Sarri: “Blocco delle trasferte? Per me è inaccettabile. La pena collettiva è una sconfitta per le istituzioni”

In conferenza stampa: "Io non ho l’ossessione della vittoria, ma quella del sogno sì. Mi piacerebbe poter sognare, anche se poi magari si arriva settimi lo stesso"

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Dc Roma 31/08/2025 - campionato di calcio serie A / Lazio-Hellas Verona / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri

Intervenuto in conferenza stampa per presentare il match contro la Juve (domani alle 20:45), Maurizio Sarri ha anche affrontato il tema del suo rapporto con la società. I dettagli.

Le parole di Sarri

Un giudizio sul mercato?

Si gioca contro la Juve e si parte subito parlando di mercato? È inutile, io mi focalizzo sulle partite, tanto sai già come la penso. Ritengo che la squadra precedente fosse più pronta, mentre questa è composta da ragazzi che devono ancora maturare. Solo Taylor era già abbastanza preparato, ma deve ambientarsi al nostro campionato. Il suo inserimento sarà più rapido, per gli altri il percorso sarà più lungo.

Ci sono i presupposti per andare avanti insieme?

Ho un contratto in essere e, se non emergono situazioni particolari che facciano cambiare idea a una delle due parti, si può proseguire. Io poi sono come i tifosi: mi piace sognare, cosa che ora non possiamo permetterci. È tutto l’anno che affrontiamo difficoltà per vari motivi. Alla squadra si può dire che sia limitata, ma nessuno può dire che non abbia cercato soluzioni.

Come sta fisicamente Romagnoli?

Ha usufruito di cinque giorni di permesso, si sta allenando molto bene e non noto differenze rispetto a prima. O domani o mercoledì rientrerà in gruppo.

Maldini falso nueve per mettere in crisi i centrali della Juve?

Se non se lo mangiano, come dici tu, sì. Vediamo domani: abbiamo diverse partite ravvicinate, quindi valutiamo con calma. Stamattina abbiamo testato due formazioni differenti.

All’andata con la Juve fu una grande prestazione. È difficile ripetersi?

Che la partita sia complicata è fuori dubbio. La Juve, per l’intensità mostrata negli ultimi 25 giorni, non l’avevo mai vista così. Hanno una buona riaggressione, sono compatti e arrivano da una sconfitta discussa, perché non hanno sbagliato gara ma sono stati penalizzati dagli episodi. L’ho vista comunque in buone condizioni. Giocare in quello stadio è impegnativo per tutti. L’unico aspetto positivo è che nel calcio, a priori, non vince mai nessuno.

Qual è il suo stato d’animo? Com’è oggi il rapporto con la società?

Non è una questione di rapporti. Io non ho l’ossessione della vittoria, ma quella del sogno sì. Mi piacerebbe poter sognare, anche se poi magari si arriva settimi lo stesso. Vorrei che la mente avesse questo spazio libero. In questo momento l’obiettivo principale è far crescere chi c’è.

Basic in ottica futura?

Non partecipando a nessun incontro tra agente e società, non posso dire molto. Un giocatore così, in una batteria di quattro interni di centrocampo, lo vedo perfettamente inserito.

Ci sono stati confronti con la società? Con quali modalità?

Avendo la fortuna di non leggere né ascoltare nulla, vivo tutto con una certa tranquillità. Le arrabbiature non nascono per quello che si dice, ma per i fatti concreti. Nell’ambito lavorativo le discussioni sono inevitabili: ci sono due comparti, tecnico e amministrativo, ed è difficile soddisfare entrambi. Succede ovunque. Ho preso una decisione a inizio anno e vado avanti così. Cerco di trovare soluzioni: ora la mia testa è solo su questo, non sulle polemiche esterne. La situazione dei tifosi è pesante: giocare con quattromila persone è complicato. La grande speranza è che si ricomponga tutto, perché noi abbiamo bisogno del loro sostegno. In più hanno subito il blocco delle trasferte: la pena collettiva è inaccettabile. Il 90-95% dei tifosi non ha fatto nulla e non può vedere la Lazio. È anticostituzionale ed è anche una sconfitta delle istituzioni, con queste punizioni assurde.

Nelle “battute” fatte c’è della realtà nelle sue parole?

Io ho un cervello che ragiona. Le sensazioni sono mie. Al momento fare sogni e voli pindarici non è possibile: uno si adatta alla realtà. Di solito dico quello che penso, anche se a volte posso esprimermi con una parola non del tutto adatta a una conferenza stampa, ma in generale racconto quello che penso.

Sui nuovi acquisti?

Maldini deve seguire un percorso: ha giocato come seconda punta, esterno e trequartista. Ha qualità, lo sta dimostrando, non sempre con continuità, ma da diverse stagioni. Ci hanno provato più allenatori e ci provo anch’io. Przyborek è bravo tecnicamente: può diventare un centrocampista? Magari seguendo un percorso. Può essere più veloce metterlo sull’esterno. Ma è un progetto fattibile.

Come sta la squadra adesso? E Zaccagni?

Nei momenti complicati ci sono sempre delle opportunità: all’inizio abbiamo cercato di diventare un gruppo più unito e compatto. Zaccagni deve rifare il controllo martedì o mercoledì. Un infortunio insolito per un calciatore, vedremo.

E Tavares? Dele-Bashiru?

Dele non sta male: tornato dalla Coppa d’Africa, è rimasto accanto a Basic perché stava facendo bene. Nuno ha avuto un buon ingresso nell’ultima partita.

Cosa le farebbe dire qui si può sognare?

“Avere una squadra che mi trasmette la sensazione di poter realizzare qualcosa di importante. A me non importa se seguono o meno le mie indicazioni: se negli allenamenti le sensazioni sono forti, io mi diverto.”

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