È un giorno di grande malinconia, il Pocho ha colmato 15 anni di vuoto cosmico

Ho sperato sino alla fine. Ho sperato che non si verificasse ciò che in fondo tutti sapevamo. Ho sperato in un finale a sorpresa che solo Hitchcock o Agatha Cristie potevano architettare. Ho sperato, col passare dei giorni, anche a soluzioni più ovvie e banali.Chessò, il Presidente che, per esempio, spegnesse col piede un cicca sul tappeto persiano da 28/29 milioni di euro nell’ufficio dello sceicco, o che Bigon mandasse all’aria la cessione perché nel contratto c’era una postilla in cui si richiedeva, oltre all’acquisto di Lavezzi anche quello di Kabine, almeno la metà del cartellino di Fideleff, l’ingaggio di un anno di Chavez come pizzaiolo nel ritiro della squadra parigina e 12 anni, con opzione per il 13 esimo, dell’avvocato Grassani come portiere, ma che inspiegabilmente è stato rifiutato.

Ho sperato in un intervento disperato di Mazzarri che raccontasse alle tv le ultime confidenze del Pocho: questi ultimi 3 anni e mezzo sono stati straordinari e Ancelotti e Leonardo sono due gran facce da… Ho sperato l’impossibile. Anche che Yanina fosse scartata dalle passerelle parigine perché la mozzarella di bufala di Caserta le ha procurato una improvvisa ed irrimediabile cellulite. Oggi, dopo 5 anni, il Pocho abbandona Napoli.

So che in questi giorni è stato scritto di tutto e so che il sottoscritto ne ha parlato continuamente, ma il dispiacere è ora reale. Gli addii sono tosti quando chi va via ha lasciato qualcosa. Ma vorrei che questo addio passasse quasi inosservato, solo il tempo di questi mesi estivi prima di ricominciare. Non parlarne, non sentirne la necessità, vorrebbe dire che la squadra lo avrebbe sostituito adeguatamente e che si troverebbe in posizioni di classifica tali da non indurre in rimpianti. Un po’ come tutti quei fischi di rabbia a lui indirizzati che si son trasformati in applausi soddisfatti nella notte di Roma.

Mi auguro che il Pocho sarà ricordato come uno che ha spianato la strada a grandi vittorie. E che le emozioni che ci ha regalato siano state solo l’antipasto degli strepitosi successi a cui, a breve, assisteremo.

Di contro, siccome manca ancora molto all’apertura delle ostilità, oggi, un velo di malinconia mi avvolge. E pensare che qualcuno sia contento di questo addio mi atterrisce. Per me è ancora inspiegabile. Mi sembra di rinnegare 15 anni di vuoto cosmico. Non ho sofferto per l’addio di Careca, nonostante mi facesse impazzire, perché aveva fatto il suo. Sono impazzito invece per quello di Zola che andò ad arricchire l’Emilia. Non soffrii per Fonseca perché in fondo non l’ho mai amato. Mentre mi bruciò l’addio di Schwoch che avrebbe meritato la serie A. Poi, il vuoto. Per ricordarci uno che saltasse l’uomo dobbiamo retrocedere a Pasino o Robbiati (?!) e per ricordarci un barlume di emozione, dobbiamo ritornare ad Arturo Di Napoli o a Stellone. Poi, il sotto vuoto.
Il Pocho non é un fuoriclasse ma un ottimo giocatore che infiamma i deboli di cuore. E io sono un debole di cuore, per fortuna, e da oggi, seguirò il Psg un po’ come seguivo il Parma alla fine degli anni 90. E poi sono convinto che farà grandi stagioni. Per lo meno lì, a Parigi, dovrà sopportare il paragone al massimo con Weah, Raì e Ginola.

Mai visto nella storia del calcio che un giocatore con media 7/8 goal a campionato sia stato valutato 29/30 milioni (58/60 miliardi di lire). Sarò accecato anche dal troppo amore, ma siamo tanto sicuri che sia un paccò? No, perché altrimenti mi dedico ai tappeti persiani. Costano lo stesso e se si bucano non lasciano questa malinconia…

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Gianluigi Trapani

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