una società che ha lo stesso fatturato di una sua connazionale vincente ma con 1/5 dei tifosi.

            Se me lo trovi il mio nuovo nick sarà “marco ovinda ha ragione”.

            A paroloni siamo tutti espertoni.

          • Cosa c’entra questo discorso? Nel 2011 i fatturati erano vicinissimi e molti tifosi sono bandieruole, un progetto vincente porta nuovi simpatizzanti e tifosi, innanzitutto. Seconda cosa, la Juve non ha fatto crescere il fatturato solo con il bacino di utenza, ma con le strutture di proprietà, con una politica di gestione delle giovanili e dei giovani professionisti che genera milioni di plusvalenze senza dover vendere i giocatori della rosa titolare, con la scelta di sponsor di alto profilo e non presi al cis di Nola.
            Il Napoli non ha avviato nessuna strategia, il marketing e i diritti d’immagine producono utili bassissimi. Non c’entra solo il bacino d’utenza perchè il fatturato strutturale cresce anche con altre operazioni (strutture, giovanili, cessioni di giocatori giovani a squadre di B e di Lega Pro, vendine una ventina l’anno a un paio di milioni l’uno e già fai plusvalenze interessanti, poi semmai peschi un talento che vale di più e ci fai 6-7 milioni, noi abbiamo perso Izzo per qualche decina di migliaia di euro, quanto ci facevi a rivenderlo?). Sono scelte aziendali. Ci sono le società che puntano sulle strutture di proprietà, le società che puntano sulle giovanili (il Napoli è la società che investe meno di alcune squadre di B), altre che gestiscono molti giovani e poi li rivendono guadagnandoci. Il Napoli non ha puntato sul nulla, va avanti vendendosi i giocatori forti e questa strategia non porta più risultati, basta vedere i piazzamenti recenti di Udinese e Palermo, due società che operano così…

          • Come cosa centra?
            Per te il numero di tifosi é ininfluente.
            Allora ti ho chiesto di famri un esempio.

            Non ne hai trovato nessuno e quindi ora ti arrampichi sugli specchi.

          • ma silenzio, non è solo il bacino di utenza a fare il fatturato.
            urato: strutture, giovanili, sponsorizzazioni importanti, gestione dei giovani calciatori. Questi fanno il fatturato. Dal 2011 al 2016 la Juve ha gestito oltre 830 operazioni di giovani calciatori non legati alla rosa in entrata e in uscita e queste operazioni hanno fruttato marginalità altissime. Siete voi lappatori che vi arrampicate sugli specchi. È possibile ridurre il gap con la Juve, ci vogliono strategie, professionisti, idee, marketing. Invece siamo ancora alla gestione tipo polleria, dove chi tiene i soldi arriva e si piglia i polli migliori, e intanto il gap cresce sempre di più.

          • Vabbè ecco l’espertone di economia sportiva.

            Te lo chiedo: mi fai un esempio di azienda sportiva con un bacino di tifosi ristretto che abbia un fatturato pari a quello dei big della propria nazione?

            Te lo chiedo da 3 commenti ma tu te ne esci sono con chiacchiere campate in aria.

            Portami qualche esempio concreto.

    • Antonio Sorvillo 18 Agosto 2016, 10:41

      Scusa Francesco, fossi in te rileggerei l’articolo, perchè credo che diciate la stessa cosa. Non inneggia a far diventare tutti dei pecoroni che non pensano. quello che credo che dice è di continuare ad amare e tifare per la propria squadra (proprio come fai tu: “Lo abbiamo fatto in C, in B e quando non si vinceva un cacchio (ho 46 anni) e continueremo a farlo anche se non si vincerà mai più niente”) e non cadere nell’aut aut bisogna vincere e basta e se non si vince io non seguo più. Per fortuna credo che sia solo una piccola parte di tifosi che sente la cosa in questi termini. Per chiudere, questo non vuol dire che non bisogna sperare nella vittoria di titoli ed accontentarsi di arrivare secondi anzi l’articolo dice di restare sempre con la squadra e darle calore ( “Ci sono grandi città in Europa, come Napoli e a volte più di Napoli, le cui squadre non vincono quasi mai (Berlino, Liverpool, Valencia, Marsiglia, Amburgo, Colonia, Birmingham): eppure gli stadi di queste città sono pieni zeppi di tifosi, orgogliosi e fieri, a prescindere dagli allori in bacheca”), non parla mai di accontentarci, ma di vivere la cosa in modo più sereno e di non abbandonare la squadra o contestarla perchè non si vince lo scudetto. io personalmente, tranne giusto qualche partita, quest’anno mi sono davvero divertito a guardare il Napoli. Scusa Francesco una domanda, perchè dal tuo intervento non si capisce: tu sei uno di quelli che dicono “Amma vencer’’?

      • Francesco Porciello 18 Agosto 2016, 12:20

        Antonio grazie per il commento, ti rispondo volentieri, io credo che il Napoli possa gradualmente crescere e diventare stabilmente una squadra di vertice del nostro campionato. Per fare ciò avrebbe bisogno di una società ben strutturata e ben gestita che invece non ha. Tanto di cappello per i risultati sportivi recenti ma non capisco la rotta intrapresa. I silenzi, i prezzi vendicativi dei biglietti, le corti serrate a giocatori che non verranno mai, l’organigramma pressoché inesistente e così via. magari non si vincerà lo stesso uno scudetto ma se la sensazione generale è che si sia fatto il massimo possibile, penso che le critiche intelligenti sparirebbero..

    • Ferdinando Palermo 18 Agosto 2016, 11:36

      Rispetto la tua idea, anche se tu consideri “pecoroni” quelli che la pensano diversamente. D’altra parte non tutti abbiamo avuto la fortuna di leggere qualche libro e frequentare una buona scuola. L’analfabetismo funzionale regna.

      • Francesco Porciello 18 Agosto 2016, 12:25

        Ferdinando, ho scelto con attenzione le parole del mio lungo sfogo.. Io ho scritto che la linea editoriale recente sembra preferire una tifoseria di pecoroni e che invece a me piacerebbe una tifoseria più libera e dotata di spirito critico. Infine ho scritto che rispetto tutti, dai premi Nobel agli analfabeti, quindi non capisco il senso delle tue ultime due frasi…
        SFN!!!!

  25. Sare be interessante

  26. Complimenti.
    La penso alla stessa maniera.
    -Non mi sognerei mai di tifare una squadra che ha come motto una frase ANTISPORTIVA
    -Non mi sognerei mai di tifars per una squadra di una città che é la fautrice dell’oppressione meridionale
    -Non mi sognerei mai di tifars per una squadra che ha come ultras gente che inneggia alla morte del sud

    A questo mi fanno ancora più rabbia i tifosi napoletani che dicono “Amma vencr”.
    Poi fanno bene i tifosi juventini a deridderci con sfotto (educati) del tipo: “anche quest anno vincete l’anno prossimo” o “al massimo vincete ad Agosto”.

    Mi fa ancora più rabbia la loro incoerenza:
    Loro:”Amma vencr”
    io: “Ma se c’è una squadra che fattura 4 volte in più come si fa a puntare alla vittoria? Logico che poi sul campo ce la si giochi.Allora consoderi il Napoli ai livelli della Juve?”
    loro: “No, ma amma vencr”
    iO : ” ma come sei d’accordo che la Jive sia irraggiungibile pero vuoi vincere?”
    Loro: “Pappo cacc e sord”

  27. Bravo, è proprio questa la contraddizione su cui cadono gli anti ADL: quanto mai il tifoso del Napoli poteva permettersi di essere così convinto di poter vincere da potersi mettere a paragone della mentalità Juventus. Quando mai a parte Maradona. Adesso proprio chi dice di voler vincere dice che il problema è ADL perché sarebbero fare meglio loro..ma andate ad alzare la m con il cucchiaino….

  28. Bell’articolo, del quale non condivido solo un particolare: non mi risulta che gli SMERDJ boys (quelli affetti da Sindrome del Meridionale J… termine coniato da Il Napolista) guardino il tifoso napoletano, “con un mix tra senso di superiorità e tenerezza”, tutt’altro, sono quelli che provano contro di noi un vero e proprio odio.
    Anche per questo mi duole pensare che tra di noi, come da lei scritto nell’articolo, si stia formando una frangia di tifosi per cui vincere e’ l’unica cosa che conta.

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