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La maglia sudata a Callejon. Quella asciutta al pastrocchio sui buu razzisti a Koulibaly

La maglia sudata a Callejon. Quella asciutta al pastrocchio sui buu razzisti a Koulibaly

Più forte della Lazio. Più forte della seconda in classifica che vince da 13 partite di seguito. Più forte della scaramanzia, con la maglia rossa. Più forte degli ignobili cori razzisti. Il Napoli sta facendo un campionato pazzesco, eguagliando e superando record risalenti nel tempo. Ieri settima partita vinta di seguito, come era accaduto solo con Lui in campo. Higuain implacabile, segna anche di pancia in una serata non proprio esaltante. Calle ci ha preso gusto, gol e assist. Insigne continua a pennellare, decimo assist. Strinic, Maggio e Lopez non saranno all’altezza dei titolarissimi, ma hanno dimostrato che si può vincere (e vincere tranquillamente) anche con loro in campo.

Sarri si è mostrato un po’ arrabbiato per il secondo tempo, troppo di gestione secondo lui. In effetti nei secondi 45 minuti, a parte la sospensione per razzismo e un paio di occasioni per la Lazio, non è successo quasi nulla. Ma si gioca di nuovo tra tre giorni e ci sta che la squadra non giri sempre a mille.

Veniamo alla maglia sudata di Lazio – Napoli.

Al terzo posto: Christian Maggio

Hysaj squalificato non era facile da sostituire. Sta giocando una stagione esemplare e tra i tifosi serpeggiava un certo pessimismo sull’impiego di Maggio. Invece il vicentino sfodera una prestazione tutta cuore che dà al mister la certezza che c’è vita oltre i titolarissimi.

Al secondo posto: David Lopez

Stesso discorso per lo spagnolo. Allan nelle ultime partite aveva incantato. Lopez ha altre caratteristiche, meno classe ma concretezza da vendere. Contro la Lazio corre come un forsennato per tutto il match (alla fine sarà quello che si è mosso di più del Napoli, con oltre 11 km percorsi), recupera palla e contrasta. In questo Napoli così bello stona un po’ vederlo incespicare con la palla tra i piedi, ma non c’è bisogno di essere grandi esperti per sapere che in tutte le grandi squadre c’è sempre un gregario pronto correre e sudare anche per qualcun altro.

Mr. Maglia Sudata: José Maria Callejon

Dopo un girone d’andata senza gol, in quello di ritorno decide di mettersi al passo con Higuain e segnare un gol a partita. Suo anche l’assist per il gol di Higuain. Prima e dopo la solita instancabile partita, fatta di scatti e rientri, palle recuperate e falli subiti per far salire la squadra. Il telecronista di mediaset dice che Sarri fosse indeciso se far entrare Mertens al posto di Insigne o di Callejon e che dopo l’ennesimo scatto in copertura dello spagnolo abbia esclamato “ma come faccio a toglierlo?”. Ecco. Non si può.

La maglia asciutta per Lazio – Napoli viene assegnata a: Irrati ed al responsabile dell’ordine pubblico.

Il regolamento vigente prevede che qualora “si verifichino cori, grida ed ogni altra manifestazione espressiva di discriminazione per motivi di razza, di colore, di religione, di lingua, di sesso, di nazionalità, di origine territoriale o etnica, ovvero configuranti propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori” il responsabile dell’ordine pubblico “ordina all’arbitro, anche per il tramite del quarto ufficiale di gara o dell’assistente dell’arbitro, di non iniziare o sospendere la gara“. Questo dev’essere successo quando l’arbitro ha sospeso l’incontro per i beceri ululati indirizzati a Koulibaly. Bene, anzi benissimo. Peccato che dopo la ripresa del gioco gli ululati siano continuati. In tal caso il regolamento prevede che “in considerazione delle condizioni climatiche ed ambientali, l’arbitro potrà insindacabilmente ordinare alle squadre di rientrare negli spogliatoi“. Cosa che invece non è avvenuta. Dunque? Il regolamento è stato applicato solo parzialmente? Il responsabile dell’ordine pubblico ha ritenuto che le condizioni che avevano dato luogo alla sospensione fossero cessate? In attesa di leggere il referto ci pare di poter dire che l’arbitro ed il responsabile dell’ordine pubblico non hanno avuto il coraggio di andare fino in fondo. La gara andava dichiarata chiusa. Riprendendo come se nulla fosse, invece, si è lanciato un messaggio ambiguo.

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