Basta polemiche ora l’Inter

No, dico, ma siete tutti impazziti? Ho letto decine di articoli sull’importanza del “derby” Napoli-Juve che sono bastati a ricordarmi che i maschi sono davvero una razza particolare. Ragazzi: giovedì c’è l’Inter! E quelli, con ogni probabilità ci mazzoleano pure! E no! Che diamine! No! Ma davvero per voi è più importante saltare subito al 9 gennaio? E perdere un debutto a San Siro così importante? Non sono punti – e punti sostanziosi – anche quelli che verranno fuori dalla partita della Befana? E allora vi dico che cosa farò io. Da oggi fino a mercoledì lavoro matto e disperatissimo, ché sono motivata, carica e ho voglia di far correre il tempo fino alla partita dell’Epifania. Mercoledì sera mi concederò una serata di svago alla quale, tra l’altro, tutti i napoletani sono invitati: si inaugura l’Emotion Caffè Lounge Bar, dell’amico napolistaLucariello, tra l’altro mio compagno di abbonamento, via Suarez 4, nei pressi di Piazza Leonardo (scusate lo spot pubblicitario, ma se volete ci vediamo tutti là). Giovedì me ne vado a pranzo da mia madre, che mi prepara la minestra maritata che non ho mangiato a Natale e pure gli stramaledetti struffoli che nessuno ha pensato di friggere in tre giorni di festeggiamenti natalizi (questo sì un vero orrore). Giovedì sera sarò incollata alla tv, formazione partita: Marco ed io sul divano, carte napoletane sul televisore, sciarpe al collo, cuscini pronti ad essere lanciati e sciacharà sciacharà sciacharà, il ciuccio c’ adda pensà. Se vinciamo contro l’Inter sarò Felice con la F maiuscola, come pure se pareggeremo con dignità e cattiveria, come si conviene alle migliori sfide calcistiche. L’Inter di Leonardo va asfaltata né più né meno di un Bologna, un Lecce, un Chievo Verona o una Roma. I tre punti, o il punto unico, perchè zero punti a noi e tre a loro sarebbe una follia. Il giorno dopo ritornerò in ritiro pre-partita, pronta a rientrare anima e corpo – soprattutto corpo – sulle gradinate del San Paolo per abbracciare i vicini di abbonamento ed augurare loro buon anno, forte di quella che spero sarà stata un’ottima prestazione di rientro dei nostri undici angeli capitanati da Dio Cavani.
Vorrei salutare quanti di voi saranno allo stadio per l’occasione, unica cosa che renderà diversa quella partita. Non Quagliarella, che sinceramente ha frantumato i cosiddetti anche solo attraverso tutti i post e gli articoli su un ex, che non è niente di più di un ex, appunto. Non l’odiosissima Juve, che ho avuto il privilegio di vedere tramortita già l’anno scorso, nello stesso stadio, e che penso possiamo battere tranquillamente. Certo che fischierò Quaglia, certo che sarò accanita, ma lo sarò allo stesso modo contro l’Inter di Leonardo (che pure stimo essendo l’allenatore più antiberlusconiano del mondo del calcio, che già questo da solo basta a guadagnargli tutta la mia ammirazione). Sono in piena astinenza, di quelle da brividi e necessità di copertura antibiotica, di quelle che ti fanno sentire la frenesia nelle gambe e cercare conforto persino nella Liga spagnola (ho sempre pensato che la Spagna fosse anni luce davanti a noi e infatti hanno già ricominciato a giocare, non come noi, impegnati nei postumi dei cenoni), di quelle che se non vedo un calzino azzurro dare un calcio ad un pallone posso anche stramazzare a terra per il bisogno. Il cuore ce l’ho nei calzini. E voglio vincere. Tutto. A partire da giovedì. Voglio salire e salire ancora. Crederci. Voglio un’Epifania da urlo. Tutto parte da lì. Domenica 9 viene solo dopo tre giorni. E Forza
Napoli. Sempre.
Ilaria Puglia

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