Il 22 giugno la Iglesia maradoniana festeggia la Pasqua

Finale Argentina – Inghilterra, mondiali del Messico 1986.
E fu la storia del titano che tentò la scalata all’Olimpo, un D10S che fa concorrenza a un dio.
Dodici anni dopo quella partita nasce l’“iglesia maradoniana”, una chiesa che celebra la religione del calcio, dove
si venera Maradona, il dio supremo del pallone. […]
Secondo il nuovo culto, gli anni si contano a partire dal 1960, il suo anno di nascita, d.D. (dopo Diego) e la Pasqua, naturalmente, è fissata al 22 giugno, il giorno della celebre partita Argentina-Inghilterra, il giorno in cui l’uomo si manifestò in tutta la sua potenza divina.
«È stata la manos de Dios», disse Maradona, un atto di giustizia per vendicare l’occupazione inglese delle Malvinas (Falkland, per gli inglesi) del 1982. Ma forse, peggio, fu dimostrare un attimo dopo di essere il più grande calciatore di tutti i tempi, dopo aver dribblato tutti gli avversari che provarono a ostacolarlo nella sua corsa dalla linea di centrocampo alla porta difesa da Peter Shilton. Un gol che era un sogno, un uomo solo contro tutti. Un’azione cominciata e finita sullo stesso piede, dove nessuno poté fare niente. Incantati imbambolati annichiliti, gli avversari non hanno storia. L’Inghilterra per quel risultato andò fuori dai mondiali. Quel gol rimase come lo schiaffo in faccia di uno scugnizzo a uno degli stati più potenti del mondo.
Il 22 giugno è anche il giorno dei battesimi, l’aspersione con acqua santa che introduce i fedeli di fatto nella nuova
religione. Mano destra sulla biografia “Yo soy el Diego” e formula del giuramento. Ai due fondatori anche il compito di unire i maradoniani in matrimonio, mano sulla palla…
Agnese Palumbo e Maurizio Ponticello
tratto da Misteri segreti e storie insolite di Napoli (NewtonCompton)

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