Il procedimento del Napoli è giusto, ci sarà qualche errore di calcolo

Il procedimento del Napoli è giusto, ci sarà qualche errore di calcolo

Mi ricordo che a scuola, ai compiti di matematica, gli insegnanti guardavano al procedimento, non al risultato. Questo perché il risultato è qualcosa di fortemente aleatorio: puoi giungere a quello giusto sbagliando procedimento, copiando dal compagno, scrivendo un numero a casaccio. Ciò che ti qualifica come alunno meritevole e diligente è quindi il procedimento, non il risultato. Perché può accadere che, nonostante durante la prova il procedimento sia stato ineccepibile, alla fine non ci si trovi col risultato. E questo può accadere per una minima distrazione di calcolo, per una virgola, un decimale, un errore della calcolatrice. O per sfortuna. E conosco uno studente, di nome Napoli, che per ragionamento e procedimenti è il migliore della classe, ma da 18 giorni, ossia 4 compiti, alla fine non si trova. Il risultato non arriva. Dopo una sfilza di 8 9 e 10, adesso i professori già gridano allo scandalo, ai consigli di classe sono severissimi, riempiendo di critiche il povero alunno, i cui compiti restano svolti in maniera buona, sicuramente migliore di altri che arrivano al risultato aspettando per tutto l’arco del compito solo di copiare. Ma se un alunno è così capace e intelligente, due settimane di appannamento dopo tanti compiti e interrogazioni di fila sono fisiologiche. Quindi, nessun allarmismo, perché se continuerà ad applicarsi come ha sempre fatto, alla fine questo maledetto risultato arriverà. La ruota gira, e la fortuna (dovrebbe) aiuta(re) gli audaci. Non chi il compito manco lo guarda, ma chi prova a risolverlo col sudore e con l’impegno.

Ps. Solita lancia spezzata a favore del preside, che ha preso un.alunno svogliato e negligente e l ha reso tra i primi della classe, checché ne dica una massa di genitori ignoranti.
Alessandro Angel Chiusolo 

ilnapolista © riproduzione riservata