E se Cavani al Psg si rivelasse una farsa?

E se il trasferimento di Cavani fosse tutta una farsa? Se questa vicenda fosse solo un azzardato e coraggioso colpo di teatro di De Laurentiis? Una clamoroso bluff senza nemmeno un punto incartato?
Eppure ci sarebbero, in teoria, validi motivi per pensare a una precisa manovra occulta. Quale? E perchè poi?
Vale la pena riavvolgere il nastro degli ultimi tre giorni e fare alcune riflessioni.
Intorno alle ore 23 di venerdi, il panico: le agenzie raccontano di un incontro avvenuto a Roma tra il presidente e il dirigente brasiliano, braccio armato degli arabi di Francia. La pattuglia di superesperti di Mediaset si piomba sulla notizia che diviene virale nel giro di qualche minuto: è fatta, Cavani è un giocatore del Psg. A quel punto scattano i toni drammatici: DeLa che prende a calci un giornalista all’uscita dalla Filmauro, i social network che vengono sommersi da ogni tipo di riflessione, considerazione, protesta. Striscioni virtuali sui forum specializzati anticipano di qualche ora lo spettacolo che si sarebbe poi presentato in città: il Matador è alla gogna, è già traditore. Si spazia inoltre dal “presidente pappone” a “il prossimo anno si lotta per salvarsi dalla B”. Insomma, il delirio in ogni dove. Anche sul Napolista. Bisogna dirlo, eh.
Le 48 ore successive sono un susseguirsi di nomi, ipotesi, cifre, diritti di immagine. La storia si ferma alla biglietteria di Capodichino di questa mattina: è stato intercettato Leonardo in ritorno da Ischia. Poche parole, qualcuna forse anche frutto della fantasia di qualche testimone oculare.
Ma, ritornando al motivo di questo pezzo, per quale motivo tutto questo dovrebbe essere un bluff? L’incontro c’è stato, di certo Leonardo non è un vecchio compagno di liceo di De Laurentiis: a Roma si è discusso di 64 milioni di euro, non dei vecchi scherzi ai prof.
E se fosse stato proprio De Laurentiis, con il ritiro alle porte, stanco dei giochetti dei procuratori e consapevole che i francesi sono gli unici a poter garantire il cash, ad avere intenzionalmente accelerato i contatti con Parigi per costringere il Matador a una scelta tutto sommato difficile?
Si rifletta: Edinson voleva la Spagna o, come unica alternativa, l’Inghilterra. Ma Real e Mourinho si sono bruciati con offerte insufficienti. Senza i 63 milioni non ci si sedeva al tavolo. Cavani poi è consapevole dello scarsissimo appeal del campionato francese e in questo senso il feedback negativo proveniente da casa Lavezzi ha fatto letteratura. Inoltre, la presenza di un inamovibile Ibra assume i connotati di una probabile coesistenza difficile: due maschi-alfa dal gol (e dalla stizza) facile a contendersi copertine e riflettori all’ombra della Eiffel.
Calma, calma..già vi sento gridare con rabbia che è inutile farsi illusioni, che al Psg l’ingaggio gli sarebbe raddoppiato e che oggi contano solo i soldi..etc… Lo so. Ma in questo caso Il Matador si troverebbe ad un bivio, tra la gloria di chi lo ama – nonostante tutto – e uno spogliatoio dove sarebbe uno qualunque, in un ambiente che potrebbe spegnerne tutte le velleità. Nell’anno dei Mondiali, tra l’altro, particolare non trascurabile.
Magari i 7.5/8 mln con cui De Laurentiis potrebbe rilanciare dopo un eventuale rifiuto di trasferimento in Francia, però, non sarebbero male. Anzi. Magari ritoccando la scadenza e la clausola. A due passi da Caserta e dal nuovo nido d’amore.
E sarebbe un capolavoro di strategia commerciale con il Presidente che ne uscirebbe ancor più forte, senza manco l’obbligo di reinvestire tutti quei soldi per presunti top player dal rendimento tutto da verificare ma dagli ingaggi faraonici. Un De Laurentiis mago del mercato. Insomma, roba da grandissimo bluff.
Poi magari domani Cavani firmerà, dichiarerà che il Psg era il suo sogno ed a fine stagione lui ed Ibra avranno fatto 80 gol. Beh, a quel punto, pazienza. A quel punto sarà De Laurentiis a non poter più bluffare. Con noi, stavolta.
Marcello Mastice

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