I record di Higuain ma i numeri dicono che avere il capocannoniere non è decisivo nella corsa-scudetto

I record di Higuain ma i numeri dicono che avere il capocannoniere non è decisivo nella corsa-scudetto

Al di là di ogni sua (nostra) ragionevole scaramanzia, il Napoli e Higuain possono festeggiare il primo verdetto positivo della loro stagione: il titolo di capocannoniere del Pipita, in testa alla classifica dei marcatori con 24 gol (in altrettante partite) sembra ragionevolmente al sicuro. Potrebbe essere il terzo della storia per il Napoli dopo i due exploit di Diego Maradona (15 gol, stagione 1987/88) ed Edinson Cavani (29 reti, annata 2012/2013). Due precedenti infausti, però: in entrambe le occasioni, Napoli coinvolto in piena lotta per il titolo e Napoli secondo a fine anno: dietro il Milan degli olandesi 28 anni fa e dietro la Juventus di Conte tre stagioni fa. 

Ecco che allora c’è venuto da chiederci: quanto conta il capocannoniere? Quante volte il bomber più prolifico conduce o ha condotto la sua squadra alla conquista dello scudetto? Un giro veloce tra internet e almanacchi, ed ecco il risultato: 84 campionati a girone unico, 25 titoli vinti dalla squadra col capocannoniere, per una percentuale del 29%. L’albo d’oro racconta di storie e nomi importanti: quelli del passato lontano (Meazza, Borel, Puricelli, Nordahl), quelli degli anni 60/70 (Sivori, Mazzola, Riva, Chinaglia), quelli del passato recente (Vialli, Trezeguet, Shevchenko). Ultimo caso quello di Ibrahimovic del 2009, e questo è un dato che deve far riflettere: perché negli ultimi 25 campionati, il capocannoniere si è portato a casa il tricolore solo quattro volte. Dallo svedese fino alla Samp di Vialli, nel 1991, ci sono riusciti solo Trezeguet con la Juve 2002 (in coabitazione con Hubner a 24 gol) e Shevchenko nel Milan 2004, con tanto di Pallone d’Oro a corollario. Potrebbe essere un’altra tendenza, l’ennesima, smentita da questo Napoli.

Il Napoli, invece, e questo lo sappiamo tutti, ha vinto due scudetti. In entrambi i casi, il capocannoniere è stato un calciatore di un’altra squadra (tutte e due le volte il Milan, Virdis nel 1987 e Van Basten nel 1990), ma non è mai stato troppo distante dal primo marcatore azzurro, sempre Diego Maradona: 10 gol per l’argentino nel 1987, 17 per Virdis; 16 gol per il Pibe nel 1990, 19 per Van Basten. Altre volte, nel periodo 1984-1991, Maradona e anche Careca si sono avvicinati al titolo di re dei bomber: nel 1985 Diego è arrivato a quattro gol (18 a 14) da Michel Platini, nel 1989 Careca (secondo nell’anno precedente dietro il compagno Maradona) è finito a tre reti da Aldo Serena, campione d’Italia con l’Inter (19 a 22).

Higuain è in testa anche alla classifica per la Scarpa d’Oro che in soli due casi è stata conquistata da un calciatore di Serie A, tra l’altro in stagioni consecutive: parliamo di Luca Toni nel 2005/2006 (31 gol) e di Francesco Totti nella Roma 2006/2007 (26 gol). Fiorentina quarta e Roma seconda. Dal 1996 il trofeo non premia il calciatore in Europa che ha segnato più gol in assoluto ma il calciatore che ha raccolto più punti dopo una moltiplicazione tra le reti realizzati e il coefficiente di riferimento del suo campionato. Nella sua nuova versione, in sei casi il vincitore si è portato a casa anche il titolo nazionale: Henrik Larsson nel Celtic Glasgow 2002, Jardel con lo Sporting Lisbona 2001/2002, Henry con l’Arsenal 2004, Cristiano Ronaldo con lo United 2008 e Lionel Messi nel Barça 2010 e 2013. 

Il Pipita, nelle ultime due stagioni, non è a sua volta andato molto lontano dal titolo di capocannoniere: 18 gol l’anno scorso (22 i vincitori Icardi e Toni), 17 due stagioni fa (22 Ciro Immobile). Da questo dato è possibile desumere che l’ex Real ha già battuto i superbomber delle ultime due stagioni con le prime 24 partite di questo torneo. Anche altri giocatori nella storia del Napoli sono stati vicini al trono dei gol: Cavani nel 2011 a 26 (Di Natale 28 reti, Napoli terzo) e nel 2012 a 23 (Ibrahimovic 28 e Napoli quinto); Clerici nel 1975 a 14 marcature (Pulici vincitore con 18, Napoli di Vinicio secondo); José Altafini nel 1968 a 13 gol (Prati capocannoniere e campione d’Italia con 15 reti, Napoli secondo) e nel 1967 a 16 (Riva primo a 18, Napoli quarto). E poi giù, fino a Vinicio e Jeppson: il brasiliano, nel 1956/57, fintì a 4 gol dal capocannoniere Da Costa (18 a 22), mise a segno una quadripletta alla 33esima giornata (Napoli-Palermo 4-1) ma non riuscì a portare gli azzurri più su dell’undicesima posizione finale; lo svedese proveniente dall’Atalanta, invece, è arrivato nel 1954 a tre marcature dallo svedese Nordahl (20 a 23) e ha portato il Napoli di Monzeglio al quinto posto.

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