Il mondo arbitrale è nel caos (ed è un caos politico) ma il Napoli sta facendo la stagione che doveva fare
Non confondiamo gli errori arbitrali con altro. Non si può pretendere lo scudetto ogni anno. Il Napoli può vincerlo, ovviamente, ma l'obiettivo era ed è di restare al vertice in Italia. Nemmeno il Real Madrid oggi può vincere sempre

Cm Cremona 28/12/2025 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
C’è un notevole casino arbitrale. Ma non riguarda il Napoli. Riguarda il campionato italiano e probabilmente non solo. Il calcio ha partorito il Var, e bene ha fatto: pensare a un calcio senza Var, sarebbe come opporsi alla tv a colori: roba da comunisti. Ma il calcio non sa più come gestire il Var. L’interpretazione del regolamento cambia di settimana in settimana e in più è impossibile discutere di arbitraggi perché la faziosità è tanto dilagante quanto insopportabile. Va poi aggiunto un passaggio fondamentale: in Italia è in atto una battaglia politica sugli arbitri e anche questo spiega l’accanimento mediatico. Bisognerebbe districarsi nella giungla dei link e delle alleanze (ossia chi sta con chi) per avere un quadro più chiaro della situazione. L’unica certezza è che secondo noi i primi a essere confusi sono proprio i direttori di gara che peraltro ogni settimana vengono pubblicati mandati alla lavagna nella trasmissione Open Var in cui Rocchi (o chi per lui) dà i voti alle prestazioni. Normale trasparenza per noi; insopportabile vessazione per chi si ritiene al di sopra di ogni giudizio (ossia gli arbitri).
Detto questo, non confondiamo gli errori arbitrali con quel che sta accadendo al Napoli. Che poi al Napoli non sta accadendo nulla di trascendentale. Club e squadra stanno vivendo la stagione annunciata da Conte. Una stagione di transizione ovviamente sempre ad alti livelli, almeno per quel che concerne l’Italia. È una squadra in crescita, in fase di assestamento e quindi con picchi e ricadute. Sarebbe stato probabilmente così anche senza gli innumerevoli infortuni che ha dovuto patire. Figuriamoci con una rosa tormentata dalle assenze.
Il Napoli potrebbe rivincere lo scudetto, ma potrebbe pure non farcela. Del resto non è un caso che non abbia mai vinto due scudetti di fila. E che nessun club, al di là di Inter, Juventus e Milan, ci sia riuscito in Italia. A conferma che Antonio Conte non aveva parlato a vanvera (nonostante a Chivu quel che dice lui non interessi). Il Napoli sta semplicemente vivendo la stagione che doveva e poteva vivere. Un concetto però va espresso. La campagna acquisti estiva è stata un flop. Tanto ha contribuito all’eccitazione mediatica, tanto è stata deludente. Poi, per carità, ciascuno è libero di eccitarsi con Beukema, Lang e Lucca. Alla libido non si comanda. Ma la realtà è che stavolta il Napoli ha speso tanto e male. Ma – attenzione – anche se avesse spesso bene, probabilmente avrebbe ugualmente pagato dazio.
Nemmeno il Real Madrid può avere la certezza di vincere. Figurarsi il Napoli che ha comunque portato a casa la Supercoppa italiana e continua a essere – a gennaio – in tutte le competizioni. La crescita del Napoli è testimoniata dal fatto che è lì, a lottare per il vertice. Ma la certezza della vittoria, quella la lasciamo al Bayern di Monaco in Germania. È un anno di transizione a livello medio-alto. Come aveva detto Conte sin dalla prima conferenza stampa.
A proposito di Conte, vogliamo aggiungere qualche riga. Un po’ si ritrova a essere Jessica Rabbit. Lo disegnano sempre in un modo. Un po’ però a lui questo modo non dispiace. È vero che è vittima di cliché, tutti lo siamo. Il punto è che il cliché va combattuto sempre. Ha ragione quando dice che non ha detto nulla di clamoroso. La polemica, in verità, l’ha innescata l’intoccabile Chivu con la sua frase «quello che dice Conte non mi interessa». Sottrarsi a un’etichetta è semplicemente impossibile. Per provare a farlo, però, bisogna picconare costantemente quell’immagine. Non solo quando ci si ritrova vittima del cliché.











