Si può essere rafaelita senza sfociare nel fondamentalismo?

Il Gallo ha cantato e lo ha sostenuto senza mezzi termini: con Astori e Matri a Londra sarebbe stata la stessa storia. E che non è il momento, nonchè il caso, di sparare a zero sul DeLa, sulla campagna acquisti e sui 124 milioncini promessi e troppo presto evaporati. Lo dico subito: concordo con la tesi. Tenuta però chiaramente in piedi dai nomi: stiamo parlando di un difensore che in carriera non ha nemmeno disputato una gara di Europa League e di un attaccante più adatto a fare da modello per la presentazione delle nuove maglie piuttosto che a spedire la palla in porta.
Perchè, ma lo stesso Max di certo ne è consapevole, se con la differenza di quei 124 si fosse andati a bussare alla porta di Mascherano o di quel Jackson Martinez ammirato anche in Champions, forse a Londra non sarebbe andata nello stesso modo.
Aprire il portafogli non garantisce le vittorie, ma chiuderlo sul più bello non è manco cosi conveniente. Il risparmio non è mai guadagno, diceva qualcuno.
E nemmeno mi convince il fondamentalismo che aleggia intorno alle scelte tattiche di Benitez: nessun dubbio sul cambiamento di mentalità che in questo primo mese di calcio vero abbiamo potuto constatare, ma a nessun tecnico si può concedere il dogma della verità assoluta. A bocce ferme è facile parlare e Napoli se ne cade di soloni da salotto, ma il calcio vive di opinioni e sostenere che se, per dirne una, Rafa avesse rinunciato al 4-2-3-1, alla lentezza di un Pandev intrappolato nella difesa inglese ed avesse aumentato la densità a centrocampo con un mediano in più – Dzemaili o lo stesso Albiol, affiancando Cannavaro a Britos e difendendo praticamente a cinque – forse gli azzurri avrebbero visto qualche pallone in più. Magari sarebbe andata diversamente, magari no. Ma nessuno può affermarlo né tantomeno negarlo. Anzi, possono farlo tutti. Con la medesima forza.

Passare dalla sistematica critica degli atteggiamenti tattici e del vittimismo di Mazzarri alla fiducia incondizionata nei confronti di Benitez è esattamente paragonabile ai voltafaccia dei direttori che perdono le esclusive.
Aderisco quindi al manifesto Napolista, voglio essere rafaelita, voglio contribuire al cambiamento culturale, sociale e sportivo che il nostro allenatore ha iniziato. Ma andiamoci piano.
Marcello Mastice

ilnapolista © riproduzione riservata