La lettera mai spedita
alla Befana

Non l’ho spedita in tempo la letterina alla Befana. Non in tempo per la partita di san Siro.Faccio mea culpa. La rileggo con l’animo ammatondato. Era breve ma precisa e, caso strano, adatta proprio per la sfida del ‘Meazza’. “Cara Befana, per quest’anno portami un paio di scarpe con piccoli radar incorporati da offrire a Gargano, affinché i suoi passaggi arrivino più spesso ai compagni e non agli avversari. Manda un difensore che voli alto di testa, in area, sugli spioventi maligni degli attaccanti altrui. Poi: un navigatore speciale che consenta ad Hamsik di trovare la posizione piùidonea alla sua classe. Un sensore ultimo modello al mister Mazzarri, per fargli correggere in tempi-lampo le coordinate che non funzionano. Un paio di alette alla Mercurio, buone per le caviglie di Dossena, al fine di dargli velocità nei rientri difensivi. Un micro-propulsore da infilare nei calzettoni di Yebda e Sosa, per sveltirli nel gioco. Un timer manipolato per l’asso Cavani, in modo da fargli credere che si è oltre il novantesimo anche a metà primo tempo. Uno specchio fatato per Aronica, così che guardandosi riflesso veda l’immagine di Bruscolotti. Un laccio invisibile per le caviglie di Zuniga: dopo il secondo dribbling, crossare. Uno sciroppo speciale al Pocho, perché veda più spesso la porta e si diverta a centrarla. E’ tutto, cara Befana. Anzi no. Un elisir in bottigliette di plastica anche a noi tifosi, per aiutarci a usare calma e gesso, anche se l’Inter dovesse approfittare del cambio allenatore, che spesso galvanizza oltre misura: il campionato è tutto da giocare e gli azzurri possono darci ancora belle soddisfazioni.” Mimmo Liguoro

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