Antonio Corbo e il nuovo Napoli

“Stile, acquisti, modulo” è il titolo dell’analisi che Antonio Corbo firma oggi su Repubblica-Napoli. Il senso del suo articolo è riassumibile nella frase che chiude il pezzo: “Per tutto il Napoli la vita ricomincia a 9 anni, per Bigon a 42”. A parte la stoccata – ma con un giudizio positivo sul futuro – al direttore sportivo, già in passato discusso da Corbo per la sua subalternità, tecnica e psicologica, verso Walter Mazzarri e per l’inadempienza nello svolgere una funzione di mediazione fra tecnico e società, l’articolo è una analisi “ottimistica” sulla squadra e la società che vanno prendendo forma in questi giorni. Rafa Benitez è “una grande firma senza peccati di vanità. Un tattico flessibile in grado di conciliare la qualità dei giocatori con il modulo”. Corbo descrive – e apprezza – il metodo con il quale De Laurentiiis ha identificato in Benitez il successore di Mazzarri e aggiunge: “[il venti maggio] si rassicurò De Laurentiis ascoltando Benitez: (…) venne fuori il calciatore tipo: ragazzi tra i 23 e i 27 anni, forti ma inesplosi, tatticamente duttili e molto ambiziosi, con ingaggi ragionevoli. Non i top player, quindi…” Corbo, anche nel suo blog (qui linkato), disegna un Napoli che prova a fare un salto di qualità nella cultura industriale e nella visione tecnica. Una squadra che quindi si ridisegna e si riorganizza. Un salto culturale che richiede – questo lo aggiungiamo noi del Napolista – anche pazienza di attendere che il grande risultato maturi. Perché, come scrive Corbo: “De Laurentiis aveva due soluzioni. Un allenatore che prendesse la squadra dove Mazzarri l’aveva lasciata: quindi Maran o Pioli. Più rischiosa ma suggestiva la seconda: considerare il secondo posto come l’ultima stazione, dimenticare quel capolinea. e riaprire un ciclo”. E’ l’impostazione giusta con la quale guardare a ciò che accadrà nei prossimi mesi, diciamo noi del Napolista.

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