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Dio esiste. E se non esisteva, è nato ieri. Buon Natale a tutti, anche a Padoin

Il mio Napoli – Juve (Supercoppetta Italiana)

– Mentre fuori si udivano botti, fuochi d’artificio, il pallone di Platini e il suono delle trombe, al 110′ Buffon ha compiuto un prodigio su un diagonale di Gonzalone.

– In quel momento ho pensato, sconsolato, ai titoli del giorno dopo. “Tevez costruisce, Buffon blinda”, “Le stelle bianconere brillano nel cielo di Doha”, “Grinta e cattiveria sinonimi di Juve”, “Juve supercampione, mostruosa, cannibale, imprendibile, meravigliosa, stupenda, eccezionale…ecc. ecc.”

– La mazzata del gol (bellissimo, si deve ammettere) di Tevez a inizio secondo supplementare ci ha stroncato e, memore di tante partite terminate in modo opaco, dico la verità, non ho creduto nel miracolo.

– Invece Dio esiste. 

– Al 117′ Gargano, autore di una grande partita, quello che insomma volevamo buttare, ha gettato quel pallone nell’area juventina che si è poi trasformato in un assist per il gol salva tutti di Higuain.

– In quel momento ho pensato che, almeno per il momento, i botti, i fuochi d’artificio e le trombe potevano tranquillamente essere posizionati in un’area sottostante ben più buia, stretta ed angusta e che i giornali con i titoloni avrebbero dovuto finire al macero o essere utilizzati per incartare il capitone o i fiori per la nonna a Natale.

– Pechino urlava ancora vendetta, ma mai avrei pensato a un modo così sadico.

– I miei amici juventini mi hanno ricordato giustamente i 12 punti di differenza in classifica, ma immaginare le facce di Marotta e Nedved e sovrapporle alle loro, nei momenti salienti sui calci di rigore, mi ha provocato una libidine che non so se baratterei.

– A Pechino ci lamentammo del frastuono ossessivo delle trombettelle cinesi, a Doha invece si guarda la partita di calcio come fosse il golf. Ci mancava solo che si sentissero gli “ssssh” durante le azioni per evitare di disturbare i giocatori. 

– In questo clima da messa solenne invece il mio cuore ha rimbalzato in ogni zona del corpo. E nel momento dei rigori ho vissuto un ascensore emozionale che non saprei descrivere.

– Depressione, gioia, tristezza, ansia, frustrazione, gioia, concentrati in un vortice di 10 minuti fino ad esplodere in goduria piena. Mentre pensavo al mio amico Giancarlo, juventino nel midollo, che avrà vissuto l’esatto contrario delle mie sensazioni fino a seppellirsi sotto i tre match point falliti. Ho goduto due volte.

– Ma per rendermene realmente conto, ho dovuto riguardare le facce afflitte di Marotta e del putto biondo ceco, nonché una poltrona vuota che aveva appena inghiottito l’Agnelli. Unica scena che ha divertito gli sceicchi in attesa del tiro di Tiger Woods.

– La coppetta ce la siamo meritata e portata a casa grazie al contributo di tutti. In particolare di Rafael. Portiere criticato che aveva palesato più dubbi che certezze in questi 4 mesi.

– Quando ha smesso di fare il Grobelaar è risultato decisivo. Ha stroncato l’urlo di Chiellone che già pregustava la danza del gorilla; ha ipnotizzato Pereyra che nell’occasione ha usato un ferro 3 spedendo la palla in un bunker fuori lo stadio e ha parato l’ultimo rigore a Padoin. 

– Se non avesse parato uno di quei penalty, il fantasma di Reina sarebbe comparso anche ieri, i giornali stamattina sarebbero illeggibili, Giancarlo non si sarebbe illuso e la coppetta si sarebbe trasformata d’incanto in una meravigliosa Supercoppa.

– Altra considerazione sui rigori: Gargano ha calciato senza paura, molto prima di chi invece aveva la mutande piene. Visti i risultati, sicuramente è stato meglio, ma non vedere nei primi 5 tiratori Calle e Mertens mi ha deluso.

– Chi non mi ha deluso invece è Allegri. Una squadra che avrebbe dovuto ridurci in bocconcini, dopo il gol, si è seduta presuntuosamente con l’intento di gestire la palla e la partita. A un certo punto ha tolto Pirlo per rinforzare la fascia sinistra. Qualche istante e DeGuz ha ridicolizzato proprio Pereyra con una folata alla Ribery, preludio del cross che ha portato al nostro momentaneo pareggio.

– Chissà come l’ha presa Pirlo. Chissà se avesse tirato lui il rigore. Chissà se fosse rimasto in campo. Chissà.

– Da parte nostra, molto bene Rafael, DeGuz, Gargano, Hamsik e Ghoulam. Bene Lopez, a parte quel retro passaggio suicida, e Maggio.

– Appena sufficienti i nostri due centrali difensivi in versione babbo Natale in occasione del primo gol e spesso in difficoltà sulla velocità di Tevez e sulla fisicità del mammalucco spagnolo Llorente. Sotto la sufficienza, anche per le mutande colme sui rigori, Calle, che non ha inciso e si è divorato un gol dalla sua mattonella, ma soprattutto Mertens che ieri non ne ha azzeccata una.

– Migliore in campo? Il grasso, nervoso, indolente Higuain. Gonzalone mio non segnava da varie partite. Si era conservato. Nel primo tempo si è visto poco: nel finale con due tiri simili. Mentre nella ripresa ha tramutato in oro tutto ciò che ha toccato. Da menzionare, imbeccato perfettamente da Hamsik, quel pallonetto che, se fosse entrato, anche gli arabi annoiati avrebbero applaudito. Due reti da bomber di razza e il rigore all’incrocio dei pali.

– Nell’esultanza sul gol che ci ha portato ai rigori ha simboleggiato:

a) Vi faccio un mazzo così

b) C’ho due palle così

c) Datemi lo zufolo di Tevez

– Vorrei poi ricordare Insigne che non ha partecipato alla goduria collettiva, ma è stata la sua doppietta a Roma ad averci portato in Qatar. E Benitez che alla fine i risultati li porta sempre a casa. Fossi in lui mi toglierei qualche caramella dalla bocca.

– Un’ultima menzione all’arbitro Valeri. Vergognoso. Non era mai accaduto che in una partita decisiva con la Juve in campo, non venisse stravolto il regolamento. 

– Sto godendo così tanto che ora potrebbe anche piacermi il calendario del Napoli.

– Sono felice di aver ricevuto questa coppetta per Natale e ringrazio il Babbo ad aver anticipato il mio regalo.

– Sono felice perché è stata battuta la Juve che credeva già di averla in tasca e perché è stata una partita al cardiopalmo, regalandomi fiumi e fiumi di emozioni con un finale rocambolesco. Più di questo non potevo chiedere.

– Dio esiste. E se non esisteva, è nato ieri.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca 

E buon Natale a tutti. Anche a Padoin.
Gianluigi Trapani

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