L’assessore Tommasielli e la cruna del San Paolo

De Laurentiis vuole paglia per cento Cavani, Parigi è pronta ad accontentarlo. Paglia, incarta e porta a casa il Matador. L’ultima scena, capolavoro di Leonardo, il d.s del Paris Saint Germain, si è svolta negli uffici romani del presidente (il Tevere mormorava calmo e placido al passaggio dei 64 milioni di euro in via 24 maggio). Cavani raggiunge Lavezzi a Parigi (una voce pocho fa) e de Magistris annuncia: Cavani liberato. Arrivano in ritardo le due leggi sui rifiuti di Caldoro. Cavani ha già rifiutato di restare a Napoli. Comunque, Parigi val bene una mossa e ora si aspetta che De Laurentiis si muova per rimpiazzare il campione uruguayano. Bassolino direbbe: asso dopo asso. La prima scelta è l’attaccante Dzeko, la seconda sono le cheerleaders. Parliamo di calcio. Non c’è di meglio fra crolli ospedalieri e mense scolastiche avariate. Diceva Benedetto Croce: “Non ne capisco nulla, ma se il Napoli vince sono contento”. Saremo contenti quest’anno? Si parte per il ritiro e si sa che Dimàro è un altro giorno. Non c’è più il capello compatto di Mazzari, la chioma che dava solidità alla squadra. Ci sono la calvizie rassicurante di Benitez e la rotonda pancia spagnola di un uomo tutto palla e paella. Se si va a giocare a Palermo per l’inagibilità del San Paolo il ritorno al Regno delle Due Sicilie sarà totale. Fra il Napoli e il Comune siamo all’ultimo stadio. Chi mette mano all’impianto di Fuorigrotta? Pina Tommasielli, assessore allo sfacelo dei campi, delle palestre, dei palasport e delle piscine cittadine, assicura che a metà luglio il problema sarà risolto. Promessa di marinaio, il risolto alla pescatora? Il vangelo ammonisce: è più facile che Tommasielli passi per la cruna di un ago …
Mimmo Carratelli (tratto da la Repubblica)

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