Cavani troppo esterno
preferivo Trezeguet

Trezeguet è come la cioccolata. Può dispiacere a pochi artisti che magari fan calcio con oroscopi o per fare i dispetti.

Trezeguet compie appena 33 anni ad ottobre. Due anni e una coscienza sociale in meno a Lucarelli. Il ristoratore di pesce a Livorno tanto descritto da Aldo Spinelli l’anno scorso. Una mamma, un acquario dove non friggere e un passato in più. E’ considerato vecchio nel paese dove Inzaghi è a piede libero e Del Piero spera ancora nella nazionale. Vecchio in una gerontocrazia che si chiama Italia. Vuol fare il giocatore e non il capitano. Guadagna bene, ma si accontenterebbe, spalmando quei quattro milionuzzi, forse di giocare un anno in più a gratis. Insegue ancora record perché quello del caldo proprio non gli interessa. E’integro. Con le occasioni fa come i tangheri con le turiste. Non ha cuore. Le prende sempre di testa. Meglio. Sempre le sfrutta. Quest’anno ha giocato poco, assente come assente è stata la Juve. Però. Dieci goal tra campionato e coppe in appena undici partite in cui è partito e finito titolare. Infortuni ma non dovuti alla vecchiaia quanto all’agonismo. S’è rotto con il ghiaccio sul pallone col Catania. S’è frantumato a Parma quando nella prima gara con il Bettega in tribuna s’era deciso tutti di tornare ad essere antipatici ritornando sulla difensiva. A Del Neri uomo semplice cui non si perdoneranno neanche le vittorie e che per questo va di fretta piace questo suo spicciare presto le partite. Gli accorcia l’agonia. Cinque volte nelle prime due. I tifosi si sa. Nel dubbio stanno con i vecchi padroni. Però Caliendo ha bisogno di un rinnovo e Marotta di un pretesto. Un mostro d’affare per il Napoli che però per il centravanti pare averla presa larga. Tanto larga: quella punta esterna del Cavani. Col devoto Cavani, cavallo goloso da lanciare negli spazi, si guadagnerà forse maggior duttilità per il tattico Mazzarri. Sebbene senza la rifinitura di Palermo (Simplicio e poi Pastore) si rischi di non Cavani un ragno dal buco. Ma il problema della profondità è rimasto tutto in superficie.

Trezeguet è di casa come argentino ed abbastanza franco da dire a voi, oui. A chi non piace ciò che piace a tutti ? Sennò che dirvi, cari originali.

Siete tutti Domenech.
Vincenzo Ricchiuti

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