Sassuolo-Napoli vista da Bruxelles: salta il segnale tv e gli smartphone sostituiscono le radioline

Le strade che circondano quell’edificio mastodontico, un imponente ammasso di vetro ed acciaio, che ospita gli uffici della Commissione Europea, sono più tranquille del solito. La domenica pomeriggio, non c’è nemmeno il consueto traffico dei giorni feriali, le attività commerciali sono chiuse, le poche persone che si incontrano per strada si dedicano per lo più al jogging settimanale all’interno del vicino parco del cinquantenario. Eppure, proprio durante la controra, una traversa si anima di gente e brulica di euforia contagiosa. La soffitta di un pub diventa il cuore pulsante del tifo azzurro. Da Reggio Emilia fino in Belgio, il passo è breve. La partita non è proprio di quelle di cartello ma, ad un certo punto, mancano pure le sedie per contenere entusiasmo e presenze. Il “Napoli Club Bruxelles”, animato dall’irrefrenabile passione di Nino Castaldo, il cui simbolo è un ciuccio che fa la pipì, una sintesi dell’irriverente e geniale creatività solo napoletana, è il luogo di ritrovo ideale per seguire le partite della squadra di Benitez nella capitale belga. Un modo per alleviare la lontananza, molto spesso imposta, ed azzerare le distanze. Tuttavia, come sempre, ogni cosa nasconde svantaggi e vantaggi. La telecronaca in lingua inglese, per esempio, risparmia gli abituali travasi di bile provocati da certi telecronisti nostrani, affetti da gravi forme di idiosincrasia verso le formazioni che non vestono la maglia a strisce.
All’inizio della gara, l’imprecisione di Hamsik in zona tiro provoca gli unici affanni della giornata. Per il resto, la rete di Dzemaili è sembrata il naturale epilogo dello schiacciante predominio azzurro. Più del Sassuolo, impalpabile ed impaurito al cospetto dell’undici partenopeo, l’assenza di segnale alla ripresa del gioco provoca un po’ di angoscia. Per cinque minuti, giusto il tempo di ristabilire il collegamento video, si torna all’antico. Gli smartphone sostituiscono le radioline, ricordo sbiadito di altre epoche. In breve, tornano le immagini. Il raddoppio appare una pura formalità. Insigne, reduce dalla trascurabile performance da Maria De Filippi, trova tempo e spazio per infilare con il destro l’angolo opposto a quello di tiro. Una giocata cercata con insistenza dall’inizio della stagione, favorita dalla debole opposizione di Paolo Cannavaro. Nessuno se la sente di accanirsi sull’ex capitano azzurro, qualcuno sarcasticamente ricorda le lezioni di tattica difensiva che il suo procuratore elargisce con impagabile generosità dall’inizio del campionato su un’emittente locale. Pandev e lo scatenato Insigne prima, poi Mertens, di casa da queste parti, dopo un travolgente slalom, mancano il terzo gol. Ma, almeno per oggi, ci si puo’ accontentare. La Fiorentina è a distanza di sicurezza. Giovedì riprende l’avventura europea con rinnovata consapevolezza e giustificata ambizione. All’Old Oak ci si riunirà nuovamente trepidando per il passaggio del turno. In Rue Franklin si ripete, come in tanti luoghi in giro per il mondo, un piccolo miracolo settimanale. La vera forza del Napoli, più dei successi, è quella di aggregare chi vive e lavora all’estero. Senso di appartenenza, orgoglio (e vittorie) gratificano e nobilitano l’esilio forzato.
Gianluca Spera

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