Il dio del calcio non ha voltato le spalle al Napoli. Tu chiamala, se vuoi, vittoria sporca
Gol al 95esimo di Anguissa. Partita oggettivamente brutta. Un gol per il ritorno del figliol prodigo Decibel Bellini. Lucca scopre quanto è dura fare il centravanti con Conte

Dc Napoli 30/08/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Andre’ Frank Zambo Anguissa
Il dio del calcio non ha voltato le spalle al Napoli. Tu chiamala, se vuoi, vittoria sporca
Il calcio è così. Bellissimo. Spietato. E anche infame se lo osserviamo dalla parte del Cagliari. Napoli-Cagliari era praticamente finita. Si stava avviando verso un deludente 0-0. Persino McTominay aveva tradito divorandosi un gol che uno come lui non sbaglia mai. E invece, proprio al minuto 95, la difesa del Cagliari commette l’unico errore della serata. Lascia passare un cross basso di Buongiorno e Anguissa di destro, quasi di punta, mette in rete. Proprio come fece lo scorso anno, sempre nel recupero, contro il Parma. Potrebbe essere di buon auspicio. E ha consentito a Decibel Bellini di chiudere in bellezza la querelle sullo speaker col ritorno del figlio prodigo.
Le partite e i campionati si vincono anche così. Alla fine, quasi nessuno ricorda il come. Conta il quanto. Contano i punti. E il Napoli di Conte ne conquista tre. E va in testa alla classifica a punteggio pieno, come Cremonese e Roma. Non c’è stato nulla di entusiasmante nella gara degli azzurri. Non ricordiamo parate significative di Caprile. Uno sterile predominio. Senza accelerazioni significative né cambi di ritmo. In una stagione succede. Soprattuto a inizio stagione. Ed è anche la conferma che lo stellone è ancora dalla parte del Napoli.
La partita in sé ci ha ricordato perché i diritti tv della Serie all’estero portano pochi spiccioli. C’è davvero un motivo che potrebbe spingere qualcuno ad assistere agli incontri di Serie A? Non è una questione di gol, ovviamente. È questione di intensità. Non si accelera praticamente mai. È una partita a scacchi. Ritmi blandi. E non ce la si può cavare addossando la responsabilità alla formazione che si difende. Innanzitutto perché compie semplicemente il proprio dovere. E poi perché puoi costringere l’avversario all’errore aumentando i giri del motore. Ma il Napoli non è ancora nella condizione di farlo.
Conte ripropone Juan Jesus, Beukema resta in panchina (e rimane lì anche nella ripresa quando entra Buongiorno). Spinazzola al posto di Olivera. Il Napoli va di tocchetto in tocchetto. Aspetta che si apra un varco. Sa che deve avere pazienza. Ha gli uomini per fare male al Cagliari. Su tutti De Bruyne e McTominay. Anche se poi alla fine a decidere è Anguissa.
Lucca capisce quanto sia infame la vita del centravanti con Conte. È un compito ingrato. Ti tocca fare a sportellate, consumare energie negli uomo contro uomo, sapendo che si ricorderanno di te per le due occasioni che hai avuto e che hai toppato. Un tiro scagliato su Luperto e un altro dal limite dell’area, da posizione invitante, che avrebbe potuto far male e invece è uscito loffio. Persino De Bruyne lo rimprovera perché su un pallone non viene incontro come dovrebbe. Il pubblico rumoreggia come rumoreggiava con Lukaku. Vedremo con Hojlund. Alla fine della fiera, come al solito, il più pericoloso è sempre McTominay. Prima dello sciagurato errore nel finale.
Il Cagliari merita elogi. È molto ben organizzato da Pisacane. Squadra compatta. Si chiude ma è pronta a ripartire. Si rende anche pericoloso in un paio di occasioni.
De Bruyne stasera non è lui. Perde i palloni in maniera stupida, come quando prova il dribbling su azione da calcio d’angolo. E si becca pure un cartellino giallo per un pestone proprio dopo aver perso palla. Nella ripresa il Napoli costruisce qualcosina in più. Non tantissimo. Spazio anche per Ambrosino. Esce proprio De Bruyne. Sembrava una partita destinata al pareggio. Poi, la punta di Anguissa. Il calcio è così. Per fortuna del Napoli.