Alisson Santos, il brasiliano che surfa la vita: ambidestro, in campo è un destabilizzatore
Una vita da nomade. Ama Neymar e fa riferimento a Leao. Molto attivo su TikTok e sulla fascia. È arrivato al calcio quasi per caso

Sporting Lisbon's Brazilian forward #27 Alisson Santos (R) celebrates after scoring their third goal during the UEFA Champions League first round day 1 football match between Sporting CP and Kairat Almaty at Alvalade stadium in Lisbon on September 18, 2025. (Photo by FILIPE AMORIM / AFP)
Quell’espressione un po’ così, quei movimenti un po’ così. Diciamocela tutta, quella faccia da scugnizzo di Alisson Santos quando tira la fuori la lingua come fece Del Piero per la prima volta a San Siro contro l’Inter nel 2006 (copyright Michael Jordan). E dopo ogni gol il movimento è sempre lo stesso: “surfare la vita”: le ginocchia flesse, il baricentro basso e lo sguardo rivolto alla direzione in cui vuole andare, usando il busto le braccia per l’equilibrio. A Bola racconta così il brasiliano di 23 anni:
Perché festeggia surfando
“Si tratta di un gesto che gli piace perché rappresenta la sua mentalità forte e positiva: “prendere la buona onda, surfare nella vita… qualcosa che ha a che fare con avere equilibrio, stabilità, abilità, intuizione e anche tecnica, intelligenza, forza o potenza”. Sempre secondo il brasiliano, non si può “cogliere la grande onda” senza tutte queste qualità. Il surf, quindi, per lui significa fluire, avere una mentalità “flow” ma allo stesso tempo saper controllare tutto questo”.
Tunisia, Libia e Sporting Lisbona prima di tornare in Brasile
Da piccolo ha seguito il padre, Messias, in giro per il mondo. Una esperienza in Tunisia. Poi l’Al Ahly in Libia da Gheddafi. La madre racconta: «La vita in Libia era molto complicata, a causa delle numerose restrizioni imposte, soprattutto alle donne e alla religione. Non uscivo praticamente mai di casa con lui. Era molto diverso dalla Tunisia dove c’era molta più libertà». Si sarebbe potuto trasferire anche in Finlandia ma Alisson non ci è andato perché i suoi genitori si sono separati, e oggi il giocatore dello Sporting vive con la madre. Sono tornati in Brasile ma solo per un breve periodo poiché le difficoltà finanziarie li ha costretti a emigrare di nuovo. Destinazione? Stranamente, Lisbona”.
«Abbiamo vissuto per circa dieci anni nel quartiere di Alcântara a Lisbona, e ci piaceva molto – le parole della mamma – A quel tempo, Alisson non giocava ancora a calcio a livello professionistico. Ci piaceva molto, e di recente siamo tornati lì per rivivere quei tempi. Quando ero in Portogallo , non lavoravo come parrucchiera ma come domestica, e il mio datore di lavoro viveva a Telheiras molto vicino allo stadio dello Sporting. È una delle coincidenze della vita…», aggiunge”.
Il ritorno in Brasile e la scoperta del grande calcio
“Il ritorno in Brasile e i campi in terra battuta di Itabuna, a Caatiba, nella regione centro-meridionale di Bahia. Uno scout lo ha portato a un provino per il Vitória da Bahia nel 2017, a quindici anni. Dopo tre giorni di allenamento, è stato inserito nelle giovanili del club. Dopo aver militato nelle giovanili dell’EC Vitória, nello stato brasiliano di Bahia, l’ala ventiduenne è arrivata in prima squadra, vestendo anche le maglie del Clube Náutico Capibaribe e del Figueirense FC in prestito. Nel 2024/25 è stato ceduto in prestito all’UD Leiria in Portogallo, con cui ha segnato sei gol in 18 partite”.
“E surfando, surfando Allison, che ama Neymar, il suo grande idolo, e fa riferimento a Rafael Leão, ricorda le sue prime emozioni quando è arrivato per la prima volta alla Cristiano Ronaldo Academy anteprima dello Sporting Lisbona: «Come ho detto, nella mia testa si è rivissuto tutto quello che ho passato e il fatto di poter arrivare per la prima volta all’accademia e anche allo stadio per la prima volta. Ho avuto una grande sensazione sapendo che stavo realizzando qualcosa di molto grande nella mia carriera e ora sono consapevole della responsabilità che ho».
Il “naturale destabilizzatore” di Rui Borges
Il tecnico dello Sporting, Rui Borges, lo definisce “un destabilizzatore naturale”. In poco più di un anno è passato dalla Serie C brasiliana alla prestigiosa vetrina della Champions League, con un debutto da sogno segnando da leone sul petto, allo stadio di Alvalade, nella vittoria per 4-1 contro i kazaki del Kairat Almaty. Replicando poi i gol segnati anche al Marsiglia. In 63′ giocati contro l’Almaty (era entrato dalla panchina) ha ripagato i 2,1 milioni pagati al Vitoria da Bahia.
“Alisson ha affinato le sue abilità: il suo essere ambidestro gli conferisce una grande versatilità, consentendogli di essere utilizzato sia sulla fascia destra che su quella sinistra (dove ha dato i migliori risultati). La sua velocità, la capacità di dribbling corto, la precisione nei tiri dalla media/lunga distanza e la rapidità decisionale sono altre qualità del giocatore che sembra adattarsi perfettamente ai piani di Rui Borges per il modulo 4-4-2 adottato dallo Sporting, con Quenda e Catamo a sostituire Pedro Gonçalves. A Leiria dall’inizio della stagione, dopo due prestiti al Náutico (2023) e un altro al Figueirense (2024), il giocatore mancino ha segnato una mezza dozzina di gol in 16 partite e sta inseguendo un sogno d’infanzia”.
E i tunisini lo vorrebbero naturalizzare
«Come ogni giocatore brasiliano, voglio indossare la maglia della nazionale e rappresentare il mio Paese», le sue parole nel 2021, quando ha iniziato a essere convocato nella prima squadra del Vitória da Bahia. La mamma racconta: «La federazione tunisina gli ha già parlato della possibilità di diventare cittadino naturalizzato e di giocare per la nazionale, ma lui non vuole. Sogna di giocare per la nazionale brasiliana, la nostra Seleção, e chissà, forse un giorno ci riuscirà».
“Molto attivo su TikTok, famosi i video di danza fino alla condivisione di foto per mostrare il suo outfit del giorno, o anche per intrattenere i suoi follower con le sue abilità da DJ utilizzando una console di mixaggio personalizzata. In uno dei tanti momenti di svago condivisi, Alisson appare con la sua console di mixaggio indossando la maglia dell’Al Nassr , la squadra in cui gioca il giocatore portoghese Cristiano Ronaldo”











