Scongiurato lo sciopero,
in Spagna il 2 si riprende

Nell’attesa dell’Epifania e del grande ritorno della Serie A, possiamo consolarci con i campionati esteri che spopolano in tv e rendono meno dura l’astinenza di noi tifosi. Il prossimo fine settimana saranno regolarmente disputati gli incontri della Liga, inizialmente messi in discussione da minacce di sciopero da parte del sindacato spagnolo dei calciatori (AFE). La vicenda contiene diversi spunti di interesse sul piano giuridico.
In particolare, la Sala de lo Social de la Audiencia Nacional (organo giurisdizionale che conosce, in unica istanza, dei processi speciali di impugnazione di contratti collettivi e di controversie di lavoro collettive il cui ambito di applicazione sia superiore a quello della Comunidad Autónoma) si è dichiarata incompetente a dichiarare la sospensione cautelare dei campionati di prima e seconda divisione per il prossimo 2 gennaio richiesta dall’AFE, in quanto i calendari approvati dalla Federcalcio spagnola su delega del Consejo Superior de Deportes (un omologo del CONI) vengono intesi quali atti amministrativi rientranti, come tali, nella giurisdizione amministrativa.
Non vi sarebbe più il tempo utile per presentare ricorso innanzi al competente organo di giustizia amministrativa, pertanto il 2 gennaio il pallone riprenderà a rotolare in terra iberica (Athletic-Deportivo, Barcellona-Levante, Sporting-Málaga, Siviglia-Osasuna e Valencia-Espanyol più 10 partite di Segunda División).
Si tratta di un’interpretazione probabilmente formalistica, ma pur sempre coerente con la nozione spagnola di pubblica amministrazione, che salvaguarda peraltro gli importanti interessi di Lega (LNP) e televisioni in gioco.
Sul piano del merito, la sentenza riconosce invero il mancato consenso dell’AFE a disputare le partite in un giorno non previsto dal contratto collettivo (dichiarando, dunque, un’implicita violazione dello stesso), tuttavia il sindacato avrebbe dovuto proporre un cd. conflicto colectivo o la domanda di una misura cautelare (entrambi rimedi per i quali vi sarebbe stata sì la giurisdizione della Sala de lo Social) lo scorso mese di luglio, prima cioè che i calendari della stagione agonistica in corso fossero approvati.
In realtà, si è appreso in questi giorni dai giornali che oltre alla questione delle festività di fine anno, dietro i malumori dell’AFE vi sarebbe anche la mancata corresponsione di stipendi da parte di molti club, ulteriore spia della crisi economica e di un movimento calcistico cannibalizzato dal duopolio Barça – Real.
Non dimentichiamo, difatti, che la Liga spagnola detiene il poco lusinghiero record della prima esclusione da una competizione europea per debiti, inflitta al Mallorca, estromesso dall’Europa League 2010-11 ai sensi dell’art. 2.07 del relativo regolamento a causa di un’esposizione di oltre 60 milioni di euro.

Luca Longhi
Avvocato in Madrid
Azzurra Lex

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