Lang e Lucca revolution, il Napoli non ha atteso più tempi biblici per capire che sono stati due acquisti sbagliati

Si tratta di una novità nel Napoli di De Laurentiis che fin qui non ha mai mostrato grande reattività in casi simili, basti ricordare Vargas, Ounas, Rog. Stavolta, dopo 5 mesi, si prende atto dell'errore e si agisce

Lang e Lucca

Napoli's Italian forward #27 Lorenzo Lucca (L) argues with Referee Daniel Siebert (R) after receiving a red card during the UEFA Champions League, league phase football match between PSV Eindhoven and Napoli at the Philips Stadium, in Eindhoven, on October 21, 2025. (Photo by NICOLAS TUCAT / AFP)

Due acquisti sbagliati (ma succede a tutti)

Secondo le ricostruzioni – sarebbe meglio dire indiscrezioni, ma va bene uguale – dei giornalisti che si occupano di calciomercato, Noa Lang e Lorenzo Lucca sono destinati a lasciare Napoli e il Napoli. A solo sei mesi dal loro arrivo in azzurro, frutto di due operazioni molto onerose di cui non conosciamo le cifre esatte, cifre che in realtà nessuno conosce ufficialmente, ma che gravitano nell’ordine dei 60 milioni di euro – considerando, ovviamente, anche i soldi per il riscatto di Lucca, che in questo momento è formalmente un giocatore dell’Udinese in prestito al Napoli.

Ecco, con tanti soldi in ballo è impossibile non essere tranchant: gli acquisti di Lang e Lucca sono due operazioni sbagliate. E restano sbagliate di là delle motivazioni che hanno portato alla loro bocciatura, al loro arrivederci/addio dopo mezza stagione. Premesso questo, però, non bisogna esagerare con le condanne sommarie: la storia del Napoli, così come quella del calciomercato in generale, è piena zeppa di errori, di sedicenti e seducenti affari che si sono rivelati dei pacchi, di giocatori bocciati dopo pochissimi mesi.

Per chi non crede a queste parole, ecco un elenco necessariamente breve: nell’estate 2019, l’Inter – per altro allenata da Conte – acquistò Lazaro dall’Hertha per 22 milioni di euro, lo stesso Lazaro che sei mesi dopo andò in prestito al Newcastle e non ha mai più giocato in nerazzurro. La stessa sorte capitò a Higuaín e a Morata quando si unirono al Milan, rispettivamente nella stagione 2018/19 e 2024/25: il primo finì l’annata al Chelsea, il secondo al Galatasaray. Persino la Juventus di Moggi fu protagonista di un’operazione del genere, ovvero la cessione di Henry all’Arsenal dopo soli sei mesi di permanenza a Torino – da gennaio a giugno 1999. Si può dire: quella presa dai bianconeri è una delle più grandi cantonate nella storia del calciomercato.

I giocatori sbagliati nel posto sbagliato/1

Questa premessa serve a ricordare come tutti i club di calcio, anche i più grandi e strutturati, siano soggetti all’imponderabilità del mercato. E che anche l’addio dopo soli sei mesi di “esperimento” non è una prassi così assurda. Semplicemente, viene da dire, separarsi subito è un modo – anche intelligente, se vogliamo – per riconoscere i propri errori. Nel caso del Napoli 2025/26, di Lang e di Lucca, la situazione è abbastanza complessa e multisfaccettata.

Per quanto riguarda l’esterno ex Psv, il problema è che la squadra di Conte ha cambiato pelle – ha dovuto farlo, causa infortuni – rispetto al progetto iniziale, rispetto al 4-3-3 (ibrido e asimmetrico con De Bruyne nel tridente offensivo, puro con il belga a centrocampo) utilizzato a Dimaro e poi abbandonato a causa dei lunghi stop occorsi a Lukaku e allo stesso De Bruyne.

Per Lang si era aperto un nuovo spiraglio con il passaggio al 3-4-3/3-4-2-1, scegliete la formula che più vi piace, e inizialmente fu proprio lui a essere schierato sulla stessa linea di Neres, alle spalle del centravanti. Col passare delle partite, però, Conte ha capito che in quello slot avrebbe dovuto utilizzare un calciatore non monodimensionale, un calciatore che riuscisse a giocare senza isolarsi troppo sull’esterno. Che sapesse muoversi anche tra le linee. Per dirla in breve: un calciatore come Elmas.

E così Lang è scivolato (di nuovo) dietro nelle gerarchie, è tornato a essere un (potenziale) supersub. L’altro problema, però, sta proprio nel suo impatto minimo, diciamo anche impalpabile, ogni volta che entra in campo dalla panchina. Se guardiamo al suo rendimento dal cambio modulo a oggi, l’unica giocata davvero decisiva è stata l’assist servito a McTominay nel match contro l’Inter. Poco, troppo poco per convincere Conte. Per fargli cambiare idea.

I giocatori sbagliati nel posto sbagliato/2

Per Lorenzo Lucca, la sequenza degli eventi è stata più sfortunata. Arrivato dall’Udinese per essere il vice-Lukaku, si è ritrovato a giocarsi il posto con Rasmus Hojlund. Vale a dire con un attaccante diverso rispetto al belga, e che in virtù di questa diversità ha spinto Conte a riscrivere il software tattico della sua squadra. Per dirla in poche parole: Lucca avrebbe dovuto sostituire Lukaku nel momento del bisogno, in modo da garantire quelle corse lunghe e quelle giocate da pivot tipiche dell’attaccante belga. E invece il Napoli adesso gioca su Hojlund e per Hojlund, che sa giocare come Lukaku ma sa offrire anche altre opportunità.

Col tempo, immerso in questo scenario, Lucca è come se si fosse spento. Anche perché, di fatto, è stato sorpassato – e poi doppiato, e poi ridoppiato – dallo stesso Hojlund. Al centravanti danese, infatti, è bastato pochissimo per prendersi il posto da titolare. Quello del presente e anche quello del futuro. Certo, c’è anche da dire che Lucca, tutte le volte che è entrato, ha fatto pochissimo per capovolgere di nuovo le gerarchie. Ma a quel punto, “contro” un giocatore/asset come Hojlund, c’era ben poco da fare. E lo spazio pare destinato a ridursi ancora, visto che Lukaku – almeno stando alle parole del dottor Canonico – è pronto per tornare a disposizione.

Una storica prima volta

Queste, più o meno, sono le dinamiche tecniche che hanno determinato la (doppia) decisione del Napoli. Poi ci saranno sicuramente altre vicende interne – personali, contrattuali, relative ai rapporti tra i giocatori e lo staff tecnico – che avranno avuto un impatto sulle scelte di Conte. E anche sulle volontà degli stessi Lang e Lucca, che da parte loro avrebbero potuto – e potrebbero ancora, perché non c’è niente di ufficiale – anche rimanere a Napoli a giocarsi le loro chance. E invece il mercato di gennaio ha creato o comunque aperto delle possibilità, delle strade alternative.

In questo senso, il fatto che il Napoli abbia deciso di cedere – e che stia provando a cedere – Lang e Lucca deve essere considerata una notizia. Una notizia importante. Perché rappresenta una storica prima volta, nell’era De Laurentiis: da quando gli azzurri sono tornati in Serie A, cioè dal 2007 a oggi, non era mai successo che un giocatore arrivato in estate, a titolo definitivo con operazione onerosa, venisse ceduto nel mercato di gennaio. L’unico caso assimilabile a quello di Lang e di Lucca, sempre che venga confermato il loro passaggio ad altri club, fu quello di Mario Alberto Santana: l’esterno argentino arrivò in azzurro a parametro zero nell’estate 2011, ma poi fu mandato in prestito al Cesena nel gennaio successivo.

Un nuovo modo di fare mercato

Insomma, si può dire: per quanto possano sembrare laterali, le operazioni che riguarderanno Lucca e Lang sono e saranno molto significative. Perché, di fatto, mostrano e raccontano un nuovo modo di fare mercato, da parte del Napoli. Più reattivo, più dinamico, più veloce. Meno conservativo rispetto al passato. Intendiamoci: come detto all’inizio, parliamo sempre e comunque di due affari andati male. Questo giudizio di merito non cambierà, e potrà solo peggiorare nel caso in cui Lang e Lucca vivessero delle buone esperienze nei loro nuovi club. Detto questo, però, il Napoli sta dimostrando di essere una società pronta a riconoscere i propri errori. E a porvi rimedio, per quanto possibile, in breve tempo. Alla prima occasione buona.

In diversi casi, sempre se guardiamo all’era-De Laurentiis, il club azzurro si è fatto intrappolare nell’attesa. Si è impantanato nella necessità auto-imposta di far fruttare i propri investimenti sui calciatori. Pensiamo a Edu Vargas, rivelatosi inadeguato fin dal suo arrivo – era gennaio 2012 – e rimasto nel libro paga del club fino ad agosto 2015. Oppure pensiamo a Marko Rog e Adam Ounas, due giovani di qualità che non sono mai esplosi davvero e che hanno vegetato ai margini del progetto per diverse stagioni.

Con Lang e Lucca, evidentemente, il Napoli non vuole commettere lo stesso sbaglio. De Laurentiis, Manna e tutto il loro staff – arrivando fino a Conte, naturalmente – stanno andando in una direzione diversa: vogliono provare a rimediare subito agli errori commessi. Certo, su questa doppia mossa ha un peso decisivo la presenza di due club eventualmente disposti ad accontentare le richieste del Napoli, dei giocatori, dei loro procuratori. Ma il cambio di paradigma è chiaro ed evidente.

Ciò che serve al Napoli

C’è poi da sottolineare un altro aspetto della vicenda. Più prosaico e forse più noioso, ma sicuramente dirimente: i diktat di mercato a cui è soggetto il Napoli. Molto semplicemente, in questo momento il club azzurro deve operare a saldo zero. A ogni entrata deve necessariamente corrispondere un’uscita. Di conseguenza, liberarsi di Lang e di Lucca è diventato un passaggio fondamentale per migliorare la squadra. Col rischio di perderci qualcosa dal punto di vista economico, con la possibilità che alla fine De Laurentiis e Manna e Conte possano rimpiangere la scelta tecnica, ma la verità è che non c’è altra strada.

In ogni caso, e al di là di quest’ultima evidenza, va detto che non c’è neanche grosso margine d’errore. Nel senso che, come raccontato in precedenza, Lang e Lucca sono due giocatori che non sembrano (più) adatti al progetto tecnico-tattico di Conte e del Napoli. Per qualcuno non lo erano anche prima, forse le cifre investite per i loro cartellini erano troppo alte fin dal principio, ma questa è una lettura/valutazione che diventa veritiera solo col senno di poi. Col senno di oggi. Se le cose fossero andate bene, se Lang e Lucca avessero avuto un buon rendimento, come nel caso di Hojlund, il Napoli avrebbe fatto due affari veri. Due affari importanti.

Conclusioni

E invece non è andata così, non è così. Noa Lang e Lorenzo Lucca sono due calciatori non proprio giovanissimi ma non ancora da rottamare (l’olandese va per i 27 anni e l’ex attaccante dell’Udinese per i 26), per cui a questo punto è sacrosanto ascoltare ciò che propone il mercato. Anche se sono passati solamente sei mesi dal loro arrivo. Sbagliare la valutazione e gli incastri di mercato relativi a due calciatori, per altro arrivati entrambi nella stessa sessione, è e resta un errore. Un errore grave, ci mancherebbe altro.

Però anche il tentativo di autocorrezione deve essere considerato una virtù. I fallimenti esistono, e sono brucianti quando di mezzo ci sono tanti soldi. Il fatto è che nessuno, in fondo, è esente da errori. Insomma, diventa fondamentale, finanche necessario, cambiare la forma mentis e adattare i nostri metodi/metri di giudizio: oggi il calciomercato è così competitivo, così veloce e vorace, che non ha più senso ragionare seguendo i criteri di un tempo. Il Napoli l’ha capito e ha cambiato strada, ha messo in discussione se stesso e la propria politica. Le scelte che ha fatto soltanto sei mesi fa Non è poco, non era scontato. Ed è sempre una buona notizia, quando succede.

È nato a Napoli, si è fatto adottare anche dalla Sicilia e adesso vive a Milano.

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