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Napoli-Fiorentina 2-3, pagelle / Osimhen, la solitudine del numero 9. Spalletti commenta un’altra partita

Due lezioni di Italiano in una stagione sono un po’ troppe per un tecnico della sua esperienza. I fantasmi di Fabian e Zielinski

Napoli-Fiorentina 2-3, pagelle / Osimhen, la solitudine del numero 9. Spalletti commenta un’altra partita
Napoli 10/04/2022 - campionato di calcio serie A / Napoli-Fiorentina / foto Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

Le pagelle di Napoli-Fiorentina 2-3 a cura di Fabrizio d’Esposito e Ilaria Puglia.

OSPINA. Uccellato ben tre volte, senza pietà ma senza colpa. Quanto ai piedi e ai rilanci, lasciamo perdere Ilaria. Questo Napule spallettianamente democristiano (copy Max Gallo) quando perde è pure senza identità, né orizzontale né verticale. Nada de nada – 5

Italiano temeva che il Napoli avrebbe preso a pallonate la Fiorentina, invece a pallonate è stato preso Ospina. Non ha particolari colpe sui tre gol subiti, ma quando ne prendi tre e ne pari uno soltanto certo non puoi aspettarti la sufficienza – 5

ZANOLI. La Fiorentina fa male soprattutto dal suo lato, povero Zanoli. Tuttavia conferma le sue doti di incursore che da destra devia promettente verso il centro. Parva res, d’accordo, ma su questo ragazzo qualcosa di buono va detto in questa cupa domenica delle Palme di colore rosso – 5

Ikonè lo strapazza in occasione del gol, soffre su Biraghi e Saponara. Meno lucido della settimana scorsa, certo più timido – 5

RRAHMANI. Sulla sua coscienza grava come un macigno la pelota persa da cui origina il ferale uno a tre. Colpevole senza alcuna attenuante – 4

Una palla che gronda sangue – 4,5

KOULIBALY. Sullo zero a uno invoca un sospettoso abbattimento in area. Detto questo, nel girone di ritorno il Napule ha subìto gol in dieci partite su tredici. E Kappa Kappa oggi è il Comandante di una difesa che cola a picco come il Titanic – 4

Nervoso e impreciso. Sbaglia tanto, resta incomprensibilmente a terra in un timido accenno di protesta sul primo gol. Ma, soprattutto: all’88, con tutto il Napoli in area, lui passa al portiere. Mah – 4,5

MARIO RUI. In fase offensiva combina parecchio sin dall’inizio: una palla favolosa per Na-Politano al 7’; un tiro al 33’; indi innesca The Mask nell’azione del pareggio e infine gli fa anche il cross del due a tre. Ma là dietro Nico Gonzalez (primo argentino e non solo a segnare nei due stadi intitolati a Diego) lo stordisce a ritmo continuo. Il voto è la media tra i due Marittiello visti, uno in difesa e l’altro in attacco – 5

Persino Italiano ha detto ripetutamente ai suoi di spingere dal suo lato. Ha tenuto finché ha potuto, poi, ovviamente, è crollato. Salviamo quel poco che c’è da salvare, ma ricordando anche il tiraccio al 33’: c’era Osimhen in agguato – 5

GHOULAM dall’86’. Senza voto

Che ricordi le punizioni di Ghoulam… – sv

FABIAN RUIZ. Il Napule parte comunque benino se non bene ma non concretizza nulla. Colpa anche dell’annebbiamento dell’ispanico Fabian. Al 5’ sbaglia clamorosamente l’ultimo passaggio. Altrettanto clamorosamente, sei minuti dopo, si ritrova da solo in area e anziché sfondare la porta serve all’indietro il fantasma di Zielinski ma non lo trova – 5

Hai detto tutto tu, hai saltato solo le imprecazioni – 4

MERTENS dal 55’. Con il suo gol Ciro Padre almeno ha allungato di qualche minuto la nostra illusione agonizzante – 6

Una palla toccata, un gol. Se non avessi trattenuto le lacrime perché sentivo che avremmo pianto alla fine per altri motivi, avrei pianto di commozione al suo gol – 7

LOBOTKA. L’unico che tenta di dare un ordine razionale alla squadra. Epperò contro una Fiorentina che supera sistematicamente l’inutile pressing del Napule, diventa un compito immane tenere tutto sotto controllo. Lobo ci prova lo stesso. Talvolta perde palla, talvolta scivola come sull’uno a tre – 6

Scivola lui e scivola il Napoli – 6

DEMME dal 79’. Senza voto

Senza voto

ZIELINSKI. Fuori tempo e senza mai essere al posto giusto. Il peggiore – 4

Incomprensibile che sia rimasto in campo. Un disastro – 3

POLITANO. Si gioca soprattutto a sinistra e quando la palla capita dalle sue parti, Na-Politano gira ampiamente a vuoto – 4,5

Poco o nulla – 4,5

LOZANO dal 45’. Non raddrizza la destra come vorrebbe Spalletti: con tutta la ripresa a disposizione indovina solo un paio di scatti. Un po’ poco – 5

Si muove benissimo in occasione del gol di Mertens, per il resto anche lui scompare nella nebbia di una domenica da dimenticare – 5

OSIMHEN. La frenesia se lo mangia vivo e sovente si avventa con troppa foga sui pochi palloni che gli arrivano. La solitudine del numero nove. E che però trova sempre i suoi lampi: un assist e un gol – 7

Igor gli mette la museruola e gliela mette anche benissimo. Non riesce mai, mai a liberarsi. Sembra quasi goffo, hai ragione a definirlo frenetico. È vero che viene servito pochissimo e male, ma dovrebbe ragionare di più – 6

INSIGNE. Tanta, tantissima generosità e molte giocate decenti. Quello che latita è il colpo decisivo, per stendere l’avversario. Il Capitano ci prova con tiriaaagggiro e pallonetti. Niente. Poi una punizione, che anziché essere una sentenza si risolve con un tiraccio amorfo – 5,5

Sbaglia troppo e persino Osimhen si arrabbia con lui. Si sacrifica, certo, ma per vincere servono i gol, o farli o propiziarli – 5,5

ELMAS dal 79’. Senza voto

Senza voto

SPALLETTI. Due lezioni di Italiano in una stagione sono un po’ troppe per un tecnico della sua esperienza e della sua intelligenza. Soprattutto due lezioni ricevute da uno di quegli allenatori fanatici con il joystick che finiranno per rovinare e lobotomizzare quel poco che resta del football italico. Speriamo solo che Italiano non gli sia fatale anche per quanto riguarda il futuro della panca azzurra. Dio ce ne scampi. Per il resto, in questo campionato scarso e pazzotico, i nostri sogni sono morti e risorti già due o tre volte. Ora siamo ancora lì però non siamo più padroni del nostro destino, come ammesso da Spalletti medesimo – 3

Non capisco la disamina che ha fatto a fine partita. Ha parlato di una buona prestazione che io non ho visto. Se nel primo tempo avessimo concretizzato tutte le occasioni avute, saremmo andati negli spogliatoi in vantaggio di almeno quattro gol. Per non parlare di Zielinski, lasciato in campo per non si sa quale motivo se non per rendere imbarazzante la sua sola visione, come quella di Fabian. Gli consiglierei meno enfasi nelle conferenze stampa, e di evitare, nel futuro, del tutto, la parola “resilienza”. Non solo è insopportabile, porta pure sfiga – 4

ARBITRO MARIANI. Sorvola su qualche contatto a rischio in area viola. Ma tutto sommato non incide sul risultato – 5

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