Napoli e l’algoritmo della polemica: if (successo == napoletano) { indignazione(); stereotipo(); moraletta_finale(); }

Un napoletano riesce. Qualcuno lo trasforma in polemica. La rete amplifica. I napoletani indignati rilanciano. Il polemista incassa la visibilità. Fine del programma.

Napoli e l’algoritmo della polemica.

3DTY4B9 Sanremo, Italy. 23rd Feb, 2026. Sal da Vinci attends the 76th Sanremo Music Festival 2025 Eni Carpet at Teatro Ariston in Sanremo, Italy, on February 23, 2026. (Photo by Alessandro Tocco/NurPhoto) Credit: NurPhoto SRL/Alamy Live News

Napoli e l’algoritmo della polemica. In Italia esiste un algoritmo mediatico molto efficiente. Non è stato sviluppato dalla Nasa né nei laboratori della Silicon Valley. Pare sia nato direttamente nelle redazioni, nei bar e nelle timeline dei social. Funziona più o meno così.

Input: un napoletano che ha successo. Può essere un artista, uno scrittore, uno scienziato, uno sportivo, un imprenditore. Oppure, più semplicemente, Napoli che per qualche misterioso motivo smette per cinque minuti di essere raccontata come una cartolina folkloristica e diventa una città che produce risultati. A questo punto scatta la procedura automatica. Il primo utente del sistema — giornalista, parrucchiere, opinionista improvvisato, scribacchino professionale o mezzo influencer in cerca di ossigeno — pubblica la Critica Fondativa. Il codice è essenziale:

if (successo == napoletano) {
indignazione();
stereotipo();
moraletta_finale();
}

Non serve che sia intelligente. Non serve che sia originale. Deve solo contenere tre ingredienti base: un luogo comune, un tono di superiorità e una frase studiata per far arrabbiare qualcuno. Appena pubblicata, la critica entra nel protocollo nazionale di amplificazione del nulla. Altri giornalisti la riprendono. Altri parrucchieri la commentano. Altri scribacchini la reinterpretano. Qualche influencer la trasforma in reel indignato. Il sistema procede quindi in automatico:

while (Napoli == trend_topic) {
copia();
incolla();
fingi_analisi();
genera_traffico();
}

A quel punto succede il miracolo: il primo che ha lanciato la polemica ottiene esattamente ciò che cercava. Visibilità. Non perché abbia detto qualcosa di interessante su Napoli. Semplicemente perché ha premuto il pulsante più facile dell’internet italiano: Napoli.
È il tasto rosso del dibattito pubblico. Lo premi e il traffico parte.
Ding. Commenti.
Ding. Condivisioni.
Ding. Indignazioni professionali.
Fin qui, però, il sistema non sarebbe così efficiente senza un co-processore locale: i napoletani indignati. Perché appena parte la polemica, scatta la risposta automatica:

if (critica_a_Napoli == true)
{ indignazione_social();
condivisione();
video_di_risposta();
hashtag();
}

Ed ecco il paradosso perfetto. Nel tentativo, diciamo per brevità, di difendere Napoli, si finisce per fare esattamente ciò che serve all’algoritmo: alimentare ulteriormente la polemica.
Ogni risposta indignata è un boost. Ogni condivisione è benzina. Ogni video di replica è pubblicità gratuita.
Il polemista lancia il sasso, e noi — invece di lasciarlo cadere nel silenzio — organizziamo il festival della sassaiola. Così l’algoritmo diventa completo:

while (napoletani_rispondono) {
polemista.gode();
visibilità++;
}

In informatica si parlerebbe di exploit: sfruttare una vulnerabilità del sistema per ottenere vantaggi.
La vulnerabilità, nel nostro caso, è doppia.
La prima: Napoli fa parlare. Sempre.
La seconda: qualcuno a Napoli risponde. Sempre.
E quindi il ciclo continua. Un napoletano riesce. Qualcuno lo trasforma in polemica. La rete amplifica. I napoletani indignati rilanciano. Il polemista incassa la visibilità. Fine del programma. O meglio: restart. Perché nel grande server mediatico italiano Napoli non è solo una città. È un generatore automatico di traffico. E finché continueremo a rispondere a ogni provocazione, l’algoritmo funzionerà perfettamente. Basterebbe un piccolo aggiornamento di sistema.
ignore();
Ma quello, evidentemente, è l’unico comando che nessuno vuole eseguire.

Scrittore, giornalista e autore teatrale, con una passione profonda per la musica e il calcio, tifoso del Napoli.

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