Abbiamo fatto come i milanisti che fischiarono Maldini. Siamo tifosi irriconoscenti

Non ha mai chiesto un trono o di essere considerato un Masaniello, tanto meno un dio. Non ha mai dichiarato amore eterno, non ha mai parlato di seconda casa o di seconda pelle. In 5 stagioni avrà baciato la maglia, se lo ha fatto, una volta all’anno. “A Napoli sto bene” queste le semplici parole quando gli si chiedeva del suo futuro. I tifosi, la città, gli hanno dato tanto, lo hanno coccolato ed anche viziato, ma ha sempre ripagato sul campo con la generosità di pochi.  Gli si imputa scarso impegno negli ultimi tempi, ma si dimentica che nei momenti difficili, spesso e volentieri, si è messo la squadra sulle spalle trascinando anche coloro che avevano bisogno di rifiatare. Ha giocato spesso con infiltrazioni. Dal primo giorno è stato l’artefice, insieme ad altri, di una crescita esponenziale, di una società e una squadra, fino a raggiungere traguardi che nella nostra storia abbiamo annusato un paio di volte. Le bandiere non esistono da vent’anni e se esistono, andrei sempre a controllare il loro conto in banca.

Lo scorso anno, il suo amico Hamsik rilasciava interviste dalla Slovacchia in cui strizzava l’occhio al Milan, affidandosi alle cure di tal Raiola. Fortunatamente ciò avvenne in estate, altrimenti oggi ne avremmo due in meno. Cavani ha lasciato Palermo, Inler ha lasciato Udine e Maggio ha lasciato Montecchio Maggiore. Ha 27 anni. E’ un professionista. E come tale pensa alla sua carriera di calciatore e al suo benessere. Se così non fosse, sarebbe l’unico nel panorama calcistico.

Per anni ho preso in giro gli interisti, perché Ronaldo, Vieri, Pirlo e Seedorf cambiarono maglia passando senza indugi all’altra odiata sponda. Ho preso in giro i tifosi milanisti per i fischi a Paolo Maldini il giorno del suo addio. Ora siamo pari, o quasi.

Detto questo, Lavezzi attualmente è ancora un giocatore del Napoli. E la stagione non è ancora finita.

Solo la maglia, solo la maglia. Di questo passo, a breve, resterà solo quella. Con dentro l’aria e la polvere.

Ti ho applaudito ieri, ti applaudo ora e ti applaudirò anche domani, qualunque sia il nostro futuro. Le emozioni che ci hai regalato non si dimenticano. Riconoscente per sempre.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Gianluigi Trapani

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