Forti segnali di ripresa al San Paolo (e se fosse una questione di preparazione fisica?)

E ricominciamo da qui, eh.

Al di là della posta in palio e dell’importanza della partita, ciò che mi ha confortato è la prestazione della squadra. Le ultime due deludenti uscite in campionato, infatti, avevano fatto accumulare quintali di rabbia e perplessità, mentre ieri sono emersi forti segnali di ripresa.
Potrebbe essere l’odore della coppa ad aver dato antichi stimoli, anche se in questo caso si tratta di una meno prestigiosa e senza grandi e nobili orecchie, ma che oggi sembra rappresentare l’obiettivo più alla portata o il fascino di scontrarsi con una delle formazioni più forti, ricche ed odiate in circolazione. Non si poteva fallire e ci saremmo accontentati di qualsiasi partitaccia, purché alla fine, i ragazzi ci avessero portato la vittoria. Quest’anno, contro club più blasonati ed affermati del nostro, abbiamo quasi sempre vinto e convinto, mentre i problemi sono emersi quando di fronte ci siamo ritrovati le cosiddette piccole: cattivi e feroci contro le più forti, stanchi e fragili contro le più deboli. Questo dovrà essere lo step (mi scuso, ma non mi è venuto un altro termine) da superare nel prosieguo della stagione. Genova è vicina, così come la semifinale di coppa col Siena, squadra che già ci ha fatto penare poc’anzi. La prestazione di ieri deve essere il nuovo punto di partenza: riacquisire quella sicurezza che ci ha fatto essere spietati nelle grandi occasioni e quella solidità che ultimamente si era decisamente persa. L’Inter proveniva da un momento di grazia, da una serie consecutiva di vittorie che l’ha proiettata ai vertici della classifica e  il passaggio del turno in coppa (oltre agli ottavi di Champions già conquistati in precedenza),dopo un inizio di stagione disastroso. La vittoria convincente quindi assume una importanza di maggiore rilevanza al di là dell’ obiettivo.

I pareggi con Bologna e Siena sono ancora molto freschi, ma questa gara mi ha rincuorato. Ciò che mi avava preoccupato era stato il comportamento collettivo della squadra (fatta eccezione per Pandev). Infatti, nel corso della stagione, abbiamo visto gare buone e meno buone da parte dei singoli, ma quando i tempi parevano maturi per una attesa rimonta, l’intero gruppo s’è ammosciato. Mi auguro che l’attuale momento negativo possa essere dovuto ai richiami fisici delle feste natalizie. A farmi pensare questo è il fatto che Pandev abbia svolto una preparazione differente, e che ora, diversamente dagli altri, stia andando a mille. Dopo l’ottima prestazione, spero che questa sia una tesi veritiera e che ora le gambe e la testa stiano di nuovo girando e che ci stiamo realmente riprendendo, non solo per ieri, ma perché il periodo buono sta tornando. È tornato Cavani a festeggiare sotto la curva, mentre Ranocchia pare stia ancora cercando le lenti a contatto per il campo in occasione del secondo gol; è tornato Gargano con una partita sontuosa; è tornata la difesa che finalmente non prende gol e si è rivista la voglia e la grinta della squadra. Leggero miglioramento di Maggio, ultimamente tra i più attapirati e rimane indietro l’insicuro Inler che pare si sia fermato a Villarreal e dal quale ci si aspetta molto di più.

Riguardo le lamentele interiste del post partita sul presunto rigore non concesso a Milito che, secondo loro, ha influito sul risultato finale, sono d’accordo. Il penalty poteva essere assegnato, ma mi chiedo come sarebbe finita se l’Inter avesse giocato 3/4 di partita in 10 uomini? Infatti Sneijder, tramutatosi in Mastro Geppetto, a tre metri dall’arbitro, è intervenuto sulla tibia di Gargano, con piede a martello e motosega sfascia carriere, il che mi ha ricordato l’amato Mandorlini o il dimenticato Ciriaco Sforza. Roba da cella di isolamento a pane e acqua, altro che espulsione! Per cui, cari Ranieri, Ranocchia, Milito ecc. ecc., a stare zitti, forse, non dovevamo essere noi…

Ora GODIAMOCI questo passaggio del turno, senza però abbassare la guardia. Genova è vicina.
Ricominciamo da qui eh. Fiduciosi.
Gokhan, non mollare!

Ieri sera ho anche capito perché in tanti si rifiutano di pagare il canone RAI.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.


Gianluigi Trapani

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