Le pagelle – Il ritorno di Cannavaro, l’eleganza di Albiol (ma Pandev e Mertens due fantasmi)

Le pagelle di Napoli-Atalanta 2-0

REINA 6,5 – Una sola parata di rilievo sullo 0-0 quando devia una girata di Denis (47’). Poi ordinaria amministrazione sulle conclusioni non irresistibili di Cigarini. Una provvidenziale uscita di piede, a rischio, al limite dell’area. 
Esulta che mi piace assai. ‘Nu pazz! – 7

MESTO 5,5 – Gioca al posto di Maggio. Non incide molto correndo sulla fascia destra. I suoi cross sono prevedibili. Non perfetta l’intesa con Insigne e poi con Mertens quando il belga gioca a destra. Un tiro deviato da Consigli.
Con Benitez anche Mesto può diventare giocatore di pallone, lo sento – 5,5

CANNAVARO 7 – Rientra da titolare e con la fascia di capitano. La maglia mimetica ne esalta le doti di combattente. Si fa trovare pronto dopo due panchine. Gioca sul centro-destra. Ingabbia Denis al quale concede un solo tiro pericoloso. Con due giocate di anticipo innesta il contropiede che Higuain e Insigne concludono con tiri fuori bersaglio.
Ecco perché sono favorevole alla panchina per tutti: un ottimo Paolo! E bellissimo il confronto con il Tanque – 7

ALBIOL 6,5 – Con Cannavaro che marca l’unica punta atalantina si spinge spesso a centrocampo per impostare l’attacco. Un paio di lanci millimetrici non sono sfruttati dagli attaccanti azzurri. Ha autorità e sicurezza.
Elegante. Il che, ditemi quello che volete, ma in un calciatore lo trovo un punto di forza in più – 7

ARMERO 4,5 – Incerto, lento. Fa rimpiangere subito Zuniga. Indeciso nel dribbling, perde più di un pallone. Qualche cross non degno di nota. Discreto in fase difensiva, ma è sempre sollecitato in attacco contro l’Atalanta che gioca con una sola punta. Non salta mai l’avversario. Col Napoli che sale di tono nel finale, trova lo spunto per una conclusione (83’ esterno rete).
Mi pento di aver invocato il suo ingresso in campo le volte scorse. Non c’è – 4,5

DZEMAILI 5 – Comincia con grande disinvoltura sostenendo l’offensiva azzurra. Impegna Consigli, conclude fuori, poi si perde. Un errore dietro l’altro. Negativo in fase di interdizione. Perde palla a centrocampo. Non trova mai la posizione. Si riscatta con la palla del 2-0 data a Callejon. Esce a pochi minuti dalla fine.
L’assist di tacco a Callejon vale almeno un voto in più – 6

RADOSEVIC s.v. – Entra all’85’ per Dzemaili. Non ha il tempo per farsi notare. La palla è sempre nei piedi di Hamsik e Callejon. – s.v.
Non sono d’accordo: Radosevic lo si nota sempre… solo a guardarlo

INLER 5,5 – Gioca molti palloni, ma non è mai rapido, esita, non trova mai la “mattonella” per il tiro dalla distanza, necessario contro il “muro” atalantino. Con Hamsik in panchina, dovrebbe essere il leader della squadra. Non ne ha la personalità. Più quantità che qualità. Pochi tiri verso Consigli senza convinzione.
Assolutamente no, caro Mimmo! Ha fatto una bella partita. Non ha buttato via nemmeno una palla. Ovvio che non vale il laccio della scarpa sinistra di Hamsik, ma sei stato troppo stretto – 6,5

INSIGNE 6 – Comincia a destra, poi dalla fine del primo tempo di sposta a sinistra e convince di più. Col Napoli che non trova varchi è l’unico attaccante vivace, ma viene sempre chiuso dal raddoppio delle marcature. Non trova la possibilità di battere a rete. Una conclusione fuori, altri tiri rimpallati. Però avvia le azioni dei due gol.
Così così. Ma continuo a ritenere sia utilissimo in campo. Dovrebbe solo fare giocate più facili – 6

PANDEV 4,5 – Non c’è proprio. È assente dopo un inizio incoraggiante (due conclusioni sfiorando il gol). Ingabbiato nella ragnatela bergamasca, non ha mai il guizzo che le sue qualità tecniche gli consentirebbero. Non trova neanche la posizione più utile. Tatticamente fuori partita. Sostituito al 65’.
Quando sta così è praticamente inutile tenerlo in campo. Fortunatamente Benitez conosce la regola del calcio in base alla quale esistono le sostituzioni – 4,5

HAMSIK 7 – Entra per Pandev e fa brillare il Napoli. È suo l’assist a Higuain che sblocca il risultato. Perde qualche pallone, ma è ben presente. La squadra acquista sicurezza e un punto di riferimento essenziale. Senza Hamsik, il Napoli procede a fari spenti.
E abbiamo scoperto che senza Hamsik non possiamo giocare. E mo son caz… – 7,5

MERTENS 4,5 – Veloce, ma inconcludente. Comincia a sinistra, poi lascia la fascia mancina a Insigne e si piazza a destra. Era alla prima partita da titolare. Denuncia un deficit di preparazione. Impreciso nel passaggio quando riusciva a saltare l’avversario. Qualità ancora nascoste. Sostituito al 59’.
Veloce ma senza passione, ancora – 4,5

CALLEJON 7 – Entra per Mertens ed è tutt’altra musica sulla fascia destra. Animoso, veloce, tenace. Alla terza partita trova il terzo gol. Nei minuti di recupero tenta la magia di un pallonetto, ma Consigli non si fa beffare. Essenziale.
Bello. Fondamentale. Gioioso. Fantasioso. Potente. Devo continuare? O lui o Hamsik sempre in campo. Un must – 7

HIGUAIN 7 – Sblocca il risultato ed è un grande merito, diagonale irresistibile in gol sull’assist di Hamsik. Sembra affaticato e sfiduciato sotto l’attenta guardia di Yepes. Ma è che gli manca un degno compagno al fianco per sfondare. Quando entra Hamsik e segna diventa un altro, convinto, combattivo, sfiorando un’altra segatura. Seconda rete in campionato, prima al San Paolo.
Marò, chist’ è ‘nu mostr! – 7

BENITEZ 6,5 – Avrà avuto i suoi motivi nel ritardare i cambi decisivi (Callejon per Mertens e Hamsik per Pandev). Sia Mertens che Pandev apparivano proprio giù di corda. Presenta un Napoli rinnovatissimo facendo riposare sei giocatori in vista della Champions di mercoledì sera contro il Borussia e della successiva trasferta di campionato contro il Milan. Lo tradiscono soprattutto gli esterni (Mertens e Armero) che non riescono mai ad avere via libera. Ma è in ombra anche Pandev. Il gioco macchinoso del Napoli toglie fiducia a Higuain che si “sveglia” nel finale dopo il gol e c’è un altro Napoli in campo. Ripropone Cannavaro e ne ottiene una prestazione soddisfacente. Erano pesanti, più di tutte, le assenze di Hamsik, Behrami e Zuniga trattenuti in panchina in vista dei prossimi impegni. Alla fine, vince. La “rosa” ha maggiore qualità, ma chi gioca meno degli altri rimane un rincalzo.
Un turn over distante mille anni dalla mazzarriana follia del cambio totale. Una tattica di gioco, un disegno, un progetto, e, soprattutto, un obiettivo: vincere. Senza nascondersi. Si scende in campo per questo. A me piace un allenatore che non solo lo pensa, ma me lo dice pure. Vincere contro le bestie nere e vincere pure bene è impagabile. Il primo posto in classifica e la Juve e l’Inter sotto, un paradiso – 8
Mimmo Carratelli e Ilaria Puglia

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