Napoli su Dominguez
per le punizioni

Leggo il Corriere dello sport e gioisco: “Il Napoli su Dominguez”. Finalmente uno che sa calciare le punizioni. Ricordo il suo debutto nel Sei Nazioni: Italia-Scozia: 29 punti, una trasformazione, tre drop e sei calci piazzati. Ma l’entusiasmo dura poco perché il Dominguez che dico io si chiama Diego, viene da Cordoba ed ha appeso gli scarpini da un bel po’, quello che dicono loro si chiama Alvaro, ha 21 anni e gioca nell’Atletico Madrid e non calcia le punizioni. Ma il problema resta.
Se non tira le punizioni il Dominguez mio, chi le tira? Quest’anno si contano in quatto o cinque le occasioni su calcio piazzato che hanno determinato il gol del Napoli. Eppure avevamo comprato Sosa che pure ha partecipato con un suo piazzato alla rimonta di Bucarest contro la Steaua. E’ grazie al palo colpito su punizione che il Napoli riuscì a segnare poi con Vitale. Poi, per il resto sul pallone va sempre Gargano e qualche volta Lavezzi. Risultato: sfera  spedita (quasi) sempre, in tribuna, roba che i pestoni rimediati dall’attaccante di turno al limite dell’area servono soltanto a far male al giocatore, mai alla difesa avversaria.
E allora mi viene da chiedere al signor Blatter. Perché non fare come nel football americano? Un kicker di professione. Uno di quelli che ingaggi solo per tirare le punizioni. Lo prendiamo a gennaio e ci porta in Champions. Tanto le punizioni as che servono se le sbagliamo (quasi) sempre.
Paolo Carafa

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