Damiao e tutti questi stranieri, il Napoli di Benitez è un’incognita

Gomez non viene (alla Fiorentina per 16 milioni), Dzeko nemmeno, come faremo? Negredo, lo “squalo” del Siviglia che piaceva a Benitez, è andato al City. Jovetic è una favola estiva (preferisce la Juventus). Lamela è un’affascinante follia. El Shaarawy un obiettivo originale e respinto. De Laurentiis è col cerino in mano (i 63 milioni di incasso per Cavani). Chi prende, chi può prendere, chi vuole Benitez?
All’orizzonte una imbarcata di stranieri (anche Julio Cesar!) e una squadra rivoluzionata. Col 4-2-3-1 del tecnico spagnolo, una difesa oggi tutta da verificare (Maggio, Cannavaro, Britos, Zuniga) in cui i due esterni promettono poco in fase difensiva. Serve assolutamente un centrale di personalità (N’Koulou sfumato).
L’arrivo di Mertens, Gonalons e Callejon da definire squarcia la squadra di Mazzarri. L’ambientamento degli stranieri (Benitez compreso) è più lento rispetto agli italiani. Il modulo è totalmente nuovo. Il Napoli è una grossa incognita, ma sono stati programmati tre anni per arrivare a qualcosa. Questa sarà una insidiosa stagione di rodaggio.
De Laurentiis vuole una squadra di giocatori forti, giovani e tosti. Ma pensare a una squadra-scudetto dando via, un anno dopo l’altro, Lavezzi e Cavani sembra un non senso. Al Napoli 91 milioni di euro. La prima parte (l’incasso per Lavezzi) è stata dilapidata in acquisti discutibili (più il mezzo flop di Inler). Il secondo “tesorone” (la “rescissoria” del Matador) non sta risolvendo il problema più immediato, l’attacco senza Cavani.
Avevamo azzardato una soluzione da fantacalcio (Matri e Quagliarella in un 4-4-2) che non ha avuto eco. Si riparla di Leandro Damiao, escluso dalla Confederations per infortunio muscolare, 23 anni, 76 gol in 139 partite, costo 20 milioni. Sicuramente, è forte, giovane e tosto. Da Palermo indicano Hernandez, reduce da un grosso infortunio a un ginocchio, rottura del legamento crociato anteriore.
Per il momento c’è un vuoto al posto di Cavani. Potrebbe arrivare Damiao (Bigon è in Brasile) sostenuto sulle ali da Callejon e Mertens. Per Lorenzo Insigne ancora panchina e campo. Indefinito il ruolo di Pandev. Incerto il destino di Inler. E c’è De Sanctis scontento (la Roma pronta a prenderlo). Benitez, però, è ottimista perché la “piazza” ha entusiasmo e passione, così dice, e trova giocatori di valore e ha percepito “una fame di successi”. Vuole una squadra competitiva che giochi un bel calcio. La vogliamo tutti, ma è lui che deve plasmarla.
La barba di De Laurentiis non trema. Il presidente è sicuro di avere azzeccato l’allenatore ideale (“un vincente”). Questa è stata la “mossa” per creare una attesa paziente. Basterà il “manico”?
Nel suo apprendistato di napoletanità, Benitez (che twitta molto) ha chiesto dieci posti di Napoli da visitare. Non escluderemmo Palermo, lo stadio di Palermo, dove il Napoli rischia di andare a giocare per le “difficoltà” del San Paolo.
Hola, Rafa! C’è proprio un Napoli da inventare, le certezze del passato sono state cancellate. Benitez è la grande scommessa di De Laurentiis. Ricomincio da te, gli dice il presidente parodiando Massimo Troisi.
MIMMO CARRATELLI

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