Ci risiamo: tutti dietro e il Napoli non ha soluzioni

Il Napoli torna da Catania con un punto. Intendiamoci, il bicchiere è e deve essere mezzo pieno. Il Massimino è uno stadio maledetto per il Napoli, ma soprattutto è una roccaforte da cui poche squadre usciranno con dei punti. Il Catania ha una bella squadra, ottimi elementi e una buona difesa. E ha avuto tutta la settimana per preparare la partita.

Certo. C’è il fatto che il Catania giocava in dieci. Ma qui la faccenda si fa più complessa. Dovendo evitare tracolli dopo l’espulsione di Alvarez, Maran decide di rinunciare all’attacco e di difendersi con 8 uomini su 10. E, nella sua semplicità, questa è la tecnica più facile per fermare il Napoli. E magari pungerlo anche in contropiede.

Come succedeva l’anno scorso, le squadre che si chiudono tutte in difesa ci mettono in crisi. Non c’è niente da fare. E il bello (anzi il brutto) è che la notizia ormai è nota. Se io fossi in Cosmi, Di Carlo, Pioli e compagnia non avrei dubbi: a Napoli (ma anche in casa contro il Napoli) tutti dietro alla palla e poi ripartenze in contropiede.

Questo è davvero il difetto del Napoli. Per carità, qualunque squadra faticherebbe a sfondare una difesa ben piazzata con 8 uomini dietro alla palla. E il teorema non è sempre esatto perché qualche volta ti può andar bene e riesci sbloccare comunque la partita. Ma è innegabile che contro queste squadre il Napoli va in crisi, anche perché non riesce a dare ritmo, si incaponisce e si innervosisce. Finendo per giocare male.

Accorgimenti? Migliorare sui calci piazzati, diretti e indiretti (su questi ultimi, quanto sarebbe utile avere Britos e Fernandez che saltano in area) e sul possesso palla. Che deve essere però veloce, ritmato, alla spagnola, in modo da “aprire” le difese avversarie e favorire gli inserimenti in zona gol. E poi tirare di più da fuori area. In fondo i tiratori non ci mancano: Cavani, Pandev, Hamsik, Inler, Dzemaili, Insigne hanno tutti un buon tiro. Tiriamo: perché se la difesa è piazzata non può comunque evitare i tiri da fuori.

Speriamo che Mazzarri sappia rimediare in fretta. Intanto portiamoci a casa questo punticino. Non è detto che la Juve non ci perda a Catania. E magari anche a Firenze. Ma noi abbiamo la Lazio: partita dura, ma almeno non c’è più quel “catenacciario” di Reja…
Dario Bevilacqua

Correlate