De Laurentiis deve abbassare la testa, come fece Franco Sensi, o fa bene a proseguire la sua battaglia?

Il sito calcionapoliblog.it riporta uno scritto della Gazzetta dello sport. Eccolo.
“Più che un litigio è stato un monologo: Aurelio De Laurentiis è andato su tutte le furie nel momento in cui ha avvertito una certa ostilità alla sua proposta di introdurre il quarto sponsor sulla maglia. Italo Zanzi, il ceo americano della Roma alla sua prima assemblea, ha assistito alla scena con gli occhi spalancati. Urla e paroloni, altro che board a stelle e strisce. La pazienza del presidente del Napoli è saltata quando l’a.d. della Sampdoria, Rinaldo Sagramola, gli ha fatto notare che il valore economico delle sponsorizzazioni non cresce necessariamente con l’aumento degli spazi commerciali, anzi.

Tesi supportata da uno studio comparativo della Lega: Premier e Bundesliga vanno meglio di Liga e Ligue dove c’è la deregulation. Crescendo – «Con voi della Samp non voglio avere più niente a che fare», avrebbe detto De Laurentiis rivolgendosi poi a tutti con un «non capite niente» e scagliandosi contro il tavolo del presidente Maurizio Beretta con una frase del tipo: «Preparami i documenti peruscire da questa Lega di m…». Quindi via ancor prima della votazione, finita 10-9. Proposta respinta.”

Aurelio De Laurentiis non è nuovo a uscite del genere. Memorabile la fuga in motorino il giorno della compilazione dei calendari. Il nostro presidente ha spesso mostrato di avere ragione nella sostanza e torto nella forma. In questa battaglia, comunque, il presidente non sembra poi così isolato, visto che con la sua presenza la votazione si sarebbe conclusa in perfetta parità. Resta da sciogliere un dubbio tutt’altro che secondario: atteggiamenti del genere possono irritare il Palazzo? E se sì, converrebbe adeguarsi o proseguire la battaglia? Franco Sensi cominciò a vincere solo dopo aver smesso di attaccare Galliani. Ma parliamo di più di dieci anni fa. Preistoria.
Massimiliano Gallo

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