L’Equipe paragona Edinson a un dipinto di Raffaello

Ora lo desiderano anche a Parigi. Come a Manchester, a Londra, a Madrid. “Cavani, il talento fa fede”, gioca con le parole il quotidiano sportivo francese L’Equipe che ieri ha dedicato mezza pagina al fenomeno di Napoli, alle impressionanti cifre (1 gol ogni 113 minuti) che fanno di lui il terzo miglior attaccante d’Europa degli ultimi tre anni. Più di Edi hanno segnato solo Messi e Cristiano Ronaldo. Nel ritratto firmato da Mélisande Gomez, Cavani è un uomo “che raggiungerebbe il buon Dio anche senza confessione”, con “le ciocche scure romantiche che gli accarezzano le spalle, il viso dolce come in un dipinto di Raffaello, la voce calma e riposata, dove non scappa mai un tono più alto di un altro”.

L’Equipe racconta come il calcio sia un pezzo decisivo di casa Cavani. “Aveva 20 anni quando uno dei suoi compagni di squadra, a Montevideo, gli fece incontrare Cristo. Era ancora più giovane quando suo padre lo lanciò dietro un pallone. Tra i Cavani, che vivono a Salto, vicino al confine argentino, il calcio è un affare di famiglia: il padre, Luis, è un ex allenatore internazionale; il fratellastro Walter Guglielmone è attaccante, due volte in nazionale in passato, e tra l’altro all’Ajaccio; il fratello minore, Christian, gioca in difesa, a Salto”. Un’infanzia che Cavani ricorda così: “Sono nato giocatore di calcio, prima di saper camminare, stavo già correndo dietro un pallone. In Uruguay, c’è un campo di erba o sabbia ogni cento metri. È là che ho imparato”.

E poi la sua adolescenza difficile per via di un fisico gracile, il primo contratto soltanto a 19 anni, l’arrivo a Palermo nel 2007. “L’attaccante – scrive L’Equipe – trova la terra del nonno, nativo della provincia di Modena e rapidamente ottiene il passaporto italiano”. L’esplosione quando Zamparini esonera Guidolin, dopo la cessione di Amauri alla Juventus. Infine il Napoli. “Il seguito è noto: gol con la pala, tifosi in delirio, ritorno del Napoli in Champions, prolungamento del contratto e clausola fissata a 63 milioni. A Napoli, Cavani ha trovato un allenatore giusto per soddisfare i suoi desideri ed evolvere in punta. Nel 3-4-2-1 di Walter Mazzarri, l’uruguaiano gioca davanti a Lavezzi e Hamsik, che gli distribuiscono ottimi palloni. Al di là dei gol, una cosa impressiona: atleta instancabile, Cavani difende, contrasta, parte a sinistra e poi a destra”. Il quotidiano francese riporta anche un giudizio di Ciro Ferrara: “Cavani corre su tutto il fronte dell’attacco e non dà alcun punto di riferimento al suo difensore, e appena ha un pochino di spazio, colpisce”.

E sul futuro? L’Equipe scrive che Cavani non lascia insensibile Leonardo (beh, certo, sarebbe strano se chiunque fosse insensibile a questo Cavani), ma riferisce frasi in cui Edi non si sbilancia. “Lui assicura di non avere alcun progetto di carriera – scrive Mélisande Gomez – né idoli sulle cui tracce mettersi”. E Cavani spiega “Non ho mai amato gli idoli, ne ho sempre e solo avuto uno: il calcio”.
Desmond Digger

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