Caro tifoso, prendine atto: Napoli è provincia

“Cavani vattene!” Qualche capa gloriosa mette qualche striscione in giro per la città e la notizia fa il giro del mondo. A differenza di Max io non credo nel “complotto-messa in scena” abilmente organizzato. Anche se non mi sento di escludere del tutto, perché come diceva un personaggio “moderatamente” celebre appena scomparso: a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina…
Siamo nella città dove succede tutto e il contrario di tutto. Nella città dove i semi-sconosciuti Hamsik e Lavezzi vennero accolti con i fischi dai tifosi nel giorno della loro presentazione, per non ricordare i patimenti dello “scambio” Quagliarella-Cavani. Meravigliarsi della contestazione a Cavani, reo di non amare alla follia quanto il Real la nostra squadra, ci può stare.
È difficile però stare nella testa di queste persone che contestano. E non riesco proprio a capire perché a queste persone non venga proprio alla mente di quanto sia normale che un calciatore preferisca il Real Madrid al Napoli. Tra l’altro andando a guadagnare assai di più. Fosse napoletano capirei pure, forse. Ma Cavani è uruguayano, tra l’altro di Salto (da una maglia all’altra probabilmente).
Non ci si rende contro che nel mondo del calcio, soprattutto confrontandosi in Europa, Napoli è provincia. E il provincialismo va saputo accettare. Il napoletano invece, non essendo abituato per censo ad essere provinciale, non lo sa accettare. La coppa Italia e pure gli scudetti di Diego non bastano a coprire il gap con il Real Madrid, bisognerebbe farsene una ragione.
Poverini questi tifosi. Anni di “sciroppamento” di Corrieri e Gazzette varie che raccontano di un “San Paolo stadio più bello del mondo”, marpioni di calciatori/allenatori/presidenti che dichiarano “Non esiste una piazza più calda e passionale di Napoli”, opinionisti che parlano di “Entusiasmi e incantesimi napoletani” hanno completamente trasformato (e devastato) l’immagine iconica che il napoletano ha della propria squadra e, a volte, pure della propria città. Ma se cento sindaci incapaci (pur impegnandosi assai) non sono riusciti e non riusciranno mai a scalfire la bellezza e la storia di Napoli, bisogna prendere atto che, nella stessa misura, neppure MaraDio è riuscito in soli sette anni a portare la squadra al blasone di certe squadre.
Vorrei dire a questi tifosi “scienziati” che purtroppo dovrebbero rendersi conto che, nonostante il mega presidente hollywoodiano, il Napoli non è ancora diventato appetibile come il Barcellona o il Real Madrid. E Aurelione non è ancora uno sceicco che può offrire a Cavani 15 milioni di euro all’anno. E fa pure bene il presidente.
Caro tifoso che godi alla cessione di Cavani, cosa posso dirti? Te lo meriti proprio il presidente che ti “vende” la napoletanità a basso costo spacciandosi egli stesso per strenuo difensore della nostra tradizione. Te lo meriti il raccontino dei “pippiamienti di ragù” e del “Surdato ‘nnammurato” versione remix che fa molto cool, young e checazz. In fondo per te è importante che il calciatore ti dica di amare la maglia dal profondo del cuore e che mai ti tradirà.
E allora, caro tifoso, se dovessi dedicarti io uno striscione, sai che ti scriverei? OH TIFOSO DAMMI RETTA, MONTERVINO E’ L’UNICO CHE TI RISPETTA. In fondo questi calciatori qua ti rispettano assai, pure Grava e Montesanto eh….
Quanto è bello il San Paolo, c’è il tifo più bello del mondo… Chissà magari domani lo dirà pure Benitez in conferenza… Eppure viene dall’Anfield Road… You’ll never walk alone… Pure se Cavani la strada vuole cambiarla eccome…
Valentino Di Giacomo

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