Al di là del fatturato. La Juventus ha più debiti, il Napoli è una società più leggera

Al di là del fatturato. La Juventus ha più debiti, il Napoli è una società più leggera

Sarri, Allegri e il fatturato. Sembra una di quelle storie a fumetti  in cui i due antagonisti bramano per un tesoro irraggiungibile, magari da trovare dopo mille peripezie. E invece è la storia delle ultime settimane di Juventus-Napoli, che è una partita di calcio e vale un pezzo di scudetto. Ma è anche di più, molto di più, e non per le rivalità di campanile che agitano i tifosi: Juve-Napoli è anche la sfida tra due club che sono due modelli diversi, due gestioni diverse. Oggi, come ieri, come sempre.

Il fatturato, appunto: si parte e si parta da qui, forse. Marco Bellinazzo, firma del Sole24Ore ed esperto di economia applicata al calcio, disegna in questo modo la differenza tra le due società: la Juventus ha un fatturato strutturale, che esclude gli introiti della Champions League (89 milioni) e le plusvalenze (20 milioni), di circa 240 milioni. Il Napoli, invece, si attesta sui 130, sempre al netto dei ricavi relativi ai premi partita europei e al player trading. Se invece volessimo considerare il fatturato totale, la forbice finisce per allargarsi: di 348 milioni quello registrato dalla Juventus nell’ultimo esercizio, pari a 143 quello del Napoli. Quindi, Sarri, sul fatturato, non ha fatto altro che riportare un dato di fatto.

Nonostante l’ampia differenza tra i ricavi dei due club, i bianconeri hanno scongiurato il rosso di bilancio solo nell’ultimo esercizio, chiuso in attivo di (appena) 2,3 milioni di euro. Il Napoli ha fatto il percorso inverso, con otto anni di conti positivi (dal 2007 al 2014) e con il primo segno meno riferito alla stagione terminata lo scorso maggio (-13,2 milioni di euro). Secondo Bellinazzo, però, il trend è destinato a cambiare: la Juventus paga un forte indebitamento (195 milioni di euro), legato soprattutto agli investimenti infrastrutturali (Stadium in primis, ma anche il nuovo J Center in costruzione nell’area della Continassa) e al potenziamento della rosa post-Calciopoli. Soprattutto sui primi, si potrebbe discutere molto: il Napoli non ha patrimoni immobiliari, De Laurentiis potrebbe vendere la società domani mattina senza lasciare assolutamente nulla al nuovo acquirente, esclusi ovviamente i cartellini dei calciatori. Ma è proprio qui che la gestione di Adl diventa oculata, ben più di quella dela Juventus. Secondo il nuovo regolamento Uefa e Figc, esiste una percentuale tra fatturato e spese per la rosa. Per la Uefa gli ingaggi non devono superare il 70% del fatturato, per la Figc la somma traingaggi e ammortamenti (il cosiddetto “costo della rosa”) non deve superare l’’80% del fatturato. La Juventus (costo medio annuale della rosa pari a 222 milioni) si attesta intorno al 70%; il Napoli (costo medio annuale della rosa 126 milioni) gravita intorno al 60%. Altra voce è quella del monte ingaggi: vale 124 milioni per la Juventus (leader in Serie A) e 74 per il Napoli. In mezzo, gli stipendi di Inter (94), Milan (101) e Roma (113).

Immagine tratta da www.goal.com

Poi, infine, c’è il mercato: secondo Bellinazzo, entrambi i club stanno investendo forte su giovani calciatori italiani, e questo potrebbe fruttare molto nel medio termine sia sul piano sportivo che su quello finanziario. Secondo statistiche non ufficiali (soprattutto riferite alle operazioni del Napoli, i bianconeri sono quotati in borsa e devono render conto di tutti i movimenti agli azionisti), la Juve ha speso circa 450 milioni incassandone 250. Il Napoli ha invece speso poco più di 300 e incassato 180 milioni. Quella che per Bellinazzo è la «indubbia solidità finanziaria» del club di De Laurentiis nasce non tanto da queste cifre, quanto dal saper incastonare perfettamente le plusvalenze di mercato a bilancio. Grazie ai 64 milioni incassati per la cessione di Cavani, estate 2013, il Napoli è riuscito a mantenere in rosa tutti i suoi grandi giocatori nonostante la mancata qualificazione Champions, nel 2014 e nel 2015. E ora, a distanza di due anni e mezzo, contende lo scudetto alla Juventus, pur senza possederne i reali mezzi economici. E Sarri, battibeccando a distanza con Allegri, non ha fatto altro che ricordare e dire questo.


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