Zielinski il “pappice” dell’Inter: da esubero dell’estate, ha superato Barella nelle gerarchie di Chivu

Gazzetta: "La società aveva molti dubbi su di lui, tanto da investire su Sucic e Diouf e cercato Koné. Ma dopo un inizio lento, Zielinski si è scavato uno spazio nelle nicchie lasciate da Calhanoglu e Mkhitaryan".

Zielinski

Db Milano 04/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Piotr Zielinski

Piotr Zielinski si sta ritagliando uno spazio importante nell’Inter di Chivu; per lui finora 6 gol e 2 assist in stagione, eppure sembrava che in estate fosse un esubero e dovesse lasciare i nerazzurri dopo solo un anno.

La Gazzetta dello Sport scrive:

La fotografia è un confronto che sbaraglia ogni discussione: nella sua prima stagione all’Inter, Piotr Zielinski ha giocato 971 minuti di Serie A; nella seconda, che si avvia verso l’ultimo quarto, è già arrivato a quota 1.355. A metà dell’estate scorsa era quasi un esubero, uno dei contratti plurimilionari (4 all’anno) da onorare con il broncio. Oggi, alla vigilia del derby di ritorno, è il centrocampista migliore a cui Cristian Chivu possa chiedere aiuto per cancellare i languori di rimonta del Milan. La stessa Inter, intesa come società, aveva molti dubbi su Zielinski nel 2025, tanto da investire su due giovani compagni di reparto, Sucic e Diouf, e da aver cercato insistentemente Manu Koné.

Lui in verità ha cominciato nelle retrovie silenziose, sapendo che le sue doti prima o poi sarebbero emerse. Chivu lo ha notato negli allenamenti dopo il Mondiale per club, intuendo di ritrovarsi tra le mani un calciatore che aveva perso smalto e fiducia. E così per prima cosa gli ha chiesto di recuperare la migliore condizione atletica. Il resto sarebbe venuto di conseguenza. Così è stato: dopo un inizio lento, accorto, Zielinski si è scavato uno spazio nelle nicchie lasciate da Calhanoglu e Mkhitaryan e alla lunga è diventato uno dei fedelissimi dell’allenatore, sia come mezzala che come regista. Quando c’è stato da decidere tra lui e Barella, che pure da regista aveva giocato, Chivu non ha mai tentennato: meglio questo Zielinski, guida affidabile di un’Inter diversa. 

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