ilNapolista

La maglia sudata va a Callejon, percentuali bulgare per i passaggi riusciti di Jorginho

La maglia sudata va a Callejon, percentuali bulgare per i passaggi riusciti di Jorginho

Il gioco degli anticipi ha fatto scendere in campo il Napoli da secondo in classifica, obbligato a vincere per tornare in testa. Gli azzurri sono apparsi tranquilli e determinati. Pare proprio che lo stress da primato non alberghi dalle parti di Sarri. Eppure gli ingredienti c’erano tutti: l’Empoli che non perdeva al San Paolo da non so quanti anni, che nelle ultime giornate ha fatto più punti di tutte tranne Napoli e Juve, che schiera MaraSaponara, che all’andata ci aveva costretto al pareggio. Ed è andato pure in vantaggio, con una punizione scheggiata che ha ingannato Reina.

Ma tutto questo al Napoli non interessa. Higuain e compagni hanno continuato a giocare come sanno, vale a dire in una maniera che rasenta la perfezione. Hanno pareggiato, sono andati in vantaggio ed hanno straripato. Sesta manita stagionale. I gol sono stati realizzati mettendo in mostra tutto il repertorio: di testa, su punizione, di rapina, di precisione. Sempre al termine di azioni manovrate ed impeccabili. Ciliegina sulla torta, la doppietta di Callejon, che aveva anche propiziato il 3-1. Mertens entra e confeziona due assist. Insomma, che gli vuoi dire a questo Napoli? Primo in classifica nonostante la seconda in classifica vinca consecutivamente da 12 turni. L’attacco più forte. Higuain che segna un gol a partita. Difesa tra le meno perforate. Una organizzazione di gioco che non si vedeva in seria A da moltissimo tempo. Risulta persino difficile continuare il giochino che ha dato origine a questa rubrica: la verità è che in Napoli – Empoli non c’è stato un azzurro che si sia distinto per impegno, la squadra è stata semplicemente perfetta. Per questo utilizzeremo la classifica che andiamo a stilare unicamente per spendere due paroline in più per chi pensiamo le meriti.

Al terzo posto: Elseid Hysaj.

E’ arrivato come un oggetto misterioso, impiegato a sinistra nelle prime partite, sembrava più un investimento per il futuro che una certezza per il campionato in corso. Invece si sta dimostrando essenziale. Una costanza di rendimento pazzesca, ha imparato a menadito i movimenti che gli ha chiesto Sarri, prende sempre più confidenza con il ruolo e mostra una personalità in continua crescita. Quando il Napoli (non era ieri il caso) è in difficoltà sulla fascia sinistra, tocca a lui dall’altro lato spingere di più. Lo vediamo cercare anche la conclusione con più perseveranza, prima o poi arriverà anche il gol.

Al secondo posto: Jorginho.

Più di 11 chilometri macinati contro l’Empoli. Una quantità paurosa di palle giocate, con una percentuale di passaggi riusciti da far invidia ai risultati delle elezioni in Bulgaria dei tempi andati. Se il Napoli gira alla perfezione il merito è soprattutto suo. E di Sarri, anche, che nonostante la presenza del suo pupillo Valdifiori ha dimostrato di saper riconoscere e valorizzare chi se lo merita. Chissà se anche Conte, prima o poi, si accorgerà di quanto rende l’italobrasiliano.

Mr. Maglia Sudata per Napoli-Empoli: Josè Maria Callejon

Due gol e mezzo al termine di un’altra prestazione da incorniciare. Manca ancora un gol per la doppia cifra stagionale, tra campionato e coppe. Nello stillicidio di commenti da salotto, il fatto che lo spagnolo non segnasse in campionato era rimasto uno degli ultimi capisaldi dei critici a tutti i costi. Ora che è venuto meno anche questo, chissà che si inventeranno (qualche suggerimento: Higuain non ha ancora segnato di tacco; Insigne non corre abbastanza quando esulta; Hamsik ha troppi tatuaggi…). La verità è che Callejon sta giocando probabilmente la sua migliore stagione da quando è al Napoli.

La maglia asciutta stavolta l’assegniamo a: Roberto Mancini.

Non abbiamo commentato l’assurda querelle tra l’allenatore dell’Inter e Sarri dopo la partita di Coppa Italia. E abbiamo fatto bene, perché il comportamento di Mancini lo ha commentato lui stesso, con i fatti, ieri sera.

Dito medio al pubblico mentre usciva dal campo, risposte inqualificabili alla giornalista di Mediaset. Il moralizzatore della serie A, quello che “in Inghilterra certe cose non si vedono”, si è comportato come un Silvio Baldini qualunque. È bastata una piccola crisi di risultati per far perdere l’aplomb all’ex gemello di Vialli. Che amarezza.

ilnapolista © riproduzione riservata