Un anno di transizione, proteggiamo Rafa

“Con tutto il rispetto che ho per Rafa, non vedo il Napoli rinforzato”. Scrive così oggi sulla Gazzetta dello Sport Arrigo Sacchi, a noi non proprio simpatico ma conoscitore di calcio nonché punto di riferimento del nostro allenatore. Forse è opportuno partire dal giudizio dell’uomo di Fusignano per provare a capire quale potrà essere la stagione del Napoli.
La parola più opportuna, probabilmente, è transizione. Fatta eccezione per Hamsik, il Napoli ha perduto tre dei suoi quattro punti di riferimento. Due quest’estate: Mazzarri e Cavani. Ad Aurelio De Laurentiis va riconosciuto il merito di aver evitato il trauma da separazione, la depressione post-abbandono. Ha messo a segno due colpi di sicuro effetto mediatico: prima Benitez e poi Higuain. Due acquisti che sono riusciti a invertire la tendenza. Da sedotto e abbandonato, il Napoli si è trasformato – al pari della Fiorentina – in regina del mercato.
Titolo che quasi mai porta bene, diciamolo. Ma che oggi appare salvifico. Certo, noi tifosi ci aspettiamo sempre di più (il numero di abbonati lo dimostra), anche perché è stato lo stesso De Laurentiis a promettere 124 milioni di investimento, ma è innegabile che gli azzurri siano considerati unanimemente nella terna di favoriti per il campionato.
L’operazione mediatica, quindi, è pienamente riuscita. Ora, però, la parola passa al campo. E l’ambiente dovrebbe essere così maturo da comprendere che dare un impianto a una squadra è un’operazione che richiede più fatica e applicazione rispetto alla conquista di un titolo su un giornale. E qui – l’abbiamo già scritto – occorrerà tutto il peso della società. Occorrerà proteggere il lavoro di Benitez, consentire alla squadra di assimilare la sua idea di gioco. Chi frequenta Castel Volturno sostiene di non avere mai assaporato tanto entusiasmo. Ingrediente indispensabile per raggiungere i risultati.
Si parte contro il Bologna. La stagione sarà lunga. L’ambiente si aspetta grandi cose, forse troppo grandi. Basterà essere tutti all’altezza degli obiettivi. Rafa sembra una roccia e infonde sicurezza. Noi cerchiamo di non spazientirci al primo inconveniente. Occorre pazienza, soprattutto all’inizio. Dipenderà anche da noi la durata della transizione. Dopodiché potremmo pure divertirci molto. Ma diciamolo a bassa voce.
Massimiliano Gallo

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