Ma quale biscotto, rischiamo di mangiarci il limone

Vogliamo il finale da famiglia felice del Mulino Bianco, per restare in tema – biscotto? E allora fuori i gol. L’Italia è così. Ci ha sempre fatto soffrire. Gli ultimi due Mondiali vinti, quelli con Lippi e Bearzot (gli unici due che ho davvero vissuto) sono stati l’epilogo di un percorso tormentato e criticato, pure nei rapporti con i media. Gli Europei sono importanti più per il team di Prandelli che i tifosi. Una vittoria (o un onorevole piazzamento) cancellerebbe fiumi di inchiostro polemico sul calcio scommesse, i fidanzati di Cecchi Paone e i vaffa di Balotelli. Gli azzurri che stravincono ogni partita, stile Barcellona, non sono mai esistiti. Ogni partita è il cosiddetto “schiattamento in corpo”. Alla vigila del match decisivo con l’Irlanda la domanda più intelligente, come al solito, l’ho sentita al bar da un intellettuale con Corriere dello Sport sotto al braccio. Sorseggiando il caffè si è inserito nel discorso di noi colleghi intellettuali spaccati tra vongole appena acquistate, Mattino e Repubblica: “Parlate di biscotto tra Spagna e Croazia. Ma siete sicuri che contro l’Irlanda vinceremo? La palla dentro, chi la butta?”. Come un flash, mi è tornato in mente quel Bologna Napoli con l’addio di Marco Di Vaio. I felsinei nulla avevano da chiedere al campionato, eppure ci hanno castigati, cancellando ogni nostra speranza Champions. Ma torniamo all’essenza, quella che mi ha fatto litigare con decine di amici: Cavani è cento volte più importante di Lavezzi perché segna 30 gol a stagione. Glieli ha fatti segnare il Pocho? Quest’anno sapremo la verità, se davvero l’argentino va al PSG. Nell’undici di Prandelli, i gol chi li realizza? Cassano mi è anche simpatico: “Ma quale polemica, non ho nulla contro i froci, sono nello spogliatoio con zingari e negri”. Forse tamarro ma efficace. La verità è che di gol, Fantantonio, non ha mai fatti tanti. Mario Balotelli? Grandi potenzialità, finora inespresse. Giovinco? Mah! La speranza è Di Natale, reduce da alcune stagioni magiche con l’Udinese. A costo di essere ripetitivo e banale, ricordo a tutti che per vincere bisogna segnare almeno un gol più degli avversari. Andatevi a rivedere le partite: di occasioni create ne abbiamo avute, e non poche. Ma nessuno ha finalizzato. Non pensiamo al biscottone tra i campioni del mondo e i croati. Pensiamo a buttarla dentro. Perché se la Spagna batte la Croazia e noi perdiamo (o pareggiamo) con l’Irlanda, altro che biscotto. Gli iberici, in coro, ci hanno già preparato il coretto di sfottò: “Magnateve o limone, tiè tiè tiè”. Giuseppe Pedersoli

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