E dai Mimmo, non fare il razionale, Higuain merita dieci

Le pagelle di Napoli-Borussia Dortmund 2-1 REINA 7 – Una sola parata (26’ su Lewandowski), poi sempre attento, sicuro nelle uscite, forse sfiora il pallone sul tiro di Aubameyang che finiva contro la traversa. Nel finale, col Napoli troppo schiacciato, ha comandato la difesa con grande autorevolezza. Ha “spento” all’89’ l’ultima conclusione dei tedeschi (punizione di Reus). Ha fatto dei salvataggi che sembrava stesse fumando il sigaro in veranda per quanto è stato sicuro e netto, ha esultato alla solita, ha caricato i suoi come un pazzo quando c’era da difendere e portare a casa lo straordinario risultato. È contro il mio credo calcistico dargli meno di – 9. MAGGIO 6,5 – Ha imposto l’iniziativa sulla sua fascia. Il terzino Schmelzer non s’è mai staccato dalla difesa. È stato incisivo e concreto. Buona corsa, tocchi immediati a impostare l’attacco. Molto presente e vivace. Con Maggio in forma come un tempo le partite le chiuderemmo al 30°. Voglio di più!! – 7 ALBIOL 7 – Non ha concesso nulla a Lewandowski e si è spinto a centrocampo con grande padronanza per impostare l’attacco. Imbattibile sul gioco aereo. Continuo a trovarlo ottimo – 7,5 BRITOS 6 – Due errori ne hanno “sporcato” la buona prestazione. Quello iniziale su Mkhitaryan e il corto retropassaggio a Reina che metteva in movimento Hofman (79’). Però bravissimo all’86’ quando stroncava la corsa a rete di Aubameyang. Falloso, ingenuo, disattento. Per il salvataggio all’86 gli do la sufficienza. Ma santo iddio, in Champions non si può giocare così! – 6 ZUNIGA 9 – Lasciamo stare il folle colpo di tacco con cui mandava in gol il cross di Reus rimettendo in corsa il Borussia, ma fino a quel momento un giocatore splendido per iniziativa, incisività, sicurezza, corsa. Sulla fascia sinistra è andato come un treno e senza mai perdere palla, senza cercare mai il dribbling complicato. Si guadagna il corner da cui nasce il primo gol: sul tocco di Hamsik pennella il cross per il vantaggio di Higuain. Affonda continuamente sul fianco della difesa tedesca. È rapido, mette in area palloni pericolosi. Mai visto così. Folle, hai detto benissimo. Un partitone straordinario, bellissimo, potente e concentrato, rapido, scattante, affondante, sicuro, e che fa? A un certo punto dimentica che sta giocando contro il Borussia e che sta vincendo 2-0 e respinge la palla come se giocasse in un campetto di periferia. Eccheccazz! – 9 BEHRAMI 7,5 – Il solito leone. Parte su Mkhitaryan e ne smorza ogni velleità difensiva, poi va in pressing su ogni tedesco che avanza. Continua a lottare anche dopo l’ammonizione. Non se ne fa condizionare e a centrocampo non lascia passare nessuno. Cala nel finale e il Napoli soffre. Non lascia passare nessuno, appunto – 7,5 INLER 7 – Non brillante nel primo tempo, solita lentezza, ma attento nei contrasti, viene fuori nella ripresa fino a scoccare un pericoloso tiro dalla distanza che il portiere tedesco para in due tempi. Sale di tono col passare dei minuti ed è utilissimo quando il suo compagno di linea, Behrami, mostra la corda nel finale, stremato dalle corse continue e dal pressing su tutti. Mi basta che sia attento, che non sprechi palle e che vada a coprire dove non ce n’è – 7 CALLEJON 6,5 – Puntuale sotto rete nel finale di gara sull’assist di Mertens, ma fallisce in acrobazia la conclusione (molto difficile). Per tutta la gara un gran lavoro di sostegno al centrocampo nella zona di Reus. Eh, fallisce, ma è potente assai – 7 HAMSIK 6,5 – Ha protetto soprattutto il centrocampo dedicandosi al controllo di Sahin, il regista arretrato della formazione tedesca. Sugli spunti offensivi, ha incontrato la dura resistenza di Bender. Al 61’ non è stato rapido sotto porta a battere in gol la respinta corta di un difensore. Gara di molta sostanza, senza svolazzi geniali. Qualche pallone perso. Usciva nel finale. Anche la sostanza è parte del genio – 7,5 MESTO s.v. – Ha giocato i tre minuti di recupero al posto di Hamsik imbucandosi in difesa sotto la pressione finale del Borussia. Mestamente troppo poco per giudicare – s.v. INSIGNE 8 – Una punizione magica per il raddoppio, un gioiello, una pennellata d’autore dai 25 metri. Il gol ha coronato una prestazione vigorosa, continua, incisiva. In tandem con Zuniga ha disorientato il lato destro della difesa tedesca. Sempre bravo nel difendere palla e nel giochino di rientrare sul destro per il cross. Fuori non di molto il tiro a giro del 13’. Un protagonista. Lascia il campo al 73’. Magnifico, senza neppure l’articolo “il”. Ha inanellato una serie di magie una dietro l’altra, passaggi così precisi da far venire il dubbio fossero telecomandati, ha avuto una visuale di gioco così matura che non sembrava neanche più un “nennillo”. E il gol… sul gol non ci sono parole da spendere. Ha fatto una cosa talmente bella e unica da restare nella memoria – 10 MERTENS 6,5 – Entra per Insigne e si fa vedere subito. Mette in difficoltà i difensori tedeschi con la sua velocità. Impegna il portiere Langerak con una “furba” punizione da sinistra battuta direttamente a rete. Pennella il cross sul quale Callejon non arriva per il gol (80’). Ancora protagonista all’83’ mettendo in area una palla sulla quale è pronto Pandev, ma è altrettanto pronto il portiere a respingere. Finalmente si fa notare. Sì, l’ho notato – 6,5 HIGUAIN 7,5 – Beffa due difensori col colpo di testa che porta in vantaggio il Napoli. Cerca sempre la profondità ed è un continuo pericolo per la difesa del Borussia. Schizza in contropiede alla fine del primo tempo e Weidenfeller deve uscire fuori area per fermarlo, ma il portiere tocca il pallone con le mani e va fuori, espulso. Un colpo di testa fuori, una punizione parata e una conclusione debole da buona posizione sull’assist di Insigne. Un centravanti europeo. Mo, Mimmo, su Higuain non puoi trattenerti, non puoi ricacciare dentro le emozioni, non puoi privilegiare il tuo io razionale. Dico io, non ti appanna la vista la sua potenza? Non ti sorprende il coraggio con cui affronta i contrasti? Cavani, al posto suo, di fronte a Weidenfeller in uscita, si sarebbe fermato per paura. Higuain no: Higuain sa che se mostri di avere paura sei fottuto, che devi andare avanti, dritto in bocca all’avversario, che sarà lui a spaventarsi e a commettere la sciocchezza, l’errore, come infatti è stato. E poi, Mimmo, non ti piace il sorriso con cui gioca? La leggerezza, lo stile, il guizzo costante, la costruzione delle azioni, l’affondare nella difesa avversaria come un cavaliere in armatura su un cavallo bianco, flessuoso, elegante, pulito? A me sì, perciò statti 😉 – 10 PANDEV 6 – Si fa vedere subito in zona-gol battendo a rete l’assist di Mertens, ma Langerak si salva. Qualche buon pallone giocato di abilità, buon contributo nel pressing alto sui difensori del Borussia. Goran ha una cosa dalla sua: anche se attraversa momenti di down ha sempre una lucidità bellissima – 6 BENITEZ 8 – Ha trasformato il “vecchio” Napoli del contro-gioco, che aspettava e subiva per ripartire, in una squadra che, ora, fa gioco, tiene palla, la fa girare ed è rapida nelle verticalizzazioni, una squadra che vuole tenere il pallino del gioco. Un lavoro efficace in due mesi che ha coinvolto tutti i giocatori della “rosa”. Preferisce Britos a Cannavaro: il “capitano” non avrebbe fatto peggio del difensore uruguayano. Paolo si era ben comportato contro l’Atalanta all’ombra di Albiol che gli dà maggiore sicurezza. Insigne sin dall’inizio nonostante le voci della vigilia che davano in vantaggio Pandev. Scelta azzeccatissima. Insigne e Zuniga sulla sinistra sono stati fra i maggiori artefici del successo azzurro. La squadra gioca in serenità ed è il grande vantaggio di quest’anno. Una conduzione pacata, tranquilla, senza stress. E il Napoli gioca come vuole lui: “sin prisa pero sin pausa”. Non so cosa quest’uomo abbia fatto alla squadra. So, però, cosa ha fatto a me: mi ha dato fiducia. Non PUOI vincere se non VUOI vincere. E Benitez vuole, desidera, fortissimamente cerca la vittoria, ce l’ha nel sangue. Nella sua contagiosa pacatezza è “entusiasmante” per ciò che trasmette alla squadra, per la fiducia con cui ricarica e gonfia il petto di tutti noi, a partire dai giocatori. La cosa più bella? Vedere il Borussia steso al suolo dal San Paolo. Si sono cacati sotto, diciamolo: ci aspettavamo uno squadrone e ci siamo ritrovati dei ragazzini al primo vero e grande spettacolo della loro vita, il nostro pubblico, la bolgia. La cosa più straordinaria? Vincere la prima in Champions contro i vice campioni passati e pensare, ad ogni azione, “madonna santa, che squadrone”. Anzi, no, ce n’è un’altra… alzare al massimo il volume del dolby surround, spalancare le finestre e dire a mio figlio: “Ascolta, in nessun altro stadio al mondo si urla così”. Grazie Rafa. Jamm annanz. Sin prisa pero sin pausa – 10. MIMMO CARRATELLI e ILARIA PUGLIA

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