Il colpo di Stato della rivoluzione sarrita (con 18 uomini): ecco il nuovo governo

Il colpo di Stato della rivoluzione sarrita (con 18 uomini): ecco il nuovo governo

Bollettino numero uno della Rivoluzione sarrita

A 98 anni dalla rivoluzione d’ottobre boscevica, nella notte di giovedì 6 novembre (24 ottobre secondo il calendario giuliano), grazie al risparmio delle forze garantito dal turnover con il Midtjylland, il comandante Maurizio Sarri e i 18 uomini del suo esercito hanno conquistato il governo della città e instaurato l’Unione delle Repubbliche Napoletane (Urna). Il colpo di Stato ha avuto l’appoggio delle masse popolari (ma non del popolino dei lazzari deviazionisti legati al frazionismo di Bordiga, come denunciò il compagno Sereni in una storica analisi).

I compagni Koulibaly e Albiol hanno occupato e presidiato la stazione ferroviaria di piazza Garibaldi, bloccando il transito in entrata e uscita. Il presidente Aurelio De Laurentiis, con un passaggio in motorino preso al semaforo della galleria Vittoria, si è diretto agli studi Rai interrompendo le trasmissioni televisive. In attesa del messaggio rivoluzionario del nuovo capo del governo saranno diffusi a oltranza canti funebri e nenie dell’antica tradizione contadina di Empoli. Gli ingressi di tangenziale, autostrade e porto sono presidiati da Henrique, David Lopez, El Kaddouri, Ghoulam. Il tribunale è stato trasformato in tribunale del sudore. Il primo provvedimento riguarda la salute pubblica e istituisce il divieto assoluto dell’obesità. Tutti i chiattoni e i reazionari nostalgici sono stati già arrestati e deportati nel cesso del San Paolo. All’alba del 7 novembre (25 ottobre secondo il calendario giuliano) è stato diramato il nuovo governo dell’Urna. In città è previsto anche il rientro come rifugiato politico di Walter Mazzarri, elevato al rango di padre emerito della rivoluzione.

Presidente del consiglio: Maurizio Sarri

Ministro dell’Interno: Pepe Reina

Ministro per le Ingiustizie sociali: Manolo Gabbiadini (viceministro: Valdifiori)

Ministro dell’Economia e delle Finanze: Camilo Zuniga

Ministro degli Esteri: Marek Hamsik

Ministro dell’Agricoltura: Christian Maggio

Ministro del Lavoro e del Sudore: Callejon

Ministro della Difesa: Koulibaly (viceministro: Albiol)

Ministro dello Sviluppo: Lorenzo Insigne

Ministro per le Politiche europee: Dries Mertens

Ministro per le Pari Opportunità tra uomo e donna: Gonzalo Higuain

Ministro del Turismo (beni culturali e mare): Aurelio De Laurentiis

Ministro dell’Informazione e della Censura rivoluzionaria: Zdanov con la collaborazione della redazione sportiva del Mattino (inclusi gli editorialisti)

Ministro della Semplificazione: Jorginho

Ministro della Salute: Allan
Zdanov (l’immagine è del compagno Domenico Catapano)

Zdanov, nome del capo della propagante nell'Urss di Stalin, è figlio naturale del Napolista nonché figlio illegittimo della presunta rivoluzione sarrita poi sfociata nel Terrore giochista. Nacque il 14 giugno 2015, cinque giorni dopo la firma di Maurizio Sarri per il Napoli, nel segno della promessa empolizzazione degli azzurri. La parodia zdanoviana del sarrismo (l'Unione delle repubbliche socialiste sarrite) fu causa involontaria del parto di Sarrismo Gioia e Rivoluzione. Avversario del populismo e del culto dell'estetica, Zdanov si fa vivo quando è necessario.

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