Il massaggiatore amato
e il De Sanctis tradito

Nuova puntata dell’affaire Tonino Salvi, il massaggiatore accostato alla squadra azzurra e coinvolto in una vicenda poco chiara che riguarda doping e chiropratica per la quale sono stati ascoltati molti giocatori del Napoli come persone informate sui fatti. In un’intervista firmata  su Repubblica da Antonio Corbo e sul Mattino da Giuseppe Crimaldi, si legge tra l’altro: “Non ho mai fatto del male e non ho mai dato sostanze dopanti a ciclisti e calciatori. Li aiuto, questo sì. Ringrazio Gesù che mi ha dato queste mani. Sono un povero diavolo in cura da uno psicologo, avvilito. Sono un impiegato, avevo un sogno. Guarire i campioni. Petacchi mi deve tutto. Nel Napoli anche Pazienza, Cannavaro e De Sanctis mi devono molto. Mai avevano giocato un campionato così. I Nas sono arrivati a me seguendo Petacchi e De Luca. Trovarono medicinali. Doping mai. Morgan, amico da bambino mi ha inserito nel Napoli. Pazienza mi dava 50 euro per la benzina. Paolo Cannavaro mi vuole bene”. Ma Salvi lavorava o no per il Napoli? “Ero in prova. Arrivavo il sabato. Non ho conosciuto Marino. Ho visto di sfuggita Donadoni. Parlavo con Bigon. Mazzarri non vedeva ma sapeva, i giocatori lo cercavano come un santone, i medici tolleravano. Bigon sapeva”. Sul Mattino la rabbia di De Sanctis: “Mi sento tradito da un amico”. Il ds spiega: è arrivato quando io non c’ero. Ma l’ex dg Marino nega: è stato preso quando io sono andato via.

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