Derby Lecce-Bari
Una decisione giusta

E’ notizia di poche ore fa che i Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica di Bari e Lecce hanno deciso che il derby pugliese del prossimo 6 gennaio si giocherà regolarmente con il pubblico sugli spalti. E’ stato così revocato il provvedimento dello scorso 29 dicembre con il quale la Prefettura di Bari aveva disposto la disputa dell’incontro a porte chiuse, per motivi di sicurezza. Si tratta di una decisione improntata al buon senso, per vari ordini di motivi. Innanzitutto, ad un livello superficiale, si è privilegiato lo spettacolo, in quanto il derby, reso quanto mai interessante da ragioni di classifica, previsto peraltro in un giorno di festa (il giorno dell’Epifania), riceverà presumibilmente il contorno di pubblico e colori che merita. Non bisogna, difatti, trascurare che il calcio è prima di tutto spettacolo e disputarne gli incontri a porte chiuse, per ragioni preventive, significa in parte svilirne il senso.La stessa trasmissione televisiva dell’evento ne trarrà giovamento, dal momento che spalti pieni accrescono di molto l’appeal del prodotto, spesso mortificato da cornici e impianti inadeguati al livello tecnico e tattico del nostro campionato, in una circostanza speciale (un sentito derby regionale) dal richiamo senz’altro maggiore rispetto all’attuale trend. Si pensi, a questo proposito, al triste (provocatorio?) espediente del Presidente della Triestina (serie B) che lo scorso settembre ha fatto posizionare sulle gradinate dello stadio dei teloni con sopra stampate le foto di finti spettatori. Lo svolgimento del match a porte aperte, inoltre, avrà degli effetti positivi per le casse dei club, ai quali altrimenti sarebbe stato negato uno degli incassi clou della stagione.La decisione, infine, rivela una certa coerenza con il tanto discusso regime della tessera del tifoso, poiché ai tifosi del Bari in trasferta in possesso della “celeberrima” tessera sarà riservata l’intera curva Sud dello stadio di Via del Mare, con una capienza di circa 6mila e 300 posti. Un’occasione per testare l’efficacia di tale strumento e per lanciare un’immagine positiva del Meridione calcistico a tutto il Paese. Proprio oggi Mourinho ha magnificato i contenuti tecnici e agonistici della serie A, anche rispetto alla tanto reclamizzata Premier League: è ora, però, di lavorare per creare le condizioni congeniali perché il nostro torni ad essere “il campionato più bello del mondo”.

Avv. Sergio Longhi (Azzurra Lex)

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