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La fotografia De Laurentiis-ultras non era nel copione

Le istituzioni hanno premuto per un abbassamento della tensione, ma non fino a tanto. Proseguono le indagini della Procura, atteso anche Adl

La fotografia De Laurentiis-ultras non era nel copione

Domani è il giorno di Napoli-Milan. È la gara del dentro o fuori per la Champions. Lo stadio Maradona sarà pieno e la tifoseria organizzata sta preparando coreografie. Molte cose sono cambiate dall’incontro De Laurentiis ultras (avvenuto all’hotel Britannique) suggellata con tanto di foto ricordo pubblicata dal presidente del Napoli su Twitter.

Fotografia che ha colto un po’ tutti in contropiede. Il presidente del Napoli è rapidamente passato dall’essere un sostenitore della linea dell’intransigenza, all’accordo anche con la linea dura e pura con passi indietro pure sulla tessera del tifoso. È vero che ci sono state pressioni istituzionali di alto livello. Tutto è cambiato dall’incontro di giovedì al Viminale col ministro Piantedosi. C’è grande preoccupazione, a livello di ordine pubblico, per la festa scudetto. Uno dei fautori della linea dell’ammorbidimento è senza dubbio il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. C’è il precedente degli incidenti di Torino in piazza San Carlo dove venne allestito il maxischermo per la finale di Champions tra Juventus e Real Madrid. Alla fine furono tre i morti e oltre mille i feriti. E le conseguenze di quegli incidenti furono affrontate, da prefetto di Torino, da Claudio Palomba che arrivò nel capoluogo piemontese quindici mesi dopo quell’incidente.

Com’è ormai noto era stato previsto un incontro in Prefettura con i rappresentanti del tifo organizzato. Incontro poi saltato perché non tutte le istituzioni che siedono al tavolo dell’ordine pubblico erano disposte a incontrare gli ultrà. Men che meno in un luogo istituzionale. De Laurentiis ha allora organizzato l’incontro privato, anche se supervisionato. Incontro cui gli ultras si sono presentati con lo storico avvocato, Emilio Coppola, da sempre al loro fianco nelle battaglie legali e immortalato nella foto.

Foto che qualche strascico, nonché qualche imbarazzo, lo ha provocato a livello istituzionale. Non era previsto nel copione, se così possiamo definirlo. Del resto le stesse richieste degli ultras non sarebbero mai arrivate a tanto. Passare dalla Thatcher alla foto ricordo nel volgere di 48 ore è parso quantomeno inopportuno. Proprio all’indomani della notizia del rafforzamento della scorta.

In contemporanea proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Napoli che proprio sulla tifoseria organizzata di Napoli sta indagando. Sugli scontri in autostrada con i romanisti, sul pomeriggio di incidenti in piazza del Gesù con i tedeschi dell’Eintracht e sulle violenze avvenute in Curva B la sera di Napoli-Milan. Indagini che riguardano anche alcuni che sono nella fotografia. La Procura sta ascoltando, come persone informate dei fatti, anche esponenti del Calcio Napoli. Oggi era atteso Aurelio De Laurentiis. Nell’elenco c’è anche il responsabile marketing Formisano.

Da un lato ci sono i tifosi contenti che domani sera ci sarà lo stadio pieno e finalmente si tornerà a tifare. Dall’altro le inchieste sulla tifoseria organizzata non sono per nulla state accantonate. E il livello d’attenzione resta alto sia in vista del match di domani sera sia della festa scudetto.

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