Quel gol di Betello all’Inter può aiutare a dimenticare Verona

Quel gol di Betello all’Inter può aiutare a dimenticare Verona

La sconfitta di Verona, oltre a costare tre punti e riaccendere qualche preoccupazione, provoca anche il risveglio di altri ricordi. Visioni mnemoniche di momenti negativi del passato ma anche, a mo’ di sottili consolazioni, di atmosfere diverse, più serene e rilassanti. È un processo mentale di autodifesa, valido sempre, anche di fronte a un evento sportivo di carattere negativo. Allora tornano alla superficie della memoria fatti, persone, situazioni di tempi pregressi. Così, a lottare contro un pensiero grigio nato dai novanta minuti più brutti dell’anno, si son presentate d’improvviso sensazioni lontane, legate a un pomeriggio perduto nel passato. 

Il sole di maggio spargeva tepore nell’aria vomerese, dopo aver liquidato ogni residuo spezzone di nubi. Un’aria dolce dava serenità all’attesa che si affrontassero Napoli e Inter. Folla sulle gradinate già da mezzogiorno, mentre gli altoparlanti a forma di trombone, piazzati in alto, sul muro dei “Distinti”, alternavano canzoni e slogan pubblicitari.

Tra le altre, quella che declamava l’efficacia di una magnesia allora molto diffusa. “Ah come è effervescente / la magnesia di san Pellegrino, / alla sera, o al mattino / basta prenderne solo un cucchiaino…”. «’Nce ‘a dammo all’Intèr» gridò un ragazzo, premiato con molti applausi. Poco dopo, una rèclame per la vendita di occhiali, con un saluto dal sapore dell’antica Roma: “Ave, ave, ave! il vostro ottico vi saluta…”. E i  commenti-humour erano tutti per un soccorso preventivo da portare all’arbitro…

Poi le squadre entrarono in campo, tra lo scoppio di tracchi e castagnole, mentre l’immancabile voce “tutti in piedi” rimbalzava tra i settori, facendo del Vomero, come sempre, l’unico stadio che non consentiva di star seduti sugli spalti. Accanto all’ingresso degli spogliatoi, invece, su cassette di legno sedevano l’allenatore Monzeglio e il presidente Lauro, che quando il sole scottava si difendeva con un gran fazzoletto sulla testa e i pantaloni tirati su, fino alle ginocchia.

Il Napoli non era in formazione-tipo. In porta, Fontanesi al posto di Bugatti, indisponibile. Interno destro la riserva Molinari. Assente anche Pesaola, collaudatissimo interno sinistro. Al suo posto la riserva Betello, venuto dalla Roma e sceso in campo con la maglia azzurra in 19 partite, prima di trasferirsi a Brescia e poi ad Empoli. Fu, la sua, una presenza che si segnalò per la volontà di far bene e contribuire al cammino della squadra che schierava tra gli altri Vinicio, Brugola, Posio, Comaschi. Quella partita  contro l’Inter fu per lui memorabile. Gli mancava un particolare che rendesse significativa per qualche motivo la sua presenza in azzurro. E quel giorno fu proprio Betello che segnò il gol della vittoria per il Napoli, tra l’entusiasmo dei tifosi. 
Mimmo Liguoro

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