I cinque secondi posti del Napoli, da Pesaola a Mazzarri

Cinque volte il Napoli si è piazzato secondo in campionato. La prima volta fu l’impresa di Pesaola con i gol di Altafini (1967-68). Poi il duello del Napoli di Vinicio con la Juventus per lo scudetto (1974-75). Quindi le due volte con Maradona (1987-88 e 1988-89). Infine, la cavalcata di quest’anno con Mazzarri. Otto volte il Napoli è finito terzo (nel 2010-11 ancora con Mazzarri).

1967-68 – LA PRIMA VOLTA
Napoli secondo per la prima volta, Bruno Pesaola in panchina. Gioacchino Lauro, 47 anni, presidente, acquista Zoff, Pogliana e Barison che doveva fare da “nurse” a Josè. Alla nona giornata, il Napoli è in testa al campionato sostenuto dai gol di Altafini. Il Milan pareggia al San Paolo (1-1) e conduce il campionato. Alla fine del girone d’andata il Napoli è terzo, tre punti dietro il Milan e il sorprendente Varese.
Il Napoli sfida Juventus, Fiorentina e Torino per il secondo posto (il Varese cala). Perde a San Siro il confronto diretto col Milan (1-2, gol di Prati al 90’) e si allontana di 7 punti dai rossoneri, ma conquista il secondo posto e non lo molla sino alla fine. Altafini è un implacabile cannoniere (13 gol). Due consecutivi successi esterni sostengono il gran finale degli azzurri: 2-1 sul campo del Torino in gol Canè e Altafini, 2-1 sul campo dell’Inter in gol Canè e Barison.
Il merito fu di Pesaola che isolò la squadra dal caos in società dove c’era chi si augurava che il Napoli perdesse per defenestrare il petisso che, dopo ogni vittoria, telefonava in sede: “Scusate, ma abbiamo vinto”. Sivori giocava poco e col rientro di Fiore nella società puntava a fare l’allenatore. Alla fine il Milan vinse lo scudetto con 9 punti di vantaggio sul Napoli.

1974-75 – L’IMPRESA CON VINICIO
Secondo anno di Vinicio con Burgnich e La Palma a rafforzare la difesa, Massa a rendere frizzante l’attacco, Rampanti a mettere ordine. Formazione votata all’attacco col sostegno di Clerici (14 gol) e Braglia (12), zona mista. Juliano capitano. Altafini e Zoff ceduti alla Juventus due anni prima (1972-73).
Prima degli anni di Maradona, è la sfida più appassionante per lo scudetto. Un lungo duello con la Juventus. Il Napoli infila nove partite senza sconfitte (3 vittorie, 6 pareggi) e si mantiene a due punti dalla Juve capolista. L’intoppo accade alla 10^ giornata nel confronto diretto al San Paolo.
Il Napoli, spremuto e stanco, è reduce dalla trasferta di Ostrava per recuperare in Coppa Uefa senza riuscirci (ottavi di finale) e viene strapazzato dalla Juventus. Prima sconfitta degli azzurri. Erano stati battuti a Fuorigrotta dai cecoslovacchi del Banik (0-2) e Vinicio aveva ordinato una furiosa rimonta a Ostrava. Fu una partita eroica, giocata nel fango e finita in parità (1-1) con l’eliminazione del Napoli.
Stremata, la squadra affrontò la Juve e venne scossa da un mortificante 6-2. I fautori del gioco all’italiana irrisero alla zona mista di Vinicio. Ma fu determinante il pesante viaggio in Cecoslovacchia. Questa fu la sequenza dei gol: 27’ Altafini, 37’ Damiani rigore, 41’ Damiani, 51’ Bettega, 62’ Clerici, 70’ Causio, 73’ Clerici, 84’ Viola.
Implacabile fu il contropiede della Juventus. Il Napoli giocò con Carmignani; Bruscolotti, Pogliana; Burgnic, Landini, Orlandini; Rampanti (46’ Ferradini), Juliano, Clerici, Esposito, Braglia. La Juventus, allenata da Parola, schierò Zoff; Gentile, Cuccureddu; Furino (80’ Viola), Morini, Scirea; Damiani, Causio, Altafini, Capello, Bettega.
Il Napoli ripiegò a quattro lunghezze dai bianconeri. La domenica successiva pareggiò a Terni (0-0), mentre la Juve batteva il Cagliari (1-0), e il distacco dal primo posto della Juve aumentò a 5 punti, il massimo vantaggio dei bianconeri. Si ridusse a quattro dopo il pareggio del Napoli sul campo dell’Inter (0-0) e il passo falso della Juventus a Roma contro la Lazio (0-1, autogol di Scirea).
La sconfitta con la Juve era stata accompagnata da disordini e il San Paolo fu squalificato per due giornate. Il Napoli giocò a Roma contro il Torino (1-0) e il Varese (3-0). Fra le due gare perse a Bologna (0-1, rigore di Savoldi) e la Juve riportò il vantaggio a cinque punti.
Nel girone di ritorno, il Napoli infilò un’altra serie strepitosa, nove partite senza sconfitte (5 vittorie, 4 pareggi). Con la Juve battuta in trasferta dalla Roma (0-1, autogol Morini) e poi nel derby col Torino (2-3), il Napoli si riavvicinò a due punti dai bianconeri alla vigilia del confronto diretto, come era successo all’andata. E ancora la Juve ebbe la meglio (2-1). A Torino, vantaggio di Causio (19’), pareggio di Juliano (59’) che si vide sventare da Zoff la palla del 2-1 per il Napoli e Altafini, subentrato a Damiani nell’ultimo quarto d’ora, siglò il 2-1 per i bianconeri all’88’. Per Josè, che aveva giocato nel Napoli sette campionati fino a due anni prima, fu coniata la definizione di core ‘ngrato.
Il duello con al Juve continuò. Il Napoli si riprese tramortendo la Ternana (7-1), battendo l’Inter (3-2) e il Bologna (1-0) dopo avere pareggiato sul campo del Torino (1-1). A due giornate dalla fine, gli azzurri si riportarono a due punti dalla Juve battuta a Firenze (1-4). Il Napoli concluse il torneo vincendo a Varese (2-0) e la Juve stracciò il Vicenza (5-0). Scudetto alla Juve con due punti di vantaggio.
Il Napoli fu frenato dai pareggi (13), dalla incapacità di vincere fuori casa (la sola vittoria a Varese, 12 pareggi, 2 sconfitte) e dai confronti diretti persi con la Juventus. I bianconeri vinsero 18 partite, il Napoli 14. Gli azzurri furono sconfitti solo tre volte, la Juve cinque. L’attacco del Napoli (50 gol) segnò un gol più di quello juventino.

1987-88 – QUEL SORPASSO DEL MILAN
Arriva Moggi, se ne va Pierpaolo Marino. Terzo anno di Ottavio Bianchi, quarto di Maradona. Nuovi acquisti: Careca e Francini. Nasce la MaGiCa (Maradona, Giordano, Careca). Girone d’andata a spron battuto. Aiuta, alla terza giornata, l’oggetto contundente che alla fine del primo tempo colpisce Renica a Pisa (sul campo 1-0 per i toscani, 2-0 a tavolino).
Dodici partite iniziali senza sconfitte, 27 giornate in testa al campionato. Il crollo, anche fisico, con Bagni azzoppato, a tre giornate dalla fine. Il Milan di Sacchi concluse il suo inseguimento vincendo 3-2 al San Paolo e sorpassando il Napoli in classifica. Il Napoli giocò con Garella; Bruscolotti (73’ Carnevale), Ferrara; Francini, Bigliardi, Renica; Careca, De Napoli, Bagni (56’ Giordano), Maradona, Romano. Il Milan schierò: Galli; Tassotti, Maldini; Colombo, Filippo Galli, Baresi; Donadoni (46’ Van Basten), Ancelotti, Virdis (82’ Massaro), Gullit, Evani. I gol: 36’ Virdis, 45’ Maradona, 68’ Virdis, 76’ Van Basten, 78’ Careca.
Maradona non giocò la successiva partita a Firenze (altro 2-3) mentre il Milan era ancora a tiro, a un punto. Dopo Firenze, scoppiò la rivolta dell’11 maggio contro Bianchi. Ferlaino confermò la fiducia all’allenatore e allontanò i quattro giocatori della rivolta: Garella, Giordano, Bagni e Ferrario.
Il Napoli concluse il campionato alle spalle del Milan, tre punti sotto. Della squadra dello scudetto dell’anno prima c’erano ancora Garella, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Giordano, De Napoli, Romano, Maradona, Carnevale, Bigliardi, Bruscolotti, Sola, Di Fusco.

1988-89 – DIETRO UN’INTER-RECORD
Ancora con Maradona e Bianchi. Via i quattro della rivolta (Garella, Giordano, Bagni, Ferrario), arrivano Giuliani, Fusi, Corradini, Crippa, Alemao. E’ un Napoli che segna a raffica (8-2 al Pescara, 5-3 sul campo della Juventus, 4-1 al Milan). Careca brilla con 19 reti (quattro doppiette), Carnevale 13 gol (una tripletta, due doppiette), Maradona 9 reti (tre doppiette). Ma contro l’Inter di Trapattoni con Zenga, Bergomi, Brehme, Serena, Berti, Diaz, Mattheaus, non c’è niente da fare. E’ un’Inter da primati: 26 vittorie su 34 partite.
Il Napoli l’insegue da vicino sino alla 23^ giornata quando gli azzurri crollano in casa contro la Juventus (2-4), vendetta dei bianconeri della batosta subita all’andata. Il vantaggio dell’Inter sale a 6 punti, poi a 9 con la sconfitta nel confronto diretto a San Siro (1-2), infine a 11 punti che sarà il distacco finale del Napoli dall’Inter campione d’Italia.
Girone d’andata da 27 punti, Napoli secondo a una lunghezza dall’Inter (0-0 al San Paolo contro i nerazzurri). Calo nel ritorno (20 punti contro i 30 dell’Inter). Terzultima giornata ad Ascoli (0-2). Bianchi, furente, al 79’ sostituisce Careca col portiere di riserva Di Fusco. E’ l’ultimo anno di Bianchi. Il Napoli vince la Coppa Uefa.

2012-13 – NEL SEGNO DI CAVANI
Con De Laurentiis e Mazzarri, il Napoli centra il secondo posto dopo il terzo di due anni prima. Per la quinta volta nella sua storia il Napoli è secondo. Conclude il campionato alle spalle della Juventus, 9 punti sotto. Migliore attacco del campionato (73 gol) e Cavani capocannoniere con 29 reti. Hamsik re degli assist (14), secondo in Europa dietro Iniesta del Barcellona.
La caccia alla Juve campione d’Italia si apre immediatamente. Fino allo scontro diretto con i bianconeri a Torino, gli azzurri infilano sette risultati utili (6 vittorie e un pareggio). Juve e Napoli sono appaiati in testa a 19 punti. La sfida di Torino si risolve negli ultimissimi minuti con i gol di Caceres (80’) e Pogba (82’). Il Napoli gioca una partita guardinga, non dà il meglio e incappa nella prima sconfitta. La Juve, in testa, si avvantaggia di tre punti.
Battuto a Bergamo (0-1), il Napoli perde il passo e poi non approfitta della sconfitta interna della Juve con l’Inter pareggiando al San Paolo col Torino (1-1, Sansone al 92’ dopo il gol di Cavani). La Juve mantiene il vantaggio di 5 punti sugli azzurri.
Il duello continua e, con la sconfitta dei bianconeri a San Siro contro il Milan (0-1), il Napoli si riporta a due punti dalla Juve alla 14^ giornata vincendo a Cagliari con un gol di Hamsik. Torna, però, il distacco di 5 punti quando il Napoli perde a San Siro contro l’Inter (1-2). Proprio i nerazzurri si inseriscono al secondo posto, il Napoli scala al terzo battuto al San Paolo dal Bologna (2-3 gol di Kone e Portanova negli ultimi quattro minuti).
Anche la Lazio si fa sotto per la piazza d’onore che vale la qualificazione diretta alla Champions. Il Napoli sbaraglia la Roma (4-1, tripletta di Cavani), la Juve perde in casa con la Sampdoria (1-2, doppietta di Icardi). Siamo alla fine del girone d’andata. La classifica: Juventus 44, Lazio 39, Napoli 37 ma con due punti di penalizzazione per il “caso” Gianello.
Recuperata la penalizzazione, il Napoli si riavvicina alla Juve a 5 punti. Dopo la sconfitta con la Samp, la Juve rallenta (due pareggi) e gli azzurri si portano a 3 lunghezze dai bianconeri per due sole giornate. Il Napoli pareggia a Roma con la Lazio (1-1, gol di Campagnaro) e la Juve si stacca nuovamente a 5 punti. Ma non è finita.
La Juve perde a Roma (0-1, Totti), però il Napoli non ne approfitta (0-0 al San Paolo con la Sampdoria) e si blocca a 4 punti dai bianconeri. L’occasione-scudetto sfugge. La Juve si avvantaggio prima di 6 punti, e mantiene il distacco pareggiando a Napoli (1-1, gol di Inler), poi sale a 9 punti con la sconfitta del Napoli a Verona (0-2 dal Chievo).
I bianconeri con otto vittorie consecutive sono inattaccabili. Il Napoli, dopo il confronto diretto con i bianconeri e la sconfitta di Verona, replica con otto vittorie, ma pareggiando a San Siro con il Milan (1-1, gol di Pandev) va sotto di 11 punti. Ora si tratta di difendere il secondo posto dalla rimonta del Milan e dall’avvicinamento della Fiorentina. Il Napoli resiste. La Juve nelle ultime due partite fa un solo punto (1-1 col Cagliari, 2-3 a Genova con la Sampdoria che l’aveva battuta anche all’andata), il Napoli perde all’ultima giornata sul campo della Roma (1-2). Scudetto bis per la squadra di Conte, secondo posto per il Napoli a 9 punti dai bianconeri.
MIMMO CARRATELLI

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