Il Napolista e Giuntoli in uno chalet a Margellina tra Ibrahimovic e Hazard

Il Napolista e Giuntoli in uno chalet a Margellina tra Ibrahimovic e Hazard

Sono impaziente. Cristiano Giuntoli, per tramite di amici degli amici, mi ha detto che sarebbe venuto. Intanto, seduto al tavolino del mio chalet preferito a Mergellina, osservo il dondolio asincrono delle barche ormeggiate oltre la strada. Verrà davvero? Sì, verrà, l’ha promesso e mi dicono che è un uomo di parola. 

E infatti, eccolo arrivare; si guarda intorno. Non mi conosce, non mi ha mai visto e così mi alzo e agito una mano finché mi vede e viene dalla mia parte. Con la giacca un po’ sgualcita, la cravatta allentata, è lontano dai canoni di Pitti Uomo. Uno stile falso trasandato che mi fa subito simpatia.

–    Grazie Direttore per essere venuto. Mi chiamo Tifosomedio, come sa.

–    Le dico subito che ho pochissimo tempo da dedicarle.

–    Lo credo bene, con la campagna acquisti che si fa tanto serrata…

Al cameriere che si è avvicinato ordiniamo due aperitivi della casa: lui un Hamsik liscio e io un Mertens al seltz.

–    Per prima cosa vorrei chiederle – esordisco – quello che molti Tifosimedi si chiedono: perché tante difficoltà a far venire giocatori, anche non di primo livello, a Napoli?

–    Ecco, ha detto bene: non di primo livello. I top player verrebbero sempre se potessimo assicurare loro gli ingaggi cui ambiscono, mentre gli altri temono l’effetto Titolarissimi.

–    Cioè hanno paura di non giocare mai e di fare la fine dei vari Gabbiadini, Grassi, Regini eccetera?

–    Proprio così. Prendiamo Lapadula. Ha 26 anni e gioca in B. Non ha molto tempo ancora per affermarsi ad alti livelli. Ha paura, venendo a Napoli di giocare pochissimo e quindi di non poter mettersi in evidenza. È un po’ il pensiero di Berardi che preferisce restare al Sassuolo piuttosto che andare alla Juve e vedere pochissimo il campo.

–    Ma non è che Lapadula ha telefonato a Gabbiadini e l’ha sentito piangere per aver perso l’europeo?

–    Chissà.

–    E Zielinski? Lui avrebbe avuto spazio. Poteva sostituire Lopez, giocare anche da trequartista se Sarri si decidesse qualche volta a cambiare modulo.

–    Per Zielinski è diverso. Si è fatto convincere dal Progetto Liverpool.

–    Ecco, ma mi spiega cosa si intende quando si dice: ha accettato il Progetto…ha abbracciato il Progetto…stregato dal Progetto…Ma cherè stu Progetto?!

Sorride. Sembra ora disteso, rilassato e aperto alla chiacchierata.

–    Tifosomedio, guardi, immagini una sala in cui si svolga una trattativa tra una società e un calciatore. C’è naturalmente il calciatore con il suo procuratore, il presidente della squadra con in direttore tecnico e così via. Si arriva al punto di illustrare il Progetto. Il Direttore tecnico tira fuori una cartellina dalla borsa e la pone sul tavolo. Sulla cartellina c’è scritto: TOP SECRET – Progetto per xy. Il Direttore apre con delicatezza, come se mettesse sul tavolo un poker d’assi, la cartellina che svela il suo contenuto: un foglio quasi completamente bianco. Ho detto quasi perché contiene solo una cifra scritta in grassetto. Il procuratore del calciatore conta gli zeri, sorride e chiede: “lordo o netto?” “Netto, naturalmente” risponde la controparte. Il giocatore è felice. È stato convinto dal Progetto, si scriverà.

–    Triste – commento – quindi è solo questione di soldi:

–    Non sempre.

–    Infatti prendi Hamsik e Mertens. Loro nelle interviste non si sono trincerati dietro la solita frase: ora penso solo agli europei e poi se ne parlerà. Hanno dichiarato papale papale che a loro piace Napoli e il Napoli e qui resteranno. Giuntoli, ma allora chi prendiamo? Dobbiamo fare bella figura in Champions..

–    Non vi preoccupate. Allestiremo comunque una buona squadra.

–    Ma per piacere non ci fissiamo con i soliti nomi. L’anno scorso Maksimovic, ora di nuovo Soriano Ionita. Noi speravamo che lei, avendo lavorato in categorie minori, tirasse fuori qualche nome di prospettiva, un Vardy italiano. Invece niente, sempre i soliti nomi. E poi, mi spiegate come vanno avanti certe trattative? Si parla per mesi di Klassen e poi si scopre che il giocatore non verrebbe a Napoli neppure in gita turistica. Eppure si sa che dopo la sentenza Bosman la volontà del calciatore diventa prioritaria. Non sarebbe opportuno accertarsi prima delle intenzioni del giocatore e dedicare le energie nelle direzioni percorribili?

–    Spesso sono i giornali a tirare fuori dei nomi.

–    Ma almeno Herrera lo prendiamo? E poi, invece di un titubante Lapadula, non potremmo prendere Immobile che a Napoli verrebbe a piedi? Con un Vasquez alle spalle il duo Higuain Immobile sarebbe incontenibile.

Intanto le immagini che mi circondano diventano meno nitide, come quando vengono alterate dal calore che sale dall’asfalto. Anche la voce di Giuntoli mi giunge come da lontano mentre dice:

–    Niente Immobile. È riservato, ma stiamo chiudendo per Ibrahimovic per un anno. Giocherà in coppia con Higuain con alle spalle Hazard. Inoltre in mediana abbiamo già preso Iniesta e Mascherano mentre in difesa è pronto Kompany…

Ora anche gli alberi delle barche a vela sembrano disperdersi nel cielo come sottili fili di fumo bianco. La voce di Giuntoli è sempre più lontana e dolcemente vi si sovrappone una voce metallica che diventa sempre più presente nella mia testa.

Scetate cca l’aria è doce. Scetate cca l’aria è doce. Scetate cca l’aria è doce.

È la mia voce che esce gracchiante dal piccolo altoparlante del telefonino e che mi sveglia ogni mattina.

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