La bici di Jeppson

Un amico mi invia da Milano la foto di una nuova bicicletta, snella, agile, elegante, di colore azzurro. ”C’è un segreto…”, mi scrive nella lettera. La osservo con attenzione e lo sguardo cade sulla scritta stampata sul tubolare. E’ il ”nome” della bici: l’hanno chiamata “105 Jeppson”. Sì, il nome del centravanti venuto dalla Svezia, via Atalanta, acquistato dal Napoli di Lauro negli anni ’50 con una cifra in milioni, i famosi 105, che segnarono il record dell’epoca. Stella dei Mondiali, Hans – detto Hasse – infiammò le fantasie della tifoseria napoletana, offrì in campo lezioni di stile e di classe ma non riuscì a legare il suo nome al traguardo agognato: uno scudetto per il Napoli. Sul prato verde, però, si muoveva con armonia e stile, toccava la palla con autorevole delicatezza, possedeva un bel tiro fulminante. La squadra intorno a lui era pur combattiva e capace di exploit importanti ma non aveva il respiro necessario per salire in cima alla classifica. La classe di Jeppson non bastò a proiettare quel Napoli al vertice del campionato. Lo svedese venuto da Malmoe subì anche qualche infortunio non proprio lieve ed ebbe spesso difficoltà nei rapporti con l’allenatore Monzeglio. In più, il tandem con Luis Vinicio non funzionò, salvo che per una volta: il famoso 8 a 1 alla Pro Patria di Busto Arsizio. Jeppson era un atleta completo, giocava al tennis con abilità. Si parlò d’una forte simpatia per Silvana Lazzarino, campionessa dell’epoca, ma sposò una fanciulla partenopea. Andò via da Napoli dopo quattro tornei e ben 52 gol. Giocò ancora per breve tempo nel Torino. Nel ’57 tornò al Vomero in maglia granata. Sugli spalti, un leggero sospiro di malinconia. A Jeppson i tifosi erano affezionati. Quel ritorno, a fine carriera, ebbe il senso un po’ crepuscolare d’una storia finita ma da ricordare comunque con animo lieve e nostalgico. Tanto diverso dal distacco con Cavani, avvenuto nel turbinare di milioni, polemiche, recriminazioni e sentimenti trasformati in risentimenti. Ora, dopo tanti anni, il ricordo di Jeppson torna a dare il nome a una bicicletta, il più popolare e simpatico mezzo di trasporto. A ciascuno il suo. Mimmo Liguoro

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